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Ci sono luoghi dove coltivare non è solo produrre, ma resistere. Dove la pendenza del terreno e la distanza dai mercati non bastano a spegnere la volontà di restare. È l’agricoltura di montagna, una realtà fatta di paesaggi scolpiti dal lavoro umano e di comunità che ancora oggi vivono grazie alla terra. In queste aree, spesso dimenticate, l’attività agricola svolge un ruolo silenzioso ma cruciale: mantiene vivi i territori, cura il paesaggio, preserva saperi antichi.
Proprio per sostenere chi opera in questi contesti fragili, la Regione Lazio ha attivato l’intervento SRB01 “Sostegno zone con svantaggi naturali montagna”, parte del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023–2027. Con uno stanziamento di 10 milioni di euro per il 2024, il bando prevede premi annuali per ettaro di superficie agricola in montagna. Un sostegno concreto a chi, ogni giorno, contribuisce a dare valore e continuità all’agricoltura nelle terre alte.
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Sostenere l’agricoltura di montagna per non perdere le radici
Il bando fa parte del Piano Strategico Nazionale PAC 2023–2027 e mira a rafforzare la tenuta sociale, economica e ambientale delle zone montane. Gli obiettivi sono chiari: evitare l’abbandono dei terreni agricoli, tutelare il paesaggio, incentivare la biodiversità e sostenere modelli di agricoltura sostenibile.
Non è solo una questione produttiva: perdere l’agricoltura di montagna significa indebolire interi ecosistemi, cancellare saperi locali, aumentare i rischi idrogeologici e desertificare intere comunità. Per questo, il contributo previsto premia non solo chi coltiva, ma chi resiste.
A chi si rivolge e cosa prevede il bando
Il bando SRB01 si rivolge a tutti gli agricoltori attivi, sia singoli sia associati, che conducono superfici agricole in aree montane del Lazio. Si tratta di soggetti che operano in contesti spesso difficili, dove la coltivazione è resa più complessa da pendenze elevate, accessibilità limitata, scarsità di infrastrutture e costi operativi maggiori. Tuttavia, proprio in questi luoghi si custodiscono paesaggi rurali unici, pratiche agricole secolari e biodiversità che altrove stanno scomparendo. Il sostegno offerto ha una natura compensativa: si concretizza in un premio annuale per ettaro (HA) di superficie agricola utilizzata, il cui valore varia in base alle caratteristiche del terreno e ad altri parametri tecnici definiti nel bando. L’impegno richiesto ai beneficiari ha una durata di un anno, e in caso di domande ammissibili superiori alle risorse disponibili, l’importo del contributo sarà ridotto in modo proporzionale, così da garantire equità nella distribuzione.
Come presentare la domanda
Per partecipare al bando, gli agricoltori interessati devono inoltrare la domanda di sostegno esclusivamente attraverso il portale SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), utilizzando l’apposita modulistica messa a disposizione dall’organismo pagatore AGEA. Il processo richiede attenzione nella compilazione e il rispetto rigoroso delle tempistiche e dei criteri indicati. È dunque fondamentale consultare con attenzione il testo integrale dell’avviso pubblico, disponibile sul sito della Direzione Regionale Agricoltura. Per ricevere supporto o chiarimenti, è possibile rivolgersi anche alle Aree Decentrate Agricoltura (ADA) competenti per territorio, che rappresentano un riferimento operativo diretto per gli agricoltori in fase di presentazione della domanda.
Il valore strategico dell’agricoltura di montagna
L’intervento SRB01 non è solo un contributo economico. È una scelta politica e culturale: investire nelle zone montane significa difendere un presidio naturale e umano che, una volta perso, è difficile ricostruire. In gioco c’è la resilienza delle aree interne, la tenuta del paesaggio, la qualità delle filiere locali.
Chi semina in altura, spesso, lo fa controvento. Con questo bando, la Regione Lazio prova a mettersi al loro fianco.
Per ulteriori dettagli, si rinvia al sito ufficiale.
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Ilaria De Marinis
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