Pesche gialle, da Murcia due nuove varietà 

Si tratta di Levante 25 e Levante 35 sviluppate dall’IMIDA pensate per offrire ai produttori varietà più adatte alle esigenze climatiche e commerciali del territorio 

da Federica Del Vecchio

Ampliare il calendario di raccolta, presidiare finestre commerciali strategiche e mettere a disposizione dei produttori varietà più adatte alle condizioni pedoclimatiche locali. È da queste esigenze che nasce il lavoro dell’IMIDA, l’Istituto Murciano di Ricerca e Sviluppo Agricolo e Ambientale, che ha presentato due nuove varietà di pesche gialle: Levante 25 e Levante 35.

Le due selezioni entreranno  a far parte del marchio FrutIMIDA, che raccoglie il materiale vegetale sviluppato dall’istituto e reso disponibile al settore attraverso vivai autorizzati. Per la frutticoltura murciana si tratta di nuove alternative varietali pensate per rafforzare la competitività delle aziende agricole, coniugando qualità dei frutti, adattamento climatico e programmazione dell’offerta.

Levante 25 e Levante 35: raccolta tra maggio e giugno

Secondo quanto comunicato dalle autorità regionali, Levante 25 e Levante 35 si distinguono per la buona adattabilità alle condizioni climatiche della Regione di Murcia, uno degli areali frutticoli più importanti della Spagna. Il calendario di maturazione rappresenta uno degli aspetti centrali delle due nuove varietà. Levante 25 viene raccolta nella terza settimana di maggio, mentre Levante 35 raggiunge la maturazione nella prima settimana di giugno. 

Una successione che consente di estendere l’offerta commerciale delle pesche gialle in un periodo di particolare interesse per il mercato, migliorando la programmazione e la continuità delle forniture.

pesche gialle

Immagine scattata durante la visita all’azienda agricola sperimentale IMIDA di Abarán. Fonte: Istituto Murciano di Ricerca e Sviluppo Agricolo e Ambientale

Il programma di miglioramento genetico dell’IMIDA

La presentazione di Levante 25 e Levante 35 si inserisce in un’attività di breeding più ampia, attraverso cui l’IMIDA lavora allo sviluppo di nuove varietà di pesco e di altre drupacee. Il programma comprende pesche, nettarine, pesche paraguayo, platerinas, pesche rosse e pesche Pavía, oltre a nuove selezioni di ciliegio. L’istituto porta avanti anche un programma congiunto con il CEBAS-CSIC, il Centro Segura per la Scienza del Suolo e la Biologia Applicata, finalizzato all’ottenimento di nuove varietà di susina giapponese.

Nel campo sperimentale dell’IMIDA sono attualmente in valutazione oltre 6.000 ibridi di pesco e quasi 300 pre-selezioni. Il materiale viene analizzato in base alle prestazioni agronomiche, alla qualità dei frutti e alla capacità di adattarsi alle condizioni di coltivazione dell’area. Come anticipato, accanto al pesco, l’attività di ricerca riguarda anche il ciliegio e il susino. Sono infatti presenti più di 3.000 ibridi di ciliegio, che entreranno in produzione nei prossimi anni, e 25 pre-selezioni di susino giapponese. Un patrimonio genetico che conferma il ruolo della ricerca varietale come leva decisiva per costruire una frutticoltura più flessibile, più competitiva e capace di rispondere alle nuove esigenze produttive e commerciali. 

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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