Spirotetramat e Spinetoram, stop all’impiego entro il 2025

La revoca delle due sostanze apre nuovi scenari per la difesa delle colture: tra consumatori più soddisfatti e produttori alle prese con sfide crescenti

da Donato Liberto
spirotetramat 1

Cala ancora il numero di sostanze attive disponibili per la difesa delle colture. In Europa, e in particolare in Italia, il quadro normativo e i disciplinari di produzione diventano sempre più stringenti, limitando progressivamente l’impiego di fitofarmaci. Una dinamica che, dal punto di vista del consumatore medio, può sembrare un’ottima notizia: meno chimica significa prodotti percepiti come più sicuri, un valore aggiunto in un mercato sempre più attento alla salubrità degli alimenti. Ma dall’altra parte della filiera la prospettiva cambia radicalmente. Gli agricoltori, infatti, si trovano a dover produrre in condizioni di crescente complessità, strette tra la pressione di avversità emergenti, la revoca di principi attivi consolidati e la gestione non sempre semplice delle alternative disponibili, spesso più costose e meno flessibili nell’impiego.

È in questo contesto che arriva una notizia destinata ad avere un impatto concreto sulle strategie di difesa: entro la fine del 2025 Spirotetramat e Spinetoram non saranno più impiegabili in agricoltura. Due sostanze utilizzate in diversi programmi di protezione colturale che presto usciranno definitivamente di scena, con inevitabili conseguenze sul lavoro quotidiano delle aziende agricole.

Spirotetramat e Spinetoram: una revoca già scritta nelle norme europee

Quella che oggi sembra una notizia “fresca” è in realtà il frutto di un percorso già tracciato dalle istituzioni europee. Con il Regolamento (UE) n. 2022/489 della Commissione, infatti, era stato stabilito che tutte le autorizzazioni all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari contenenti Spirotetramat sarebbero state revocate a partire dal 30 aprile 2024, mentre per quelli a base di Spinetoram la scadenza era fissata al 30 giugno 2024.

Da quel momento, quindi, la sorte di queste due sostanze attive era segnata. Tuttavia, il legislatore ha previsto una fase transitoria che consentisse agli operatori della filiera di adeguarsi senza traumi immediati: l’uso dei prodotti revocati resta possibile fino al 30 ottobre 2025 per lo Spirotetramat e fino al 30 dicembre 2025 per lo Spinetoram. Scadenze che, di fatto, rappresentano l’ultimo orizzonte temporale entro il quale le aziende agricole potranno utilizzare le scorte residue.

Un aspetto tutt’altro che marginale riguarda i titolari delle autorizzazioni dei prodotti revocati: la normativa italiana prevede infatti che essi debbano adottare ogni iniziativa volta a informare rivenditori e utilizzatori dei prodotti fitosanitari medesimi dell’avvenuta revoca e del rispetto dei tempi fissati per lo smaltimento delle relative scorte.

spirotetramat 2

Le caratteristiche tecniche delle due sostanze attive

Per capire l’impatto concreto della loro uscita di scena è utile ricordare cosa sono e a cosa servivano Spirotetramat e Spinetoram.

Spirotetramat appartiene alla classe chimica dei derivati dell’acido tetramico. La sua particolarità risiede nel fatto che è un prodotto sistemico in entrambe le direzioni: una volta assorbito dalla pianta, si muove sia verso l’alto (acropeta) sia verso il basso (basipeta) lungo i tessuti vegetali. Questo ne ha fatto uno strumento prezioso per il controllo degli insetti ad apparato boccale pungente-succhiatore – come afidi, aleurodidi o cicaline – che rappresentano una minaccia costante per numerose colture orticole, frutticole e ornamentali. Il suo meccanismo d’azione consiste nell’inibire la biosintesi dei lipidi negli insetti bersaglio, interferendo con la loro crescita e riproduzione fino a determinarne la morte.

Spinetoram, invece, ha un’origine del tutto diversa: deriva da una modificazione chimica di una sostanza naturale prodotta da un microrganismo presente comunemente nel suolo, il Saccharopolyspora spinosa. Fa parte della famiglia delle spinosine (gruppo 5 IRAC) ed esercita la sua azione sia per ingestione sia per contatto. Agisce a livello del sistema nervoso degli insetti, legandosi ai recettori nicotinici dell’acetilcolina e interferendo con i canali del sodio associati ai recettori GABA, provocando la paralisi e successivamente la morte dell’organismo bersaglio. È stato utilizzato soprattutto contro lepidotteri (come Tuta absoluta del pomodoro) e tripidi, ma anche in programmi di difesa integrata per altre colture sensibili.

Uno sguardo d’insieme: tra sostenibilità e nuove complessità

La revoca di Spirotetramat e Spinetoram si inserisce in un percorso più ampio di trasformazione delle politiche agricole europee. La Strategia Farm to Fork, uno dei pilastri del Green Deal, prevede infatti di dimezzare entro il 2030 l’uso dei prodotti per la protezione delle piante. Un obiettivo che da un lato risponde alla crescente sensibilità dei consumatori, ma dall’altro comporta il rischio di ridurre progressivamente gli strumenti a disposizione degli agricoltori, chiamati comunque a garantire produzioni abbondanti, salubri e commercialmente accettabili in un mercato sempre più esigente.

Il tema, però, non può essere ridotto alla semplice contrapposizione tra “più chimica” e “meno chimica”: ciò che serve è una riflessione più ampia, capace di tenere conto della realtà tecnica ed economica delle aziende agricole, delle alternative realmente disponibili e della necessità di preservare la competitività delle produzioni. In questo scenario, conoscere da vicino il quadro normativo diventa fondamentale: tutte le informazioni aggiornate sulle revoche e sulle relative scadenze sono rese disponibili dal Ministero della Salute attraverso la Banca Dati dei prodotti fitosanitari.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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