Settore olivicolo, via al piano di rilancio in Calabria

Nuove linee guida, un bando mirato e un marchio collettivo: così la Regione punta a rilanciare l'oro verde tra innovazione, competitività e sostenibilità

da Ilaria De Marinis
settore olivicolo

L’olio extravergine d’oliva non è solo un prodotto agricolo per la Calabria: è parte integrante della sua identità culturale, del paesaggio e della dieta mediterranea che qui affonda le sue radici. Nonostante la Calabria sia tra le prime regioni italiane per superficie olivicola e produzione, negli ultimi decenni, il comparto ha vissuto fasi di difficoltà legate alla frammentazione aziendale, alla scarsa innovazione tecnologica e alla competizione internazionale. Per questo la Giunta regionale ha approvato le “Linee Strategiche per il rilancio del settore olivicolo-oleario”, un documento programmatico elaborato dal Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Calabria con il contributo scientifico del CREA. L’iniziativa rappresenta una vera e propria road map per trasformare le criticità in opportunità, con l’obiettivo di rafforzare la competitività, sostenere gli investimenti e posizionare l’olio calabrese come eccellenza riconosciuta in Italia e all’estero.

Un bando dedicato per rafforzare la competitività

All’interno delle Linee Strategiche trova spazio anche uno strumento operativo mirato: il bando SRD01 3 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole, con una linea di intervento espressamente indirizzata al settore olivicolo. L’obiettivo è sostenere le imprese nella realizzazione di progetti di innovazione e ammodernamento, favorendo l’acquisto di macchinari, l’introduzione di nuove tecniche colturali e l’adozione di pratiche sostenibili. Questo strumento mira a colmare il divario strutturale che ancora caratterizza molte realtà produttive calabresi, permettendo loro di aumentare efficienza, qualità e capacità di penetrazione sui mercati. Il bando non è solo un incentivo economico, ma un’opportunità per imprimere un cambio di passo all’intero comparto, rafforzando la competitività delle aziende e stimolando nuove forme di imprenditorialità agricola, soprattutto tra i giovani.

settore olivicolo oleario

Innovazione, aggregazione e nuove opportunità per il settore olivicolo-oleario calabrese

Alla base del documento, vi è infatti un approccio integrato che combina innovazione tecnologica, cooperazione tra imprese e valorizzazione delle risorse locali. Sul fronte produttivo, il piano incoraggia la modernizzazione degli oliveti, introducendo sistemi di coltivazione più efficienti e sostenibili, capaci di aumentare la resa senza compromettere la qualità. Parallelamente, si punta a sostenere la ristrutturazione degli impianti meno competitivi, così da ridurre la frammentazione che oggi penalizza le aziende calabresi. Grande rilievo è dato anche all’aggregazione tra produttori, attraverso cooperative e reti di impresa, per favorire la concentrazione dell’offerta e migliorare il potere contrattuale sul mercato. 

Non meno importante è l’attenzione agli aspetti ambientali: gli oliveti calabresi sono riconosciuti come potenziali creditori di carbonio, grazie alla loro capacità di assorbire CO₂, e ciò apre la strada a nuovi strumenti di remunerazione per gli agricoltori, in linea con le strategie europee di sostenibilità

“Oliveto Calabria”, mercati esteri e sostenibilità

Altro punto cruciale della strategia è la creazione del marchio collettivo “Oliveto Calabria”, pensato per rafforzare l’immagine e la riconoscibilità dell’olio calabrese sui mercati nazionali e internazionali. Le azioni di promozione saranno accompagnate da percorsi di certificazione e da strategie mirate a consolidare i canali di esportazione. L’olio calabrese, già apprezzato per qualità e tipicità, potrà così affrontare con maggior forza la competizione globale, aprendosi a nuovi sbocchi commerciali.

Non solo. Accanto a questo, le linee guida guardano anche alla dimensione sociale e paesaggistica dell’olivicoltura. Oltre al rilancio economico, il piano sottolinea infatti l’importanza di preservare il territorio, valorizzare l’olivicoltura eroica nelle aree interne e mantenere la multifunzionalità delle aziende agricole.

In questa prospettiva, la misura punta a rilanciare in toto il settore olivicolo-oleario calabrese: non più solo fonte di reddito, ma anche presidio di biodiversità e tutela del territorio.

 

Ilaria De Marinis
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