Agrivoltaico, la visione di Novaenergy

Intervista a Leonardo Totaro, Team Manager di Novaenergy Srl, sulle opportunità dell’agrivoltaico per integrare produzione agricola, energia e redditività aziendale

da Donato Liberto
Agrivoltaico - novaenergy

Negli ultimi anni l’agrivoltaico si è imposto come uno dei temi più rilevanti nel dialogo tra agricoltura ed energia. Non solo per le opportunità economiche, ma anche per il ruolo strategico che può avere nella gestione sostenibile dei terreni agricoli. Ne abbiamo parlato con Leonardo Totaro, Team Manager di Novaenergy Srl, realtà attiva nello sviluppo di soluzioni energetiche integrate per il settore primario.

Totaro, l’agrivoltaico è spesso raccontato in modo semplificato. Qual è la sua vera natura?

Il punto centrale è l’integrazione. L’agrivoltaico non è la semplice coesistenza tra pannelli e colture, ma un sistema progettato per generare valore su entrambi i fronti. Il valore emerge da una progettazione integrata: miglioramento del microclima, protezione delle colture e una nuova fonte di reddito.

Qual è l’approccio di Novaenergy allo sviluppo di questi impianti?

Non proponiamo soluzioni standard: partiamo dalle esigenze specifiche dell’azienda agricola e costruiamo insieme al cliente il progetto. Un elemento distintivo è che operiamo come EPC (Engineering, Procurement and Construction): questo significa che seguiamo direttamente tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione, garantendo qualità e controllo completo del progetto.

agrivoltaico - Leonardo Totaro

Leonardo Totaro, Team Manager di Novaenergy Srl

Dal punto di vista tecnologico, cosa distingue le vostre soluzioni?

Abbiamo scelto di puntare su tecnologia proprietaria, sviluppando tracker agrivoltaici made in Italy. Questo ci consente di adattare gli impianti alle reali esigenze agricole, modulando inclinazione e gestione della luce in funzione delle colture.
Non è solo una scelta tecnica, ma anche industriale: valorizziamo la filiera italiana e garantiamo maggiore affidabilità e assistenza nel tempo.

Dal punto di vista pratico, quali benefici stanno riscontrando gli agricoltori?

I riscontri sono concreti. In diversi casi si osserva una riduzione dello stress idrico e una maggiore protezione dagli eventi climatici estremi. Ma il vero cambio di paradigma è la stabilità del reddito: l’energia affianca l’attività agricola, rendendola meno esposta alle variabili di mercato.

Il settore è pronto per una diffusione su larga scala?

Il potenziale è molto alto, ma servono ancora chiarezza normativa e tempi autorizzativi più certi. Oggi chi investe deve avere una visione di medio-lungo periodo. È importante anche fare cultura: distinguere tra impianti realmente agrivoltaici e operazioni che non hanno una vera integrazione con l’agricoltura.

Che ruolo può avere l’Italia in questo scenario?

Un ruolo centrale. Abbiamo condizioni climatiche ideali e un’agricoltura di grande qualità. L’agrivoltaico può diventare uno strumento strategico per aumentare la competitività del comparto agroalimentare.

Un consiglio agli imprenditori agricoli che stanno valutando questa opportunità?

Di affidarsi a professionisti strutturati, in grado di gestire l’intero sviluppo del progetto, dalla fase autorizzativa fino alla realizzazione, garantendo visione e continuità. L’agrivoltaico non è un prodotto standard: è un progetto che deve essere costruito su misura.

Contatti e approfondimenti
Le aziende agricole interessate a valutare soluzioni agrivoltaiche possono confrontarsi direttamente con Leonardo Totaro, Team Manager di Novaenergy Srl, per un’analisi preliminare e un primo inquadramento tecnico-operativo.
Per maggiori informazioni: totaro@nova-energy.it

 

Comunicato a cura di: Novaenergy srl
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