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Esperti, tecnici e addetti ai lavori lo ripetono da tempo: il suolo non è più soltanto una base inerte su cui crescono le colture. È un organismo vivo, una risorsa preziosa, fragile e strategica, sempre più esposta al rischio di impoverimento e perdita di funzionalità ecologica. Una risorsa che merita cura e che oggi torna al centro dell’attenzione, anche attraverso interventi strutturali messi in campo dalle istituzioni. È il caso dell’intervento promosso dalla Regione Toscana, attraverso il bando SRA04 – “Apporto di sostanza organica nei suoli”, che propone un cambio di passo nella gestione agronomica, premiando le aziende che scelgono di rigenerare i propri campi, arricchendoli di carbonio organico e fertilità. Una misura concreta, che intreccia produttività e transizione ecologica, che intende così premiare chi si impegna a migliorare le caratteristiche strutturali e chimico-fisiche dei suoli agricoli mediante l’apporto e il mantenimento diretto di sostanza organica.
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Aumentare la sostanza organica per migliorare suolo e clima
L’intervento SRA04, parte del Piano Strategico della PAC 2023-2027, risponde a finalità molteplici ma coerenti: aumentare il contenuto di sostanza organica nel suolo, favorire il sequestro del carbonio atmosferico, migliorare la struttura e la resilienza degli agroecosistemi. L’agricoltura, da settore emissivo, è chiamata a diventare attore positivo nel contrasto al cambiamento climatico. A beneficiarne non è solo l’ambiente: un suolo più vivo è anche un suolo più produttivo, più capace di trattenere acqua, di reagire agli stress e di restituire raccolti di qualità.
Più nel dettaglio, il bando prevede il riconoscimento di un premio che viene calcolato su base ettariale e tiene conto delle spese effettive legate all’acquisto e all’applicazione della sostanza organica. Il plafond complessivo destinato all’intervento è di 9,3 milioni di euro per i primi quattro anni, provenienti da fondi UE (FEASR), statali e regionali. Le domande saranno selezionate in base a una graduatoria che premierà in particolare le aziende che operano su terreni a bassa dotazione di carbonio organico, secondo la “Carta del Carbonio” regionale.
Bando sostanza organica: chi può aderire e quali sono gli interventi ammessi
L’adesione è aperta a agricoltori singoli o associati, compresi enti pubblici titolari di aziende agricole. È richiesta la disponibilità di almeno un ettaro di superficie agricola ammissibile sul territorio regionale. Le superfici devono essere condotte direttamente dal richiedente, che si impegna a rispettare gli obblighi tecnici e documentali previsti dal bando. Non sono ammessi terreni concessi a terzi per lo spandimento di matrici organiche. Il pagamento, inoltre, è differenziato per tipologia colturale e per tipologia di ammendante.

Per cinque anni, dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2029, i beneficiari dovranno apportare sostanza organica tramite:
- letame e assimilati palabili,
- ammendante compostato verde (ACV),
- ammendante compostato misto (ACM).
Le quantità minime vanno da 4 a 6 tonnellate/ha di sostanza secca all’anno, in base alla tipologia colturale. Ogni operazione deve essere tracciata e documentata: registro elettronico dei trattamenti, analisi chimiche, fatture di acquisto, piani annuali di concimazione e rispetto dei limiti di carico azotato.
L’obiettivo non è solo “mettere del compost nei campi”, ma farlo con logica agronomica, nel rispetto dei principi di sostenibilità e delle normative in materia ambientale.
Come e quando presentare la domanda
Le richieste di aiuto si inoltrano in modalità telematica, attraverso il portale della Regione Toscana dedicato al sistema informativo agricolo. È possibile accedere solo se si possiede un fascicolo aziendale aggiornato. Ogni anno, entro il 31 dicembre, il beneficiario dovrà anche presentare la documentazione che attesti l’esecuzione degli impegni presi.
L’intervento ha durata quinquennale, ma per entrare in graduatoria occorre presentare domanda entro il 15 luglio 2025. Le adesioni sono vincolanti per l’intero periodo, salvo cause di forza maggiore.
Ulteriori dettagli sono tuttavia disponibili sul sito ufficiale.
Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com