CRISCO è un concentrato di alga Ascophyllum Nodosum Canadese (25%), ricca di sostanze biologicamente attive che promuovono la divisione cellulare. La divisione cellulare contribuisce alla maggiore pezzatura dei frutti sia direttamente sia indirettamente perché promuove l’ingrossamento e l’allungamento del rachide con conseguente maggior passaggio di nutrienti.
Nell’ultimo biennio Cerea FCP ha testato il prodotto su diverse colture per verificarne l’efficacia, di cui si fornisce qui di seguito una breve sintesi.
Crisco su uva da tavola
In provincia di Bari nel 2024, in collaborazione con il centro di Saggio Agrolab, è stata realizzata, una prova con un trattamento fogliare da 2,3 l/ha di Crisco:
- su varietà Vittoria dopo l’apertura delle gemme (fase fenologica BBCH 53 grappoli visibili e lunghezza tralcio 7-10 cm) per stimolare la divisione cellulare del grappolo favorendone l’allungamento, la ramificazione e la vigoria.
- su varietà Regal, in fase di post-allegagione, per favorire l’ingrossamento del frutto mantenendone la consistenza, la croccantezza e la shelf-life.
La maggior produzione ottenuta nelle tesi trattate rispetto al testimone (fig.1) è dovuta non solo all’ottenimento di acini di maggior peso ma è anche dovuta al fatto che Crisco ha sostenuto l’allegagione in una fase critica. La prova mirava a verificare i due trattamenti in maniera separata ma la “ricetta” che Cerea FCP propone è quelle di realizzare due applicazioni da 1 l/ha nei due momenti indicati.

Figura 1 – produzione della tesi trattata con Crisco a 2,3 l/ha rispetto alla tesi non trattata. Si nota una maggior resa con Crisco in entrambe le varietà.

Figura 2 – Numero medio di acini nella tesi trattata con Crisco a 2,3 l/ha rispetto alla tesi non trattata. Crisco ha favorito l’allegagione in entrambe le varietà.
E’ bene inoltre tenere presente che la durezza degli acini trattati non si è discostata significativamente dal campione non trattato e questo è indice di buona conservabilità del prodotto. Per la varietà apirena Crisco, inoltre, ha contenuto il grado Brix ad un valore ottimale limitando così il fenomeno della rugginosità tipico di questo tipo di varietà.
Per maggiori dettagli: Allungamento del rachide, stimolarlo per rese maggiori
Crisco su ciliegia
In provincia di Modena nel 2024 sono stati realizzati due trattamenti fogliari da 1 l/ha di Crisco, il primo a caduta petali il secondo dopo una settimana su due diverse varietà: Samba e Ferrovia.
Nella varietà Ferrovia nelle ciliegie trattate con Crisco i calibri maggiori di 27 mm sono il 58,5% contro il 30,6% delle non trattate (fig. 3b). Per la varietà Samba sono del 76,8% nelle tesi trattate contro il 67,9% delle tesi non trattate. Altro aspetto da sottolineare è che nelle tesi trattate con Crisco si è evidenziata una maggiore uniformità di pezzatura (fig. 3a).
Non si sono rilevate differenze significative per quanto riguarda la durezza e il grado Brix dei frutti, sintomo di buona conservabilità anche per le tesi trattate.

Figura 3a – la distribuzione dei frutti trattati con Crisco evidenzia una presenza più elevata e uniforme dei calibri dal 27 al 29 rispetto alle ciliegie non trattate.

Figura 3b – Percentuale del numero dei frutti con calibro superiore a 27, la varietà trattata con Crisco registra un +27%
Per maggiori dettagli: Ciliegio, calibri maggiori con Crisco
Crisco su kiwi
Sono state condotte due prove, la prima nel 2023 vicino a Faenza (RA) in collaborazione con il Centro di Saggio Astra, e la seconda nel 2025 in provincia di Verona, entrambe con varietà Hayward. Nel primo caso il dosaggio è stato di 2,5 l/ha di Crisco rispetto a 1 l/ha
dell’ormone considerato standard commerciale con un solo trattamento in fase di allegagione. Nel secondo caso la dose di Crisco è stata di un 1 l/ha rispetto a 0,6 dello stesso standard ripetuta in due applicazioni a caduta petali e 15 giorni dopo.
Misurando i diametri (e i pesi) medi dei frutti si rilevano in genere differenze significative che pongono i frutti trattati con l’ormone regolatore della crescita in prima posizione, a seguire quelli con Crisco e infine i non trattati (fig.4).
Nel 2025 la verifica sulla sostanza secca ha però riscontrato una % di sostanza secca della tesi trattata con Crisco in linea con il test non trattato. La tesi trattata con lo std commerciale si è caratterizzata invece per un contenuto statisticamente inferiore (fig.5).

Figura 4 – prova 2025: campioni di frutti a confronto: testimone non trattato in alto, poi trattato con Crisco e quindi con lo std commerciale in basso.

Figura 5 – prova 2025: la tesi trattata con Crisco mostra una % di sostanza secca significativamente superiore allo std commerciale (P ≤ 0,05)
Particolare rilievo va prestato alla durezza media dei frutti, indice di buona conservabilità del prodotto: nel 2025 il regolatore della crescita si è dimostrato significativamente inferiore al test non trattato mentre Crisco ha confermato di essere statisticamente in linea con questo (fig.6).

Figura 6 – prova 2025: lo std commerciale, a differenza di Crisco, mostra una durezza statisticamente inferiore al test non trattato (P ≤ 0,05)
Per i dettagli più completi di entrambe le prove: Crisco: una valida integrazione per la nutrizione del kiwi
Conclusioni
Su uva da tavola Crisco ha consentito di ottenere produzioni maggiori non solo grazie alla maggiore pezzatura degli acini ma anche perché il prodotto ha sostenuto l’allegagione durante un periodo di stress idrico. Il grappolo si presentava quindi più compatto e più gradevole alla vista in entrambe le varietà trattate.
Su ciliegia Crisco ha confermato di uniformare le pezzature dei frutti a livelli di calibro elevati.
L’impiego dell’ormone regolatore della crescita su kiwi si è confermato efficace garantendo una maggiore pezzatura dei frutti. Va però considerato che, rispetto a Crisco, il suo dosaggio è limitato a quantitativi definiti direttamente in etichetta.
Su tutte e tre le colture Crisco, oltre ad avere un impatto positivo sulla dimensione del frutto, ha dato buone garanzie riguardo alla conservabilità (grazie al buon contenuto di sostanza secca e alla durezza) e alla dolcezza dei frutti (grado Brix).
Per questo Crisco va considerato come un’interessante integrazione alla tecnica tradizionale di nutrizione delle colture frutticole.
Comunicato a cura di: FCP Cerea
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