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Non più innovazione agricola calata dall’alto, ma pensata, collaudata e adattata in loco, dalle imprese stesse, insieme agli enti di ricerca e ai protagonisti del sistema agricolo e forestale valdostano. Con questo spirito nasce l’intervento SRG08 “Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell’innovazione”, previsto dal CSR 2023–2027 e finanziato con fondi europei (FEASR), statali e regionali.
Un’occasione strategica per costruire, attraverso partenariati operativi, soluzioni sperimentali su misura per le filiere agroalimentari e forestali locali, rendendo tangibile quel concetto di “innovazione diffusa” che la PAC 2023–2027 pone al centro della sua visione.
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Obiettivi: rendere l’innovazione agricola una pratica quotidiana
Il bando SRG08 intende stimolare progetti che trasformino idee innovative in pratiche operative, compatibili con la realtà – spesso complessa – dell’agricoltura di montagna. Non è ricerca fine a sé stessa: ogni progetto deve portare in campo, o in foresta, azioni concrete, replicabili, con impatti ambientali, economici e organizzativi misurabili.
In particolare, si guarda a:
- favorire l’incontro tra agricoltori e mondo della ricerca (AKIS),
- testare soluzioni che rispondano a fabbisogni reali,
- diffondere conoscenze e tecnologie (anche digitali),
- rafforzare la capacità delle imprese di innovare.
Reti intelligenti, non solisti
Il cuore pulsante dell’intervento sono i partenariati, reti eterogenee composte da almeno due soggetti giuridici appartenenti a categorie diverse. Dalle imprese agricole a quelle forestali e agroalimentari, passando per enti pubblici e privati di ricerca, associazioni di produttori, fino alla stessa Amministrazione regionale e suoi enti strumentali: tutti possono contribuire, se uniti da un obiettivo comune e da un progetto ben strutturato.
Condizione imprescindibile: nel gruppo deve esserci almeno un’impresa agricola o forestale con sede in Valle d’Aosta. A coordinare tutto, un capofila che si assume la responsabilità amministrativa e gestionale.
Cosa si può fare: il banco di prova dell’innovazione agricola
Il bando finanzia progetti sperimentali con attività dimostrative, divulgative e di test operativo. Le idee possono partire da tecnologie nuove o da pratiche tradizionali da aggiornare al contesto attuale. Ogni progetto deve prevedere:
- analisi di contesto,
- azioni di collaudo (campi prova, test applicativi),
- strategie di disseminazione e divulgazione,
- un impianto organizzativo chiaro e condiviso.
Le spese ammissibili includono i costi di cooperazione, consulenze, materiali, comunicazione, e – novità importante – anche quelli per il personale tecnico interno impiegato nella sperimentazione.

Copertura fino al 100%
Il sostegno pubblico arriva fino al 100% della spesa ammessa, fatta eccezione per gli investimenti materiali (es. attrezzature), finanziabili al 60%. Ogni progetto deve avere un valore compreso tra 30.000 e 100.000 euro. Previsto anche un meccanismo di anticipo fino al 50% dell’importo, dietro presentazione di fideiussione.
In totale, il bando mette a disposizione 400mila euro: una cifra selettiva, pensata per finanziare progetti solidi e scalabili.
Come candidarsi
Le domande si presentano tramite il portale SIAN, con obbligo di validazione del fascicolo aziendale. La procedura è aperta a sportello: non c’è una scadenza fissa, ma si va avanti fino ad esaurimento fondi.
Attenzione però: la qualità del progetto conta. La selezione si basa su una griglia di punteggi che valuta partenariato, contenuto tecnico, ricadute concrete, e capacità di diffusione dei risultati.
Non basta poi “fare qualcosa di nuovo”: ogni progetto deve dimostrare che l’innovazione avrà effetti duraturi sul tessuto agricolo locale. Il collaudo è solo un passaggio; ciò che conta è il dopo: che le pratiche adottate restino, si diffondano, e diventino parte del modo di lavorare sul territorio.
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Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com