Kiwi Exhibition 2025: il racconto della giornata

In tanti ieri alla giornata tecnica dedicata all’actinidia per parlare di innovazione, strategie e varietà che guardano avanti

da Ilaria De Marinis

Un actinidieto a fare da cornice, balle di fieno come sedute e oltre un centinaio tra tecnici, agronomi, produttori e aziende: la Kiwi Exhibition 2025 ha portato l’agricoltura che innova direttamente in Basilicata. Un evento che ha unito concretezza tecnica e visione strategica, perché oggi coltivare kiwi non è solo una pratica agricola: è una scelta consapevole, un investimento imprenditoriale, una pianificazione condivisa.

Organizzata da Fruit Communication, Doctor Farmer e Fruit Lab, la giornata è stata ospitata dall’azienda agricola Nicofruit, simbolo della nuova spinta che anima l’actinidia meridionale.

Kiwi Exhibition: una coltura, tante ragioni

Perché parlare di kiwi? La risposta l’ha data l’apertura dell’evento: perché questa coltura è diventata molto più di un’opportunità agricola. È un terreno di innovazione genetica, sostenibilità colturale e rilancio territoriale. La Basilicata, in particolare, guarda con sempre maggiore interesse all’actinidia per diversificare, valorizzare i suoli e rispondere a un mercato in evoluzione.

Lo ha raccontato per primo Demetrio Nicodemo, responsabile produzione di Nicofruit, presentando l’azienda e l’impianto che ha ospitato l’evento: “La nostra azienda nasce nel 1994, ma si è avvicinata al kiwi molto più tardi. Abbiamo scelto la varietà Top Gold dopo un’attenta analisi e pianificazione”.

La scelta non è stata casuale: “Serviva una cultivar compatibile con le altre nostre produzioni, come la fragola, e con un calendario che ci permettesse di lavorare senza sovrapposizioni. Il fatto che non necessiti di diradamento e la precocità produttiva sono stati elementi decisivi. In più, piace ai consumatori”.

Vocazione, clima e irrigazione: serve metodo

Proseguendo, è stata la volta di Egidio Lardo, agronomo PhD e direttore tecnico di Karposia srl, che ha condotto due interventi fondamentali per chi vuole approcciarsi al kiwi in territori “nuovi”.

“La Basilicata non è proprio vocata alla coltura. Ma se si sceglie di produrre actinidia, va fatto con metodo: analisi del terreno, disponibilità idrica, varietà idonee. Non si può improvvisare”.

Specie in un contesto segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici, dove – come spiegato da Lardo – le vecchie varietà come Hayward sono diventate più difficili da gestire per via del mancato fabbisogno in freddo. “Lo scorso anno, nel Metapontino, abbiamo avuto un abbattimento della fertilità del 70%. Per questo oggi si punta su genotipi diploidi e tetraploidi, più adatti”.

E poi l’acqua, spesso croce più che delizia: “La gestione idrica è spesso irrazionale. L’agricoltore vede una pianta sofferente e pensa subito a una carenza idrica. Ma spesso è l’eccesso a danneggiare. La strategia irrigua invece va studiata, misurata, personalizzata”.

Il mercato non si improvvisa

E accanto al campo e al clima, c’è il mercato. Francesco Nicodemo, responsabile commerciale di Nicofruit, ha raccontato come la strategia commerciale sia stata pensata fin dall’inizio. “Il kiwi per noi è una sfida. Ma possiamo vincerla. Grazie a un’analisi di mercato mirata, quest’anno i nostri frutti arriveranno nei banchi della grande distribuzione, in particolare della COOP”.

Un debutto che non vuole restare un episodio: “L’obiettivo è ampliare le superfici e portare sempre più kiwi sotto il marchio Basilicata, che ormai la GDO associa a qualità, come già accaduto per fragole e albicocche”.

kiwi exhibition staff

Gli organizzatori insieme ai fratelli Demetrio e Francesco Nicodemo, titolari dell’azienda agricola Nicofruit

Le aziende partner della Kiwi Exhibition

Ad alzare il livello tecnico della giornata anche il contributo delle aziende partner, che hanno mostrato soluzioni operative e prodotti innovativi lungo tutta la filiera, dalla nutrizione alla protezione, fino alla gestione dell’impianto.

Nell’ordine:

  • Domenico Labriola per Diachem ha presentato Iron 4, un prodotto in grado di aumentare la sostanza secca e migliorare il rinverdimento;
  • Andrea Ghirotti per ICL ha illustrato le sue strategie con fertilizzanti a cessione controllata e biostimolazione radicale;
  • Saverio D’Onza per Alzchem Group ha parlato dei vantaggi di Perlka e Sitofex per una qualità elevata del kiwi;
  • Valentina Di Giallonardo ha invece mostrato le proposte di Sumitomo Chemical Italia per la biostimolazione e nutrizione del kiwi;
  • Vito Pollicoro di Netafim – Panagri ha raccontato al pubblico le soluzioni avanzate per l’irrigazione oggi disponibili;
  • Simona Alfonso del Gruppo Alfonso Lorenzo ha spiegato l’utilizzo del filo zinco/alluminio per gli actinidieti;
  • Michele Dibello per Elbe Covering ha infine chiuso con una presentazione dei nuovi impianti antigrandine con elastici tipo “piatto”.

Prossima fermata

La Kiwi Exhibition 2025 si è chiusa con un momento conviviale, pensato non come semplice chiusura formale, ma come ulteriore spazio di scambio. Il buffet – allestito fuori dal campo, in un’area dedicata – ha infatti permesso ai partecipanti di continuare il confronto in modo informale, tra buon cibo, bollicine e conversazioni tecniche. A riprova di una rete che non si limita a condividere esperienze, ma che costruisce alleanze, strategie e visione. Un modo diverso – e necessario – di fare agricoltura oggi, unendo competenze, pratiche virtuose e uno sguardo lungo sul futuro del comparto.

Ora, però, l’agenda guarda avanti: il prossimo appuntamento è fissato per il 24 luglio nel Foggiano, con l’Exhibition dedicata al pomodoro e una nuova, imperdibile fermata del viaggio nell’innovazione in agricoltura.

 

Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com

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