Lavoratori stranieri: nuove restrizioni nel 2025

Aggiornato l'elenco dei Paesi "a particolare rischio": dal 2025 nuove restrizioni alle assunzioni di lavoratori extracomunitari per prevenire irregolarità e abusi.

da Donato Liberto
lavoratori stranieri

In Italia, l’agricoltura non sarebbe la stessa senza il contributo dei lavoratori stranieri. Ogni anno, migliaia di braccianti provenienti da ogni parte del mondo lavorano nei campi, nelle serre e nei frutteti, contribuendo in modo decisivo alla tenuta di interi comparti produttivi. Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2024 del Centro Studi e Ricerche Idos, nel 2023 i lavoratori agricoli non comunitari sono stati 225.799, pari al 22,8% degli operai agricoli dipendenti in Italia.

La loro presenza si distribuisce su tutto il territorio nazionale, con una maggiore concentrazione nel Nord (43,3%), ma con una quota rilevante anche nel Sud e nelle Isole, che insieme rappresentano oltre il 36% del totale. Tra le regioni con il maggior numero di dipendenti agricoli stranieri spiccano Emilia-Romagna, Sicilia e Puglia. Sono spesso lavoratori fidelizzati, che da anni collaborano stabilmente con le aziende agricole italiane, attraversando stagionalmente il confine per poi fare ritorno nei propri Paesi d’origine.

Tuttavia, il 2025 porta importanti cambiamenti nella gestione degli ingressi per lavoro dall’estero. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (26 febbraio 2025), sono state introdotte ulteriori restrizioni per l’assunzione di lavoratori provenienti da alcuni Paesi considerati “a particolare rischio”.

I nuovi limiti per l’assunzione di lavoratori stranieri da Paesi “a particolare rischio”

Con il Decreto-Legge n. 145/2024, successivamente convertito nella Legge n. 187/2024, il legislatore aveva già introdotto un cambiamento significativo: per i cittadini originari di Paesi considerati “a particolare rischio”, non si potrà più applicare il meccanismo del silenzio-assenso previsto dal Testo Unico sull’Immigrazione.
In altre parole, le richieste di nulla osta al lavoro per questi lavoratori non saranno più automaticamente approvate decorso il termine di legge, ma richiederanno sempre un’espressa valutazione da parte delle autorità competenti.

Già il decreto 145/2024 aveva individuato tre Paesi come “a particolare rischio”: Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka. Una decisione presa in risposta alla crescente segnalazione di irregolarità, come la falsificazione documentale, e all’alto numero di rigetti delle richieste di visto.

Successivamente, con il decreto emanato dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in vigore dal 26 febbraio 2025, la lista è stata aggiornata: accanto ai tre Paesi già individuati, è stato aggiunto anche il Marocco. Si tratta quindi di un’integrazione della lista esistente, volta a rafforzare i controlli e prevenire abusi o fenomeni di sfruttamento.

lavoratori stranieri in agricoltura (1)

Come cambiano le procedure

Per tutto il 2025, le domande di nulla osta al lavoro riguardanti cittadini provenienti da Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka e Marocco non potranno godere delle procedure semplificate previste dal nuovo decreto flussi (D.L. n.145/2024), ma saranno sottoposte a una procedura più rigorosa.

Non solo non si applicherà il silenzio-assenso, ma il rilascio del nulla osta sarà subordinato a una doppia verifica: da un lato il parere favorevole della Questura competente, dall’altro gli accertamenti preventivi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), effettuati in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e, per il settore agricolo, con l’AGEA.

Quindi, mentre in condizioni ordinarie il nulla osta era rilasciato automaticamente entro 20 giorni per lavoratori stagionali e 60 giorni per non stagionali, ora per i cittadini dei Paesi sopracitati saranno richiesti controlli più approfonditi. 

Un provvedimento preventivo

L’obiettivo delle nuove restrizioni è chiaro: prevenire possibili abusi, il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori migranti e l’intermediazione illecita. Un tema particolarmente sensibile nel settore agricolo, che richiede trasparenza e legalità per tutelare sia le imprese che i lavoratori.

In questo contesto, sarà fondamentale per i datori di lavoro agricoli pianificare con largo anticipo le assunzioni e tenersi aggiornati sulle nuove procedure, così da non compromettere il regolare svolgimento delle attività stagionali, tra cui le campagne di raccolta.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

 

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