Mosca mediterranea: come incidono le temperature?

La mosca della frutta (Ceratitis capitata) non allenta la corda neanche quest’anno, sebbene il clima mediterraneo mostri una tendenza alla tropicalizzazione

da Silvia Seripierri
mosca mediterranea

La mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata) non allenta la corda neanche quest’anno. Il caldo e le condizioni di siccità mettono a dura prova le piante. Tuttavia, per alcuni insetti la situazione è differente e il caldo non necessariamente rappresenta un fattore limitante. 

Sebbene il clima mediterraneo mostri una tendenza alla tropicalizzazione e si verifichino sempre più fenomeni climatici eccezionali e da record, la mosca mediterranea della frutta conferma anche quest’anno la sua presenza.

Non è bastato il caldo di questa estate a debellare la presenza del fitofago che è sempre stato presente e che, anzi, proprio con la fine dell’estate e l’arrivo delle temperature più miti, ha registrato un incremento della sua presenza e popolazione in alcuni areali del Mediterraneo.

La mosca mediterranea della frutta è un fitofago di primaria importanza per mandarini e clementine, sebbene si tratti di una specie polifaga che si sviluppa e alimenta anche a carico di altri fruttiferi con produzione primaverile-estiva come pesche e fichi. In estate, al verificarsi di 20-30°C, gli adulti del dittero si accoppiano e dopo qualche giorno le femmine ovidepongono. L’incubazione dura circa 48 ore se le temperature sono comprese tra i 26 e i 28°C, tanto che al ridursi di queste temperature aumenta la durata dell’incubazione.

In prossimità della soglia termica minima (9°C), infatti, l’incubazione può durare anche un mese. A sua volta, la soglia termica superiore è maggiore di quella di Bactrocera, infatti è di 39°C per Ceratitis e di 32°C per Bactrocera. Si tratta di cifre che testimoniano le origini tropicali di Ceratitis, la cui soglia massima di sviluppo è pari ai 45°C. Con questi valori di temperatura, il tasso di mortalità è pari al 100%, mentre con temperature prossime ai 38°C si verifica la morte per la maggior parte degli individui non ancora adulti.

A dimostrazione di ciò, si è visto che – in concomitanza con la fine dell’estate e temperature più miti – la popolazione di C. capitata è incrementata notevolmente a discapito delle colture della stagione e più gradite dalla mosca, ovvero specie di drupacee tardive e di agrumi precoci.

Le varietà più precoci di agrumi hanno già raggiunto l’invaiatura, fase fenologica in cui gli agrumi sono più suscettibili alla mosca. Onde evitare che la popolazione del dittero sia troppo elevata in questa fase, per verificare la presenza di adulti è consigliato usare trappole. A tal proposito, si hanno a disposizione:

  • trappole cromotropiche, gialle per attirare visivamente il dittero;
  • trappole alimentari, ovvero attivate con sostanze azotate e a cui sono più sensibili le femmine con le uova in maturazione;
  • trappole parasessuali che attirano in modo selettivo i maschi.

mosca mediterranea

Nel momento in cui queste trappole iniziano a catturare individui, è necessario ricorrere ai mezzi di controllo chimici o biologici per limitare l’incidenza delle punture di ovideposizione.

Per quanto riguarda le strategie di controllo a disposizione, è sempre necessario consultare il Disciplinare di produzione di riferimento della propria regione. A prescindere dalla strategia di intervento che si intende applicare, se chimica o biologica, è strettamente consigliato l’impiego di trappole in via preventiva per monitorare la presenza di individui adulti di C. capitata in agrumeto.

Un monitoraggio preventivo, infatti, consente di intervenire tempestivamente e di limitare il più possibile i danni a carico dei frutti.

 

Silvia Seripierri

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