Xylella, nuove restrizioni per la raccolta delle olive

Dopo il ritrovamento del batterio in Calabria, nuove prescrizioni per raccolta e conferimento delle olive. Ecco quali aziende sono coinvolte e cosa cambia per i frantoi

da Donato Liberto
xylella - raccolta olive

Con la campagna olivicola ormai avviata in diversi areali, la Xylella torna a condizionare il lavoro degli olivicoltori, questa volta anche nelle operazioni di raccolta e conferimento delle olive. In Calabria, dove nei mesi scorsi è stato individuato un nuovo focolaio del batterio, il Servizio fitosanitario regionale ha introdotto prescrizioni che riguardano la pulizia del prodotto, il trasporto e l’accesso ai frantoi. Tra le disposizioni più rilevanti, il divieto di conferire le olive al di fuori del comune di raccolta. Una limitazione che interessa specifiche aree della provincia di Reggio Calabria e che potrebbe avere conseguenze sull’organizzazione della campagna olivicola.

Xylella in Calabria, dal nuovo focolaio alle restrizioni

Le nuove disposizioni arrivano dopo il ritrovamento di Xylella fastidiosa sottospecie pauca, ceppo ST53, nel territorio di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. Il focolaio, accertato durante le attività di monitoraggio condotte tra luglio e agosto 2026, ha interessato 7 piante di olivo risultate positive su 35 campionate, in località Contrada Olivetella.

In seguito alla conferma della presenza del batterio, la Regione Calabria ha delimitato l’area interessata, distinguendo una zona infetta, sottoposta alle misure di eradicazione, e una zona cuscinetto circostante, nella quale vengono effettuati controlli e interventi preventivi.

Proprio in vista della raccolta, il 5 ottobre 2026 il Servizio fitosanitario regionale ha emanato nuove prescrizioni operative per limitare il rischio di diffusione del batterio attraverso la movimentazione accidentale degli insetti vettori e dei residui vegetali.

Le misure interessano porzioni dei territori di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio, ma non tutte le aziende situate nei tre comuni.

Raccolta delle olive, cosa cambia per gli olivicoltori

Il provvedimento introduce precauzioni da rispettare durante tutte le principali fasi della raccolta, dalla gestione delle attrezzature fino al trasporto delle olive verso il frantoio.

In particolare, gli olivicoltori interessati devono:

  • Pulire e disinfestare le attrezzature utilizzate per la raccolta, prima dell’ingresso nel fondo, del successivo impiego in altri terreni o al termine delle operazioni.
  • Defogliare accuratamente le olive e rimuovere rametti e altri residui vegetali prima che il prodotto lasci il campo.
  • Utilizzare cassette o contenitori idonei e coperti, per limitare la dispersione accidentale degli insetti vettori.
  • Trasportare le olive con carico protetto, mantenendo le condizioni di contenimento durante l’intero tragitto verso il frantoio, senza soste.
  • Gestire i residui vegetali sul luogo di raccolta, provvedendo alla loro distruzione mediante bruciatura nel rispetto delle disposizioni ambientali e di sicurezza vigenti.

A queste prescrizioni si aggiunge quella potenzialmente più impegnativa sul piano organizzativo: le olive raccolte nei terreni soggetti al provvedimento non possono essere trasportate fuori dai confini del comune in cui si trova l’oliveto. Questo significa che un produttore interessato dalle restrizioni non può conferire il raccolto a un frantoio situato in un comune vicino, anche se abitualmente si rivolge a quell’impianto per la molitura. Una disposizione che potrebbe incidere sulla scelta dei frantoi, sull’organizzazione dei conferimenti e, in alcuni casi, sui costi di gestione della raccolta.

xylella - raccolta delle olive

Le restrizioni non riguardano tutti gli oliveti dei tre comuni

Un chiarimento fondamentale è arrivato il 7 ottobre, quando il Servizio fitosanitario calabrese ha pubblicato una nota esplicativa in risposta alle richieste ricevute dagli operatori. La Regione ha precisato che le prescrizioni si applicano esclusivamente alle olive raccolte nei terreni ricadenti nella zona cuscinetto dell’area delimitata, individuata con il decreto regionale n. 15068 dell’8 settembre 2026.

Non basta, quindi, che un terreno si trovi nel territorio amministrativo di Taurianova, Cittanova o Terranova Sappo Minulio per essere automaticamente soggetto alle nuove limitazioni. Per verificare l’applicabilità delle prescrizioni, gli olivicoltori devono fare riferimento alla delimitazione ufficiale della zona cuscinetto. Restano distinte le misure specifiche previste per la zona infetta.

Frantoi, controlli e obbligo di respingere i carichi non conformi

Le nuove disposizioni coinvolgono direttamente anche i frantoi che ricevono olive provenienti dai terreni sottoposti alle restrizioni. Gli impianti devono verificare che le partite siano state correttamente defogliate e private dei residui vegetali. In presenza di un carico non conforme, il frantoio è tenuto a rifiutare le olive, che dovranno essere riportate nel luogo di raccolta, ripulite e successivamente riconferite secondo le modalità previste.

I controlli sul rispetto delle prescrizioni saranno effettuati dai Carabinieri Forestali e dal personale incaricato dal Servizio fitosanitario regionale. Per gli operatori della filiera si tratta di un ulteriore elemento da considerare nella programmazione della campagna: una partita non conforme potrebbe infatti comportare ritardi nella molitura e ulteriori operazioni di movimentazione.

Dalla Calabria alla Puglia, la gestione della Xylella interessa tutta la filiera

Quanto sta accadendo in Calabria richiama inevitabilmente l’esperienza della Puglia, dove la presenza della Xylella ha imposto negli anni interventi di eradicazione, monitoraggio e contenimento degli insetti vettori, con conseguenze profonde per il comparto olivicolo.

Le due situazioni restano differenti, sia per la diffusione del batterio sia per le disposizioni applicate nei rispettivi territori. In Puglia, anche nel 2026, la strategia di contenimento ha previsto lavorazioni obbligatorie dei terreni per contrastare gli stadi giovanili dei vettori, con il coinvolgimento di proprietari, conduttori e gestori delle aree interessate.

Il caso calabrese mette invece in evidenza un ulteriore aspetto: le misure fitosanitarie possono incidere anche sulla logistica e sull’organizzazione commerciale della raccolta, ben oltre gli interventi direttamente rivolti alle piante. Il motivo è legato alle modalità di diffusione del batterio. Xylella fastidiosa viene trasmessa principalmente da insetti che si nutrono della linfa xilematica delle piante, tra cui la sputacchina (Philaenus spumarius). Il rischio considerato dalle autorità non riguarda quindi la trasformazione delle olive in olio, ma la possibile movimentazione passiva degli insetti vettori insieme al prodotto e ai residui vegetali.

Con l’avanzare della campagna olivicola, sarà importante verificare come queste restrizioni influiranno sull’attività delle aziende coinvolte e sulla capacità dei frantoi di gestire i conferimenti. Un banco di prova che riguarda direttamente la Calabria, ma offre spunti di riflessione anche agli altri territori olivicoli chiamati a convivere con la minaccia della Xylella.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

 

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