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Coltivato da oltre duemila anni, il Cipollotto Nocerino DOP affonda le sue radici nella storia agricola dell’Italia meridionale. Fin dall’antichità è stato apprezzato per la sua tenerezza, il colore bianco brillante e le proprietà benefiche. Oggi, non a caso, rappresenta una delle colture orticole più importanti dell’Agro Sarnese-Nocerino, seconda solo al celebre Pomodoro San Marzano per diffusione e valore economico.
Il vero segreto del suo successo? Il territorio. La qualità del Cipollotto Nocerino è strettamente legata ai suoli fertili di origine vulcanica e al clima mite dell’area compresa tra l’Agro Sarnese-Nocerino e la zona stabiese-pompeiana. Questo ambiente, caratterizzato da condizioni pedoclimatiche uniche, favorisce lo sviluppo delle qualità organolettiche e nutrizionali che rendono il cipollotto così speciale. Un’eredità agricola tramandata di generazione in generazione, che oggi si traduce in un prodotto di alta qualità , tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta dal 2008.
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Cipollotto Nocerino DOP: duemila anni di storia tra mito, arte e agricoltura
La storia del Cipollotto Nocerino DOP si intreccia con quella dell’Agro sarnese-nocerino fin dai tempi dell’antica Pompei. Testimonianze archeologiche dimostrano che oltre duemila anni fa la cipolla era già protagonista dell’alimentazione locale: in un affresco del Larario del Sarno, il piccolo tempio domestico dedicato ai Lari – dèi protettori della casa – sono raffigurati cipollotti bianchi, sorprendentemente simili a quelli odierni. Come accadeva anche in Egitto e in Grecia, la cipolla era considerata un alimento sacro, apprezzato per le sue proprietà curative. Non a caso, secoli dopo, persino la celebre Scuola Medica Salernitana – tra le più avanzate d’Europa – ne raccomandava l’uso nel Regimen Sanitatis Salernitanum. Nel tempo, la coltivazione del cipollotto ha continuato a segnare la vita quotidiana delle comunità locali, diventando una vera e propria icona dell’identità rurale del territorio.
È però tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento che il cipollotto bianco comincia a ricevere un vero riconoscimento agronomico: compare nei cataloghi delle principali aziende sementiere e diventa oggetto di studio nelle pubblicazioni di settore. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la sua coltivazione riprende vigore e accompagna il boom dell’orticoltura campana, sempre più apprezzata sia sul mercato nazionale che su quello estero.

Le caratteristiche distintive del cipollotto
Aspetto inconfondibile e gusto delicato: sono queste le qualità che rendono unico il Cipollotto Nocerino DOP. Appartenente alla categoria delle cipolle medio-piccole, si distingue per il suo calibro ridotto, che alla raccolta varia tra i 2 e i 4 centimetri. Il bulbo, dalla caratteristica forma cilindrica leggermente schiacciata ai poli, è avvolto da tuniche bianchissime, sia esterne che interne. La polpa è tenera, succosa e sorprendentemente dolce, mentre le foglie, di un verde intenso, sono lunghe, sottili e appuntite. Si tratta di una varietà precoce, raccolta tra marzo e giugno, periodo che ne assicura freschezza e qualità . Per questo motivo, il Cipollotto Nocerino viene consumato principalmente fresco: non è adatto alla lunga conservazione, ma dà il meglio di sé in preparazioni semplici, dove può esprimere al massimo il suo profumo delicato e la sua naturale dolcezza.
Tra le varietà locali che rientrano nella denominazione D.O.P. troviamo la Nocera, la Precoce la Regina, la Bianca di Castellammare e la Giugnese. Grazie alla scalabilità delle semine, che si estendono da luglio ad aprile, il cipollotto è disponibile per gran parte dell’anno, con una domanda in crescita anche sui mercati esteri, in particolare in Olanda, Germania e Belgio.
Tutela e garanzia
Il marchio D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta), riconosciuto ufficialmente nel 2008 con il Regolamento CE n. 656, certifica l’autenticità e la provenienza geografica del Cipollotto Nocerino, garantendo al consumatore un prodotto genuino e di qualità superiore grazie a un disciplinare di produzione rigoroso. Oggi, grazie a questa denominazione, il Cipollotto Nocerino rappresenta un simbolo dell’agricoltura mediterranea. Una coltura che ha saputo attraversare i secoli rinnovandosi, senza mai perdere il legame indissolubile con una terra straordinaria.Â
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Federica Del Vecchio
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