Almagra punta sulla sostenibilità con Regenerating Agriculture

Un evento che si è tenuto nella suggestiva cornice di Palazzo di Varignana, in provincia di Bologna, e che ha fatto luce su soluzioni innovative e buone pratiche per il futuro del settore agricolo

da Donato Liberto
almagra tavola rotonda fronte

In un settore come quello agricolo, sempre più sollecitato dalla necessità di coniugare sostenibilità, efficienza e qualità produttiva, l’adozione di pratiche innovative e strumenti concreti rappresenta oggi un elemento strategico per affrontare le sfide del presente e prepararsi a quelle future. Proprio in questo contesto si inserisce Regenerating Agriculture, l’evento organizzato e promosso da Almagra, tenutosi il 3 dicembre 2025 presso Palazzo di Varignana, una location situata tra le colline bolognesi che ha fatto da cornice a una giornata di confronto diretto tra esperti, ricercatori e operatori del settore.

Giunto alla sua seconda edizione, il forum si inserisce in un percorso avviato da Almagra ormai due anni fa, a dimostrazione concreta dell’impegno nel raccontare – e promuovere – un approccio più consapevole e rigenerativo, che valorizzi le risorse, tuteli il suolo e supporti gli agricoltori. Un impegno che non si esprime solo attraverso questa iniziativa, ma che riflette una missione più ampia: trasformare la sostenibilità da concetto astratto a pratica reale, capace di coniugare qualità, efficienza e rispetto dell’ambiente. Un percorso, dunque, che – come sottolineato dagli organizzatori – si fonda su visione, competenza e continuità, ma che trova in occasioni come questa un luogo concreto in cui confrontarsi e condividere esperienze.

almagra giorno

I temi del forum: biostimolanti al centro della lente

In agricoltura, non saremo mai sostenibili finché non saremo in grado di capire realmente cosa succede al suolo ogni volta che facciamo un intervento, positivo o negativo che sia” con queste parole il dott. Alessandro Piscopiello di Edagricole – moderatore dell’evento – ha aperto il pomeriggio tecnico dedicato alla sostenibilità ambientale del settore agricolo.

Al centro della giornata ci sono stati i biostimolanti, strumenti capaci di sostenere la crescita delle piante, migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse e promuovere pratiche agricole più responsabili. Grazie all’approccio multidisciplinare scelto dagli organizzatori, il tema è stato esplorato da diverse prospettive, intrecciando aspetti normativi, scientifici e applicativi. Comprendere il quadro regolatorio, infatti, si è rivelato fondamentale, perché offre le coordinate entro cui muoversi in un settore complesso e in continua evoluzione, dove innovazione e sostenibilità devono procedere di pari passo con le regole della normativa.

Non meno centrale è stato il focus sul suolo, cuore pulsante della biodiversità microbica e punto di partenza per strategie di gestione più sostenibili. Conoscere i processi biologici e chimici che avvengono nel terreno significa poter intervenire in modo consapevole, trasformando la sostenibilità da concetto astratto a pratica concreta. Gli interventi dei relatori hanno infatti evidenziato come ogni scelta in campo abbia un impatto diretto e tangibile e come una gestione intelligente delle risorse sia la chiave per costruire sistemi produttivi resilienti e rigenerativi.

Per completare il quadro è stato esplorato il tema del marketing e della comunicazione, perché l’innovazione da sola non basta: occorre saper tradurre la ricerca in pratiche efficaci e far percepire i benefici lungo tutta la filiera. A tal proposito è stato mostrato come i biostimolanti possano essere raccontati e valorizzati, creando un collegamento concreto tra scienza, applicazione e mercato.

almagra tavola rotonda laterale

I protagonisti della giornata e i punti chiave dei loro interventi

Il successo della giornata di Regenerating Agriculture è stato reso possibile dai contributi di relatori di grande spessore, che hanno saputo offrire punti di vista complementari e approfondimenti concreti sulle molte sfaccettature della sostenibilità in agricoltura.

Ad aprire il dibattito, la dott.ssa Maria Antonietta Delicato, tecnologo del CREA presso il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste ha fatto chiarezza sul quadro normativo che regola i biostimolanti, soffermandosi sui tre livelli fondamentali che ne regolano l’uso: il Decreto Legislativo 75/2010 a livello nazionale, il Regolamento Europeo 2019/1009 e il principio del mutuo riconoscimento sancito dal Regolamento 2019/515. “La normativa definisce categorie, requisiti e procedure, garantendo sicurezza e qualità, ma fornisce anche le coordinate per muoversi con consapevolezza”, ha sottolineato, evidenziando come conoscere le regole sia essenziale non solo per rispettarle, ma anche per innovare responsabilmente.

Il tema scientifico dei biostimolanti microbici è stato approfondito dal prof. Marco Nuti, professore emerito dell’Università di Pisa e professore affiliato alla Scuola Sant’Anna di Pisa, che ha sottolineato come le piante vadano considerate come veri e propri olobionti: superorganismi costituiti dalla pianta stessa e dai microbi che la accompagnano in ogni fase della crescita. “La presenza di microbi non deve spaventare – ha spiegato – il 99,8% dei microrganismi è utile e può favorire crescita, difesa dai patogeni e accesso ai nutrienti”. Durante il suo intervento ha messo in luce quanto sia cruciale gestire la biodiversità microbica del suolo e della rizosfera attraverso pratiche agricole consapevoli e l’uso di inoculanti di qualità, capaci di stimolare la multifunzionalità dei microbi e rafforzare la salute delle piante.

A proposito di suolo, il prof. Vittorio Venturi, ricercatore di rilievo internazionale e leader di progetti su microbioma e biotecnologie in istituzioni europee e africane, ha ribadito il ruolo strategico del terreno nella sostenibilità agricola “il suolo è il punto di partenza di ogni sistema produttivo”. L’esperto ha evidenziato come la biodiversità microbica sia fondamentale per la resilienza dei sistemi agricoli e come i suoli spesso impoveriti da monoculture e pratiche intensive rappresentino una delle principali sfide per la produttività sostenibile. Tra le strategie emergenti, Venturi ha posto l’attenzione sulla sociomicrobiologia, un approccio che considera i microrganismi come comunità interconnesse, e sul trapianto del microbioma della rizosfera, tecnica innovativa per trasferire resilienza e qualità da un ecosistema all’altro. L’intervento ha dunque dimostrato come strategie consapevoli di gestione del suolo e del microbioma siano leve concrete per costruire sistemi agricoli più sostenibili, produttivi e resilienti.

L’approccio tecnico-scientifico è stato completato dalla prospettiva commerciale del dott. Silvio Cittar, consulente e advisor specializzato nel business dei prodotti tecnici per l’agricoltura, che ha mostrato come marketing e comunicazione siano leve fondamentali per tradurre l’innovazione tecnica e scientifica in valore concreto lungo tutta la filiera. Partendo da una citazione di Seth Godin – “fare marketing significa essere orientati al miglioramento, creare cultura, far avvenire un cambiamento” – Cittar ha spiegato che comunicare efficacemente benefici e risultati lungo tutta la filiera è essenziale per diffondere pratiche agricole più sostenibili. Ha sottolineato l’importanza di costruire una proposta di valore chiara e differenziante, capace di trasmettere al cliente sia i vantaggi funzionali dei prodotti, sia i benefici percepiti in termini di fiducia, efficienza e qualità. Inoltre, ha ricordato come la presenza sul territorio e il supporto diretto agli agricoltori siano leve strategiche per garantire l’applicazione corretta dei biostimolanti e massimizzare i risultati in campo.

almagra papa

Innovazione e concretezza: l’approccio di Almagra alla sostenibilità

A chiudere il forum, Giovanni Papa, Responsabile Tecnico di Almagra, ha tracciato un quadro chiaro dell’impegno aziendale nel rispondere alle sfide emerse durante il forum. Ha sottolineato “la sostenibilità non è solo un concetto astratto, ma si misura attraverso risultati tangibili in campo e nella vita quotidiana degli agricoltori”, richiamando i temi trattati dai precedenti relatori: normativa, biostimolanti microbici, gestione del suolo e comunicazione dei benefici delle innovazioni.

L’intervento ha messo in luce come Almagra, brand commerciale di ED&F Man Liquid Products Italia con oltre 25 anni di esperienza nella produzione di matrici organiche vegetali, traduca ormai da tempo ricerca e innovazione in soluzioni concrete per il settore agricolo.
Almagra, infatti, sviluppa soluzioni organiche e biologiche studiate per rispondere alle esigenze specifiche delle colture, combinando matrici complementari in strategie mirate che ottimizzano l’efficacia in campo e favoriscono sistemi produttivi più resilienti. Le matrici organiche comprendono peptidi, acidi umici e fulvici, aminoacidi vegetali, zuccheri, fosforo organico, acido poliglutamico e alghe, e sono organizzate in formule studiate per rispondere a diverse necessità agronomiche.

Durante il forum, il Responsabile Tecnico ha posto l’attenzione su due linee principali, rappresentative dell’approccio rigenerativo di Almagra: la Green Formula, dedicata ai biostimolanti e progettata per stimolare crescita, efficienza delle risorse e resilienza delle piante; e la Yellow Formula, composta da prodotti microbici come micorrize, Trichoderma e Bacillus, spesso impiegati in consorzi (riconoscibili dal marchio CM+) per massimizzare l’efficacia biologica sul suolo e sulla rizosfera.

Concludendo il suo intervento, Papa ha rimarcato “l’innovazione non si limita al laboratorio, ma si traduce in strumenti concreti e replicabili sul campo, capaci di sostenere un’agricoltura più consapevole, efficiente e rigenerativa”. Le sue parole hanno chiuso il forum sottolineando un principio chiave emerso durante tutta la giornata: solo integrando ricerca scientifica, applicazioni pratiche e strategie di mercato è possibile trasformare la sostenibilità da concetto a realtà, costruendo un’agricoltura capace di rispondere alle sfide ambientali e produttive del presente e del futuro. Eventi come questo, dunque, confermano quanto il confronto diretto tra esperti, operatori e aziende sia fondamentale per condividere conoscenze, stimolare innovazione e tradurre le buone pratiche in risultati tangibili sul campo.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

 

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