Mosca dell’olivo, a Trani il bilancio di Optimize Olivo

Prove, dati e confronto in campo: a Trani la difesa dalla mosca dell’olivo passa per la sperimentazione e per scelte tecniche sempre più consapevoli

da Donato Liberto
mosca dell'olivo - optimize olivo

Tra le chiome argentee degli olivi pugliesi, dove l’autunno porta con sé i frutti ma anche le sfide di ogni raccolto, l’Azienda Agricola Lorusso Mario di Trani (BT) ha ospitato ieri Optimize Olivo, l’appuntamento tecnico firmato Abomin e Doctor Farmer, interamente dedicato alla ricerca di soluzioni efficaci e sostenibili contro la mosca dell’olivo, uno dei fitofagi più insidiosi e attuali nella difesa fitosanitaria dell’oliveto.

In un’annata come quella in corso, segnata da forti pressioni del parassita e da difficoltà diffuse in diversi areali pugliesi, individuare strategie realmente efficaci non è più solo una sfida tecnica, ma una necessità sempre più urgente. È in questo contesto che l’evento ha trasformato, per un pomeriggio, una realtà produttiva in un laboratorio a cielo aperto, dove tecnici, aziende e operatori del comparto si sono confrontati sull’efficacia delle diverse strategie di difesa e sulle prospettive future per la gestione della mosca dell’olivo. 

Mosca dell’olivo, tra strategia, sperimentazione e risultati

A dare il via ai lavori è stato Maurizio Simone, agronomo di Doctor Farmer, che ha aperto la giornata sottolineando l’importanza di un approccio tecnico e ragionato alla difesa “siamo in un momento in cui occorre affinare le strategie di intervento – ha spiegato – non serve moltiplicare i trattamenti, ma renderli mirati e consapevoli”.

Un messaggio chiaro, che fotografa bene il contesto di un’annata complessa, segnata da una pressione eccezionale della mosca dell’olivo in diversi areali pugliesi. Una situazione che impone agli operatori di ripensare la difesa, privilegiando scelte basate su osservazione, monitoraggio e sperimentazione.

Al centro dell’incontro è stato posto Abomin, uno strumento innovativo e sostenibile per il controllo della mosca dell’olivo.
Come ha illustrato Andreas Storti, Responsabile Europeo di Abominsi tratta di un prodotto a base di polvere di roccia con un’azione fisico-meccanica: assorbe l’umidità, riflette la radiazione solare e crea una barriera superficiale che ostacola l’attività del fitofago”. Storti ha poi sottolineato una peculiarità del prodotto “Abomin è una pietra vulcanica intrusiva, quindi non esplosa. Questo significa che conserva oltre 80 elementi minerali, che conferiscono al formulato anche una funzione nutrizionale nei confronti della coltura».

Dalla teoria al campo: i risultati della sperimentazione

Le parole di Storti hanno trovato riscontro anche nei risultati delle prove di campo, illustrate da Riccardo Fusiello di Agroservice R&R srl. Il vero valore di un evento come Optimize Olivo, infatti, non risiede solo nella presentazione di un prodotto, ma nella possibilità di verificarne l’efficacia direttamente sul campo.

In questo contesto, anche la scelta del sito di sperimentazione non è stata casuale. L’Azienda Agricola Lorusso Mario, situata in un’area notoriamente favorevole allo sviluppo delle popolazioni di mosca, è stata individuata dagli organizzatori già in fase di pianificazione per testare i prodotti in condizioni di reale pressione del parassita. Un contesto ideale, dunque, per valutare con criteri oggettivi l’efficacia dei diversi approcci di difesa.

Come ha spiegato Riccardo Fusiello di Agroservice R&R srl, la prova ha previsto il confronto tra cinque differenti strategie di intervento: dal testimone non trattato ai trattamenti con Abomin, caolino, la loro combinazione e, infine, i prodotti chimici di riferimento.
Un impianto sperimentale semplice ma rappresentativo, pensato per misurare con precisione la risposta delle piante e la tenuta dei vari trattamenti nel tempo. I risultati sono stati più che incoraggianti – ha sottolineato l’esperto – la combinazione di Abomin e caolino ha evidenziato un’efficacia di contenimento dei danni intorno all’85%, mantenendo le proprie prestazioni anche dopo le piogge recenti. I prodotti chimici di confronto, invece, hanno mostrato un calo progressivo di efficacia, riducendo la loro azione a circa il 54%.

Conoscenza, aggregazione e difesa integrata: l’approccio scientifico

A completare il quadro tecnico della giornata è stato l’intervento del dott. Antonio Guario, agronomo fitoiatra specializzato nella gestione fitosanitaria dell’olivo, che ha offerto un contributo di taglio più scientifico e strategico alla discussione.
Nel suo intervento, Guario ha rimarcato più volte l’urgenza di fare aggregazione territoriale, definendola «il principale strumento per affrontare con efficacia un problema complesso e diffuso come quello della mosca dell’olivo».
Un messaggio che va oltre la singola azienda e guarda alla necessità di coordinare gli sforzi, condividere informazioni e uniformare le strategie di intervento a livello di territorio. «Conoscere bene i prodotti che si impiegano in campo e i loro meccanismi d’azione – ha sottolineato – è un fattore imprescindibile per fare scelte consapevoli e garantire, nella maggior parte dei casi, un controllo ottimale di questo fitofago in oliveto». Un richiamo alla competenza tecnica che si lega direttamente ai principi della difesa integrata, dove la conoscenza e il monitoraggio costante assumono un ruolo centrale.

Un approccio che unisce rigore scientifico e pragmatismo operativo, e che riassume il senso profondo dell’evento organizzato in campo: favorire la conoscenza, promuovere il confronto e tradurre la sperimentazione in strumenti concreti per la gestione sostenibile dell’oliveto. In questa prospettiva, Optimize Olivo ha dimostrato come il dialogo tra ricerca, tecnica e campo rappresenti oggi la chiave per costruire un’olivicoltura più consapevole e sostenibile.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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