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La cipolla è una coltura esigente che richiede una gestione precisa della nutrizione e dell’irrigazione, in grado di preservare un equilibrio ottimale tra disponibilità idrica e fertilizzazione. Quest’ultima, infatti, influisce direttamente su resa, qualità e conservabilità dei bulbi. Tutti fattori che oggi possono essere più agilmente garantiti da tecniche come fertirrigazione e irrigazione a goccia, che – oltre a migliorare l’efficienza agronomica – consentono di ottimizzare la produzione e garantire sostenibilità e redditività della coltura.
La cipolla e l’irrigazione
Rispetto ai metodi tradizionali di irrigazione, in molte situazioni agro-ecologiche, l’irrigazione a goccia ha fatto registrare un incremento della produzione (15-20 tonnellate/ha) oltre a un notevole risparmio idrico (dal 30 al 40%); un risparmio di fertilizzanti (25%) e una migliore qualità dei bulbi. Esperienze condotte in India e nelle Filippine hanno evidenziato un incremento della produzione dal 66 all’80% nelle coltivazioni irrigate a goccia rispetto ai metodi di irrigazione tradizionali. Il fabbisogno nutrizionale delle cipolle coltivate con irrigazione a goccia è relativamente elevato, con assorbimenti medi per ettaro di: 175-400 kg ha-1 di N, 75-150 kg ha-1 di P2O5 , 200-300 kg ha-1 di K2O e 20-40 kg ha-1 di MgO.
Analisi fogliare
La valutazione dello stato nutrizionale delle piante di cipolla può essere effettuata attraverso l’analisi dei tessuti fogliari; quest’ultima offre anche la possibilità di individuare carenze prima che esse si manifestino visivamente. Ai fini della determinazione sono sufficienti 20-30 lamine fogliari, a completo accrescimento, prelevate dalle piante che si intende monitorare. In tabella sono riportati i valori di riferimento che definiscono lo stato nutrizionale della cipolla nella fase che precede la formazione del bulbo.

Esempio di piano di fertirrigazione
- Leggi anche: Le cipolle: esigenze pedologiche e nutrizionali
Esigenze idriche della coltura
Dal punto di vista produttivo, la cipolla è particolarmente sensibile sia alla carenza sia all’eccesso di acqua. Fisiologicamente l’optimum di umidità del terreno si attesta, con buona approssimazione, tra la capacità di campo e il 30% dell’acqua disponibile, in relazione al volume di suolo esplorato dall’apparato radicale.
Nonostante la cipolla presenti alcune caratteristiche morfologiche di adattamento alla siccità (foglie cilindriche e ricoperte di cera), l’irrigazione gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della coltura, in quanto permette di raggiungere alti standard produttivi, aumentando la resa per ettaro, uniformando pezzatura e calibro dei bulbi e migliorandone le caratteristiche aromatiche. Il fabbisogno idrico della cipolla è pari a circa 2.000-5.000 m3/ettaro/anno, ma può variare in base all’areale di coltivazione e alle condizioni climatiche della stagione.
La strategia irrigua prevede generalmente 1-2 irrigazioni settimanali a inizio ciclo, arrivando anche a 3 volte/settimana o a turni giornalieri durante l’ingrossamento del bulbo: in questa la fase, infatti, la coltura è più sensibile agli stress idrici, che possono compromettere il calibro dei bulbi. I turni irrigui si allungano man mano che ci si avvicina alla raccolta, sospendendoli circa 10-15 giorni prima in modo da favorire la completa senescenza delle foglie, far ben “assestare” il bulbo al terreno e garantirne un’ottimale shelf-life nel post raccolta.
Per la scelta del sistema irriguo è opportuno considerare i seguenti fattori:
- caratteristiche della coltura;
- parametri climatici nel periodo della coltivazione (temperature massime, ventosità, pluviometria);
- tipologia del terreno (tessitura, sostanza organica, pH);
- tipologia della fonte irrigua (acqua di fiume, acqua di canale, acqua di pozzo).
In merito all’ultimo punto, la tipologia di acqua utilizzata deve essere attentamente valutata quale potenziale fonte di contaminazione di microrganismi (batteri, virus, ecc.).
La cipolla: monitoraggio e controllo dell’irrigazione
La programmazione dell’irrigazione si basa solitamente su misurazioni dirette o calcoli del bilancio idrico del suolo. Oggi, l’ampia disponibilità di strumenti e tecnologie consente di monitorare con precisione il contenuto d’acqua nel terreno. A riguardo, è bene ricordare che in terreni eterogenei, la presenza di variazioni nella tessitura e nella capacità di ritenzione idrica rende necessaria l’installazione di più sensori, per ottenere una rappresentazione accurata del contenuto idrico effettivo.
Dopo ogni intervento irriguo, bisogna verificare che l’acqua si sia infiltrata correttamente nel profilo del terreno, per tutta l’estensione del solco e la profondità alla quale crescono le radici.
In linea generale, una ottimale irrigazione della cipolla, nel picco di accrescimento del bulbo, si ottiene frazionando il fabbisogno giornaliero in due interventi irrigui, rispettivamente posizionati alle prime ore della mattina ed entro la metà del pomeriggio. Laddove la logistica aziendale non permette tale tecnica, è preferibile apportare il fabbisogno giornaliero nelle ore mattutine evitando, in ogni caso, per quanto possibile, interventi nelle ore serali e notturne, che potrebbero favorire l’insorgenza di malattie fungine e ridurre l’efficienza dell’irrigazione.
Laddove questo non sia possibile, si consiglia di eseguire irrigazioni leggere e frequenti, con intervalli irrigui che variano tra 2 e 4 giorni, intervenendo quando circa il 25-30% dell’acqua disponibile nei primi 30 cm del terreno risulta esaurita. In relazione dei brevi turni, i volumi di adacquamento devono essere modesti: 100-200 m3 ha-1 nei primi stadi vegetativi; 300-400 m3 ha-1 nel periodo di massimo ingrossamento dei bulbi.

Aspersione tramite sprinkler e microirrigazione a goccia
L’irrigazione ad aspersione tramite sprinkler è ampiamente utilizzata nella coltivazione della cipolla. Questo sistema prevede l’installazione di una testata principale, di più testate secondarie corrispondenti ai diversi settori irrigui dell’appezzamento, di linee adduttrici distanziate 9-12 m a seconda della gittata dell’irrigatore e di irrigatori dinamici distanziati 9-12 m sulla fila. Per quanto concerne questa tipologia di irrigazione, alcune criticità riscontrabili sono l’elevato investimento economico iniziale, la minore efficienza fertirrigua, la riduzione dell’uniformità di distribuzione sotto l’azione del vento, nonché la distribuzione sulla vegetazione di patogeni potenzialmente presenti nell’acqua utilizzata per l’irrigazione.
Nel secondo caso, la tecnica microirrigua a goccia prevede la stesura di una mandata principale, di tante mandate secondarie quanti sono i settori in cui è diviso l’appezzamento, e di linee erogatrici in numero variabile a seconda della tipologia di terreno (una manichetta ogni 2-3 file di cipolla). Anche questo sistema presenta dei limiti riscontrabili nello scarso effetto umettante post-semina, nel trascurabile effetto climatizzante, ma anche nei costi delle manichette.
In conclusione, la coltivazione della cipolla può garantire produzioni soddisfacenti, a patto che le sue esigenze nutrizionali e idriche siano gestite con attenzione. Il suo apparato radicale superficiale rende fondamentale un apporto bilanciato di nutrienti e una strategia irrigua mirata, per evitare sia carenze che sprechi. L’adozione di pratiche agronomiche efficaci, come la fertirrigazione e l’irrigazione localizzata, permette di ottimizzare la crescita e migliorare la qualità dei bulbi. Allo stesso tempo, un approccio integrato, basato sul monitoraggio del suolo e dell’acqua, favorisce una coltivazione più efficiente e sostenibile. Solo attraverso una gestione calibrata e attenta è possibile ottenere bulbi di qualità, ben conservabili e competitivi sul mercato, valorizzando al meglio questa coltura.
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A cura di: Silverio Pachioli – Agronomo, Accademico dei Georgofili e dell’Accademia Nazionale di Agricoltura
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