Truffa aggravata fondi agricoli UE, 3 indagati

Un’azienda nel marchigiano avrebbe percepito fondi agricoli comunitari e regionali per un importo pari a 120mila euro

da Federica Del Vecchio
truffa aggravata

Un’impresa agricola fantasma, creata al solo scopo di ottenere indebitamente contributi pubblici. Questa la trama del reato che ha portato alla denuncia di tre persone residenti in provincia di Ancona. L’azienda, con sede a Castelplanio, avrebbe percepito illegalmente 120mila euro di fondi agricoli comunitari e regionali tra il 2020 e il 2024, senza mai svolgere alcuna attività sul territorio.

L’indagine, condotta dai carabinieri forestali del nucleo di Arcevia sotto la direzione del comandante del gruppo carabinieri forestali di Ancona, Simone Cecchini, ha portato alla luce le irregolarità. Le operazioni investigative si sono svolte tra ottobre e dicembre 2023, con il coordinamento della pm Irene Bilotta. 

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I carabinieri forestali in azione nel vigneto in questione Fonte: centropagina.it

Le tre persone coinvolte, soci dell’azienda agricola, sono state deferite alla procura della Repubblica di Ancona per il reato di truffa aggravata in concorso, che prevede pene fino a sette anni di reclusione.

Secondo le risultanze investigative, l’azienda aveva affittato terreni svantaggiati nei Comuni di Arcevia e Serra San Quirico, dichiarando di utilizzarli per l’avviamento di giovani agricoltori, come previsto dai contributi PAC (Politica Agricola Comune) e dalla Regione Marche. Tuttavia, non vi sarebbe stata alcuna attività agricola concreta. Alcuni dei terreni coinvolti erano destinati alla produzione di vino per la cooperativa vitivinicola Terre Cortesi Moncaro di Montecarotto, attualmente commissariata.

Determinante per smascherare la frode è stato l’uso di avanzate tecnologie di monitoraggio. I carabinieri forestali hanno infatti impiegato droni per sorvolare le aree dichiarate coltivate, oltre a effettuare sopralluoghi, consultazioni di immagini satellitari e valutazioni dendrometriche. Inoltre, sono stati acquisiti documenti amministrativi e contabili presso la Regione Marche e la Confederazione Italiana Agricoltori.

L’operazione ha evidenziato un sofisticato meccanismo di truffa aggravata, basato su dichiarazioni fittizie per accedere ai fondi pubblici. I tre denunciati rischiano ora pesanti conseguenze legali, con pene che vanno da due a sette anni di reclusione. Resta ferma la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.

Oltre alle indagini condotte dalle autorità, il caso ha suscitato particolare attenzione nell’opinione pubblica e nel settore agricolo. Le istituzioni locali hanno espresso preoccupazione per il possibile impatto che simili frodi potrebbero avere sulla corretta distribuzione delle risorse pubbliche destinate al sostegno dell’agricoltura e delle nuove generazioni di agricoltori. A tal riguardo, la Regione Marche ha dichiarato di voler intensificare i controlli per evitare il ripetersi di episodi analoghi in futuro.

Inoltre, l’uso di tecnologie avanzate per il monitoraggio delle attività agricole si sta dimostrando sempre più efficace nel contrasto alle frodi. L’impiego di droni, immagini satellitari e analisi digitali dei terreni consente di individuare rapidamente eventuali incongruenze tra le dichiarazioni e la realtà dei fatti, garantendo una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi pubblici.

Nel frattempo, le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità ulteriori e verificare se la truffa possa coinvolgere altre aziende del territorio.

La Redazione
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