Nuovo virus del peperone: primo caso confermato in Europa

Identificato in Spagna il PeWBVYV, un nuovo virus del peperone trasmesso dalla mosca bianca. La segnalazione accende l’attenzione in tutto il bacino mediterraneo

da Donato Liberto
nuovo virus- peperone

È stato recentemente identificato un nuovo virus in grado di colpire le coltivazioni di peperone. Si tratta del Pepper whitefly-borne vein yellows virus (PeWBVYV), meglio conosciuto come virus dell’ingiallimento delle nervature del peperone,  agente patogeno appartenente al genere Polerovirus e alla famiglia Solemoviridae, già noto alla comunità scientifica ma fino ad ora mai segnalato ufficialmente sul territorio europeo.

A comunicarlo è stata l’Organizzazione Europea e Mediterranea per la Protezione delle Piante (EPPO), che lo scorso 15 aprile 2025 ha inserito il PeWBVYV nella propria banca dati, a seguito della sua identificazione in Spagna, nella provincia di Almería. Secondo i dati preliminari, il virus avrebbe interessato una superficie di circa 1.000 ettari distribuiti nei comuni di El Ejido, Roquetas de Mar e Níjar, aree ad alta intensità colturale per la produzione di Capsicum spp.
Pur trattandosi di un fenomeno circoscritto al momento al territorio spagnolo, la notizia ha suscitato grande attenzione anche negli altri Paesi dell’area mediterranea, Italia compresa, per via dell’elevato potenziale di diffusione del virus e della sua trasmissione tramite insetti vettori.

Nuovo virus in Europa, ma già noto in Israele

Il PeWBVYV non è nuovo alla comunità scientifica. È stato identificato per la prima volta nel 2016 in Israele, dove ha causato danni significativi alla coltivazione del peperone, inizialmente nella valle del Giordano e poi nella regione costiera settentrionale del Paese. Più di recente, nel gennaio 2024, sintomi sospetti sono stati osservati nelle serre di peperone ad Almería, e successive analisi hanno confermato la presenza del virus, che ha così fatto ufficialmente il suo ingresso in Europa.

Un vettore inaspettato: la mosca bianca

A rendere questo virus particolarmente interessante dal punto di vista scientifico è la sua modalità di trasmissione, che si discosta dai meccanismi tipici degli altri Polerovirus. Mentre questi ultimi vengono usualmente trasmessi da afidi, il PeWBVYV si affida alla mosca bianca (Bemisia tabaci) per spostarsi da una pianta all’altra. In particolare, è stato dimostrato che la trasmissione avviene tramite la specie MEAM1 (Middle East-Asia Minor 1) del complesso Bemisia tabaci, e non attraverso la specie MED, anch’essa diffusa nel Mediterraneo.

L’eccezione rappresentata da questo Polerovirus suggerisce che le strategie di prevenzione e contenimento finora applicate possano non essere sufficienti, rendendo necessaria una revisione delle misure di monitoraggio fitosanitario, soprattutto in ambienti protetti ad alta densità colturale.

nuovo virus - mosca bianca

Sintomi e danni: un impatto economico da non sottovalutare

Il virus è in grado di provocare sintomi evidenti, tra cui l’ingiallimento delle nervature fogliari e un generale indebolimento della pianta. Le piante infette mostrano spesso segni di decolorazione e una marcata riduzione della produttività, sia in termini di quantità che di qualità del raccolto. Questi effetti compromettono il valore commerciale della produzione, incidendo negativamente sul mercato del fresco e sulla trasformazione industriale.

La capacità del virus di manifestarsi in modo subdolo durante le prime fasi di sviluppo delle piante ne rende difficile la diagnosi precoce, un fattore che può contribuire a una sua diffusione silenziosa e quindi ancora più pericolosa per le coltivazioni intensive.

nuovo virus del peperone (1)

Monitoraggio e gestione: priorità per il comparto orticolo

L’introduzione del PeWBVYV in Europa rappresenta un’ulteriore conferma di quanto le colture orticole mediterranee siano esposte a minacce fitosanitarie emergenti, soprattutto in un contesto in cui il cambiamento climatico, l’intensificazione agricola e la crescente mobilità di merci e materiali vegetali contribuiscono ad amplificare i rischi.

La segnalazione spagnola non deve essere vista come un evento isolato, ma come un segnale d’allerta per tutti i Paesi dell’area. È essenziale rafforzare le attività di sorveglianza, investire nella formazione degli operatori e aggiornare i protocolli di biosicurezza, sia in campo aperto che in serra. Il settore orticolo europeo, e in particolare quello specializzato nella coltivazione del peperone, si trova davanti alla necessità di adattare le proprie strategie di difesa integrata, anche in un’ottica di sostenibilità e riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari.

In conclusione, l’inserimento del PeWBVYV nel database dell’EPPO non è solo una nota tecnica, ma un invito ad alzare il livello di attenzione. I virus emergenti, come questo nuovo Polerovirus, impongono al comparto agroalimentare una risposta tempestiva e coordinata, nella consapevolezza che la protezione delle colture passa anche dalla capacità di anticipare i rischi e adeguare le pratiche agricole alle nuove sfide fitosanitarie.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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