Kiwi verde, la novità italiana si chiama Kandy 

Presentato da Salvi Unacoa a Fruit Attraction 2026, la cultivar punta su dolcezza e raccolta anticipata fino a sei settimane rispetto a Hayward.

da Federica Del Vecchio
kiwi verde

L’innovazione varietale nel comparto del kiwi continua a muoversi lungo due direttrici: migliorare la qualità dei frutti e ampliare il calendario di commercializzazione. Un percorso che, accanto alla diffusione delle cultivar a polpa gialla e rossa, coinvolge anche il tradizionale kiwi verde, ancora un riferimento importante per il mercato.

È in questo scenario che si inserisce Kandy, una nuova varietà di kiwi verde di origine italiana, presentata da Salvi Unacoa durante Fruit Attraction 2026. Il progetto punta a valorizzare un frutto caratterizzato da elevata dolcezza e maturazione precoce, con l’obiettivo di anticipare la disponibilità di kiwi italiano rispetto alla tradizionale campagna dell’Hayward.

Kiwi Kandy, raccolta anticipata rispetto all’Hayward

Originario dell’area di Latina, dove è stato individuato da un produttore locale, il kiwi Kandy presenta una delle sue caratteristiche più interessanti nel calendario di maturazione. Secondo quanto dichiarato da Marco Salvi, presidente e amministratore delegato di Salvi Unacoa, la nuova varietà può essere raccolta da quattro a sei settimane prima dell’Hayward, il kiwi verde di riferimento per la produzione italiana. Un anticipo significativo, considerando che la raccolta del kiwi Kandy inizia già a metà settembre, mentre quella dell’Hayward si concentra generalmente tra ottobre e novembre, con differenze legate all’areale e all’andamento climatico.

Questa differenza potrebbe aprire interessanti opportunità commerciali, permettendo di anticipare l’offerta di kiwi verde italiano e intercettare una fase di mercato in cui la nuova produzione nazionale di Hayward non è ancora disponibile in grandi quantitativi. Un vantaggio che, se accompagnato da una buona risposta dei consumatori, potrebbe contribuire a valorizzare ulteriormente la nuova varietà.

kiwi verde kandy

Fonte: Salvi Unacoa

Kiwi Kandy, dolcezza e qualità al centro della selezione

Oltre alla precocità, il kiwi Kandy punta su un profilo qualitativo caratterizzato da elevata dolcezza e alto contenuto di sostanza secca. Tra i suoi punti di forza figurano anche una maturazione uniforme e l’assenza di particolari problemi di indurimento della columella centrale, ossia la porzione più interna della polpa che, quando rimane eccessivamente consistente, può risultare poco gradevole al consumo.

Un ulteriore aspetto riguarda la conservabilità, indicata dall’azienda tra le caratteristiche positive della varietà. Per un prodotto destinato alla distribuzione, infatti, mantenere una qualità soddisfacente durante lo stoccaggio e la successiva commercializzazione è importante quanto raggiungere buone caratteristiche organolettiche alla raccolta.

Dai primi impianti all’obiettivo di 300 ettari

Il progetto Kandy è già entrato nella fase di sviluppo produttivo, con nuovi impianti avviati sul territorio italiano. Il primo traguardo annunciato da Salvi Unacoa è il raggiungimento di 300 ettari coltivati, cui potrebbe seguire un’ulteriore espansione programmata in funzione della risposta del mercato. L’obiettivo è costruire progressivamente una filiera capace di assicurare disponibilità di prodotto, continuità qualitativa e riconoscibilità commerciale.

Insomma, l’arrivo del kiwi Kandy testimonia come l’innovazione varietale non riguardi soltanto i kiwi a polpa gialla e rossa, ma coinvolga anche il segmento verde, storicamente dominato dall’Hayward. Un segnale interessante, soprattutto alla luce delle stime di CSO Italy, analizzate nei giorni scorsi su Fruit Journal, che per il 2026 prevedono una crescita della produzione nazionale del 6%, ma evidenziano anche il progressivo arretramento del kiwi verde rispetto alle altre tipologie. In questo scenario, Kandy potrebbe rappresentare una nuova opportunità di diversificazione per i produttori italiani, puntando su precocità e qualità gustativa per rafforzare la competitività del segmento verde.

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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