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- La Gala, infatti, è tra le varietà di mele precoci più coltivate in Italia, ma anche quella con più cloni.
- La mela Gala trova le sue radici nel 1960 nella Nuova Zelanda, frutto di un incrocio tra altre due cultivar, la Kidd’s Orange e la Golden Delicious.
- Intanto, in Val di Non e in Val di Sole, in Trentino Alto Adige, è iniziata la stagione della raccolta delle mele, in particolare proprio della varietà Gala e della SweeTango.
La sperimentazione in agricoltura non stenta a fermarsi, in vista di soluzioni per contrastare le conseguenze del cambiamento climatico, come i cali nelle rese. È il caso del comparto delle mele, di cui l’Italia e in particolare gli areali del Trentino-Alto Adige sono i maggiori produttori europei, secondi soltanto alla Polonia. Il CIV, Consorzio Italiano Vivaisti di San Giuseppe di Comacchio, nel Ferrarese, nel suo programma di miglioramento genetico ha selezionato due nuovi cloni della varietà precoce Gala, T-REX® /CIVT15 e TIGERGALA®/CIVS15*.
La Gala, infatti, è tra le varietà di mele precoci più coltivate in Italia, ma anche quella con più cloni.
T-REX® e TIGERGALA® sono, al momento, disponibili soltanto in alcuni vivai soci del Consorzio. Il CIV, da anni, è impegnato a ricercare nuove varietà di mele, ma anche di fragole e pere , con l’obiettivo di contrastare i cambiamenti climatici che minimizzano le rese produttive, ma anche a ricercare le migliori proprietà organolettiche. Inoltre, il CIV sta sviluppando varietà innovative di alta qualità che si caratterizzano per una maggiore resistenza alle principali patologie sia della pianta sia dei frutti.

T-REX®/CIVT15
Il primo clone, T-REX®, si contraddistingue per la sua colorazione precoce in confronto alle altre Gala, mentre il tempo di raccolta è stimato intorno a 25 giorni prima rispetto alla Golden Delicious. Dal punto di vista della produzione presenta frutti dal calibro maggiore rispetto ad altri cloni e una certa uniformità riguardo la maturazione e la pezzatura. Tra le caratteristiche principali, oltre ai sentori aromatici e dolci, c’è la sua forma tronco-conica. L’albero, inoltre, presenta un elevato vigore e una produttività costante. Le caratteristiche uniche e i vantaggi produttivi sono stati gli elementi essenziali per la scelta, da parte dei breeder, di questa varietà, che nel frattempo sta ottenendo un forte interesse nei mercati asiatici.

TIGERGALA®/CIVS15*
La TIGERGALA®, invece, è la risposta del consorzio ai cloni di Gala che presentano striature sulla superficie dei frutti. La mela si adatta a diversi areali, anche in pianura con un’influenza positiva sulla resa, presenta un elevato potenziale di striatura e un’ottima colorazione, che raggiunge precocemente rispetto agli altri cloni.
La mela Gala trova le sue radici nel 1960 nella Nuova Zelanda, frutto di un incrocio tra altre due cultivar, la Kidd’s Orange e la Golden Delicious.
Tra i cloni più famosi ci sono la Mondial Gala, la Royal Gala, la Galaxy; seppur con delle caratteristiche peculiari e uniche, hanno delle somiglianze rispetto alla Gala, come la croccantezza e la succosità della polpa e l’aroma, che si presenta dolce e poco acido. La varietà Gala è arrivata in Italia a partire dagli anni ‘80, diventando negli anni una tra le più coltivate in Alto Adige, in Europa e ora a livello globale. La sua ampia diffusione è dovuta principalmente alla semplicità nella coltivazione, ma anche alla sua precocità, che rende l’albero al sicuro, o quasi, dall’attacco dei patogeni.
A causa del mercato che richiede mele fresche già a partire da luglio, spesso si procede alla raccolta dei cloni di mele precoci troppo presto rispetto al normale periodo di raccolta. Il rischio è che i frutti, anche se esteticamente soddisfacenti a causa della loro colorazione accesa, non siano sempre maturi, con la possibilità di non incontrare i gusti dei consumatori. A proposito del valore di mercato di un clone, invece, bisogna ricordare che è di competenza delle organizzazioni dei produttori, VOG (Consorzio che riunisce le cooperative e le società agricole dei produttori di frutta del Sud Tirol) e Vi.P. (l’associazione dei produttori di frutta e verdura della Val Venosta), che stabiliscono in base a differenti livelli di colorazione i canali di distribuzione.
Intanto, in Val di Non e in Val di Sole, in Trentino Alto Adige, è iniziata la stagione della raccolta delle mele, in particolare proprio della varietà Gala e della SweeTango.
La produzione italiana, stando alle primissime stime fornite da Prognofruit, dovrebbe subire un leggerissimo calo (-1%), un dato che rimarrà quindi sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno con 2,16 milioni di tonnellate di mele. In particolare, però, sia in Trentino sia in Alto Adige saranno previsti due cali sostanziali, rispettivamente del 7% e del 9%, dovuti alle gelate primaverili. Situazioni opposte, rispetto allo scorso anno, invece in Piemonte (+8%), in Veneto (+33%) e in Emilia-Romagna (+15%).
Silvio Detoma
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