Terra storicamente vocata alla viticoltura, la Puglia guarda al futuro puntando sull’innovazione e sulla qualità. In questa direzione si inserisce l’intervento, finanziato nell’ambito del regime comunitario per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, pensato per rafforzare la competitività dei produttori di vino sui mercati nazionali e internazionali attraverso il rinnovamento degli impianti, premiando le aziende che scelgono di intervenire su assetto varietale, forma di allevamento e organizzazione del vigneto in una logica di maggiore efficienza produttiva e sostenibilità.
I vigneti oggetto di intervento devono infatti risultare iscritti allo schedario viticolo ed essere idonei alla produzione di vini a denominazione di origine o a indicazione geografica, nel rispetto di quanto previsto dai relativi disciplinari. Restano invece fuori gli investimenti destinati a nuovi impianti.
Chi Può Accedere al Sostegno
Possono beneficiare del sostegno sia persone fisiche sia giuridiche che conducono vigneti a produzione di uve da vino, o che detengono autorizzazioni valide per il reimpianto o il reimpianto anticipato dei vigneti. Restano esclusi gli investimenti destinati a nuovi impianti secondo quanto previsto dall’articolo 64 del Reg. (UE) 1308/2013. I richiedenti devono, al momento della domanda, condurre una delle seguenti forme giuridiche:
- Impresa individuale agricola con partita IVA e iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
- Società di persone o capitali che esercitano attività agricola, titolari di partita IVA e iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
- Cooperativa agricola di conduzione iscritta all’albo delle società operative agricole.
Varietà ammesse, forme di allevamento e densità d’impianto
Uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda le caratteristiche tecniche che devono avere i vigneti oggetto di ristrutturazione o riconversione. Le operazioni devono prevedere l’impiego di varietà di vite riconosciute idonee alla coltivazione e classificate per la Regione Puglia, secondo il quadro normativo richiamato dall’avviso.
Anche la forma di allevamento non è lasciata alla discrezionalità del beneficiario. I vigneti ristrutturati devono essere razionali, orientati ove possibile alla meccanizzazione parziale o totale e coerenti con i principi della viticoltura sostenibile. Sono ammesse le forme di allevamento verticali, che consentano di contenere le rese per ettaro. Sul fronte della densità, il bando stabilisce una soglia minima pari a 3.000 ceppi per ettaro, salvo l’eventuale applicazione di prescrizioni più restrittive contenute nei disciplinari di produzione. Questa impostazione conferma una linea precisa: il sostegno non finanzia semplicemente il reimpianto, ma premia una viticoltura più ordinata, più efficiente e meglio attrezzata per affrontare le esigenze qualitative del mercato.
Superfici ammissibili: soglie minime e limite massimo
L’accesso agli aiuti passa anche attraverso il rispetto di precise soglie dimensionali. La superficie minima ammissibile, calcolata sull’insieme delle unità vitate interessate dalla domanda, non può essere inferiore a 0,50 ettari. Per le aziende con una SAU vitata pari o inferiore a 1 ettaro, la soglia minima scende a 0,30 ettari. La superficie massima finanziabile, invece, non può superare i 10 ettari complessivi per domanda.
Si tratta di un’impostazione che prova a tenere insieme due esigenze diverse: da un lato evitare la frammentazione eccessiva degli interventi, dall’altro non escludere le aziende di dimensione più contenuta, che in Puglia rappresentano ancora una componente significativa del tessuto produttivo vitivinicolo.
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Come presentare la domanda
Per accedere al sostegno, i richiedenti devono costituire o aggiornare il Fascicolo aziendale e lo schedario viticolo presso l’Organismo pagatore competente in base alla residenza o alla sede legale. La domanda deve essere trasmessa attraverso gli applicativi del portale SIAN. Per le imprese interessate la scadenza è fissata al 14 maggio 2026. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale della regione Puglia.
Federica Del Vecchio
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