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C’è un’agricoltura che non guarda indietro, ma punta dritta al futuro. È quella lombarda che oggi, grazie all’intervento SRG01 – Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI, può contare su un bando da 8 milioni di euro per sostenere l’innovazione in agricoltura, che sia tecnologica o semplicemente organizzativa. La Regione ha dato il via libera all’iniziativa all’interno del Complemento per lo Sviluppo Rurale del Piano Strategico PAC 2023–2027.
In palio ci sono contributi a fondo perduto per chi sa mettere insieme idee, imprese e centri di ricerca. L’obiettivo è chiaro: trasformare il mondo agricolo in un laboratorio diffuso di soluzioni intelligenti, sostenibili e replicabili.
Portare l’innovazione in agricoltura
La misura SRG01 punta dritto a un nodo strategico: fare sistema tra aziende agricole, università, enti di ricerca, consulenti e imprese dei servizi. Il modello è quello dei Gruppi Operativi (GO) del PEI AGRI, partenariati pubblico-privati in grado di progettare e sperimentare sul campo soluzioni concrete, dall’agricoltura di precisione alla gestione sostenibile delle risorse.
Le finalità sono molteplici: migliorare la competitività delle aziende, ridurre l’impatto ambientale, promuovere il benessere animale, adattarsi ai cambiamenti climatici e facilitare il trasferimento tecnologico. Non mancano obiettivi sociali come l’inclusione, la parità di genere e la valorizzazione dei giovani agricoltori.
Beneficiari e interventi ammessi
Per accedere al bando è necessario costituire un Gruppo Operativo formato almeno da un’impresa agricola e un ente di ricerca. Altri soggetti ammessi sono consulenti, imprese digitali o attori della società civile. La forma giuridica richiesta è quella dell’Associazione Temporanea di Scopo (ATS).
Ogni GO può presentare un solo progetto, della durata massima di 30 mesi, ma i partner possono partecipare a più iniziative. Fondamentale il ruolo del capofila, responsabile della domanda, del coordinamento e della rendicontazione.
Sono finanziabili progetti di innovazione pre-commerciale nel settore agricolo e agroalimentare (esclusa la pesca), inclusi:
- sperimentazione di nuovi processi e tecnologie;
- trasferimento di pratiche tradizionali in nuovi contesti;
- acquisto e noleggio di strumenti e attrezzature;
- attività di divulgazione, comunicazione e animazione;
- sviluppo di prototipi, test, collaudi;
- costi amministrativi e consulenze.
Non sono ammessi interventi già avviati, né software gestionali o azioni di marketing per prodotti commerciali.

Innovazione in agricoltura: quanto si può ottenere
L’intervento prevede un contributo a fondo perduto che copre il 100% delle spese ammissibili, senza alcun obbligo di cofinanziamento da parte dei beneficiari. Ogni progetto dovrà rientrare in un budget compreso tra un minimo di 180mila e un massimo di 450mila euro. La dotazione complessiva, pari a 8 milioni di euro, è stata suddivisa in due aree tematiche: 5 milioni sono destinati ai progetti che affrontano sfide ambientali, come il cambiamento climatico, la tutela della biodiversità e l’uso sostenibile delle risorse; i restanti 3 milioni finanzieranno iniziative focalizzate sulla competitività delle imprese agricole, l’occupazione nelle aree rurali e l’inclusione sociale.
Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma Sis.Co. entro le ore 16:00 del 2 ottobre 2025.
Per saperne di più e scaricare la documentazione, basta consultare il sito.
Ilaria De Marinis
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