Concimazione autunnale dell’olivo: come agire

Dopo la raccolta, l’olivo continua la propria attività fisiologica: con le soluzioni Unimer, nutrizione e fertilità del suolo diventano strumenti chiave per sostenere il recupero della pianta e preparare la stagione successiva

da Donato Liberto
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L’olivicoltura rappresenta uno dei pilastri dell’agricoltura italiana. Da nord a sud, milioni di olivi caratterizzano il paesaggio delle nostre campagne, custodendo tradizioni secolari e producendo uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea: l’olio extravergine d’oliva. Dietro ogni raccolto di qualità, tuttavia, vi è un attento lavoro di gestione agronomica che accompagna la pianta durante tutto l’anno.

La concimazione post-raccolta rappresenta uno degli interventi più importanti per garantire la salute e la produttività dell’oliveto. Se un tempo veniva considerata una pratica accessoria rispetto alle fertilizzazioni primaverili, oggi assume un ruolo fondamentale, soprattutto alla luce delle condizioni climatiche che hanno caratterizzato le ultime stagioni.

Le elevate temperature registrate durante l’estate, spesso accompagnate da lunghi periodi di siccità e da una ridotta disponibilità idrica, hanno messo a dura prova gli olivi. In molte aree olivicole italiane il caldo persistente ha accelerato i processi di maturazione delle drupe, inducendo numerosi produttori ad anticipare la raccolta per preservare la qualità dell’olio e limitare i rischi legati allo stress delle piante.

Una raccolta anticipata, se da un lato permette di ottenere oli di elevato pregio qualitativo, dall’altro arriva al termine di una stagione in cui gli olivi hanno consumato una quantità significativa di energie e riserve nutritive. Per questo motivo la fase successiva alla raccolta diventa particolarmente importante: l’obiettivo non è soltanto reintegrare gli elementi asportati dalla produzione, ma consentire alla pianta di recuperare gli stress accumulati durante l’annata e prepararsi nelle migliori condizioni alla stagione successiva.

Perché concimare dopo la raccolta

Dopo la raccolta delle olive la pianta non entra immediatamente in riposo vegetativo. Al contrario, continua la propria attività fisiologica sfruttando le temperature ancora miti tipiche dell’autunno. In questa fase l’olivo accumula nelle radici, nel tronco e nelle branche le riserve nutritive che utilizzerà durante la ripresa vegetativa primaverile.

La fruttificazione e la produzione di olive comportano ogni anno un’importante sottrazione di nutrienti dal terreno. Azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio e microelementi vengono infatti impiegati dalla pianta durante lo sviluppo vegetativo e la formazione dei frutti. La concimazione autunnale permette di reintegrare tali elementi, evitando impoverimenti del suolo e contribuendo a preservare la fertilità dell’oliveto nel lungo periodo.

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Ridurre l’alternanza di produzione

Uno degli obiettivi più importanti della concimazione post-raccolta è quello di contenere il fenomeno dell’alternanza di produzione, tipico dell’olivo. Dopo un anno caratterizzato da un’elevata carica produttiva, la pianta tende naturalmente a produrre meno nella stagione successiva, soprattutto se le riserve nutritive non vengono adeguatamente reintegrate.

Un corretto programma di fertilizzazione consente di favorire il ripristino delle riserve e di sostenere la differenziazione delle gemme che daranno origine alla produzione futura. In questo modo l’oliveto può mantenere una maggiore regolarità produttiva nel tempo, con benefici sia in termini quantitativi sia qualitativi. In particolare, la disponibilità di potassio, boro, magnesio e microelementi contribuisce a favorire uno sviluppo omogeneo delle olive, a ripristinare le di sostanze di riserva e sostenere una maggiore efficienza fotosintetica. Questo può tradursi in drupe più uniformi, con un miglior rapporto polpa/nocciolo e un potenziale incremento della qualità tecnologica e organolettica dell’olio ottenuto.

Quali nutrienti sono più importanti in autunno

La concimazione autunnale deve fornire alla pianta gli elementi necessari per il recupero post-raccolta e per la preparazione della fase vegetativa successiva.

Il potassio svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle riserve energetiche della pianta e nella sua resistenza agli stress ambientali. Il fosforo favorisce lo sviluppo e l’attività dell’apparato radicale, mentre l’azoto contribuisce al ripristino delle riserve nutritive. 

Particolarmente importanti risultano anche il magnesio, indispensabile per l’attività fotosintetica, lo zolfo, coinvolto nei processi metabolici della pianta, e microelementi quali boro, zinco e ferro, che partecipano a numerose funzioni fisiologiche e contribuiscono all’efficienza nutrizionale dell’olivo.

Migliorare la fertilità del terreno

La concimazione autunnale non deve limitarsi al solo apporto di nutrienti. Un oliveto produttivo richiede infatti terreni vitali, ben strutturati e ricchi di sostanza organica.

L’integrazione di ammendanti organici consente di aumentare la capacità del terreno di trattenere l’acqua, migliorare la struttura fisica del suolo e favorire l’attività dei microrganismi utili. Questi aspetti assumono un ruolo strategico soprattutto in un contesto climatico caratterizzato da precipitazioni sempre più irregolari e lunghi periodi di siccità.

Per favorire il ripristino e la conservazione di adeguati livelli di sostanza organica umificata, Unimer mette a disposizione degli olivicoltori una gamma di ammendanti e prodotti ad azione specifica. Tra questi, SUPERSTALLATICO e GREEN POWER, caratterizzati da un elevato contenuto di sostanza organica umificata, acidi umici e fulvici, utili per migliorare la fertilità del terreno e la disponibilità degli elementi nutritivi.

A supporto dell’attività biologica del suolo, MICROLIFE e MICROFORCE, grazie alla presenza di batteri della rizosfera e funghi micorrizici, favoriscono lo sviluppo dell’apparato radicale e contribuiscono a rivitalizzare i terreni poveri di attività microbiologica.

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La proposta Unimer per la concimazione autunnale dell’olivo

Per sostenere il recupero della pianta dopo la raccolta e prepararla alla successiva ripresa vegetativa, Unimer propone soluzioni organo-minerali studiate per garantire una nutrizione graduale ed efficiente.

Tra queste, LE MANS NPK (Mg-S) 8-5-12 (2-20) con magnesio, zolfo, boro e ferro a basso tenore di cloro, rappresenta una soluzione particolarmente indicata nella fase post-raccolta. La sua formulazione consente di reintegrare gli elementi nutritivi asportati dalla produzione, favorendo l’accumulo delle riserve indispensabili per il ciclo produttivo successivo e contribuendo a contrastare gli effetti dell’alternanza di produzione.

Nei casi in cui siano previste potature di ringiovanimento particolarmente incisive, Unimer propone inoltre ATHENA OLIVETO NPK (Ca) 14-6-9 (8), arricchito con calcio, boro e zinco oppure MIURA NPK(Mg) 12.6.8 (2) con microelementi. Grazie all’apporto equilibrato di nutrienti, questi fertilizzanti favoriscono una vigorosa ripresa vegetativa e sostengono la formazione di nuovi rami produttivi, permettendo alla pianta di reagire al meglio agli interventi di rinnovo della chioma.

Investire oggi per il raccolto di domani

La concimazione autunnale dell’olivo non deve essere considerata soltanto un intervento di fine stagione, ma un vero e proprio investimento sul futuro dell’oliveto. Ripristinare le riserve nutritive, migliorare la fertilità del terreno e sostenere l’attività biologica del suolo significa creare le condizioni ideali per una ripresa vegetativa equilibrata, una fioritura più uniforme e una produzione costante negli anni.

 

Comunicato a cura di: UNIMER
© fruitjournal.com

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