Inflazione verso il 12%: sos bilanci agricoli

Secondo CIA è allarme deflazione per gli agricoltori italiani con prezzi riconosciuti troppo bassi rispetto ai costi sostenuti

da uvadatavoladmin
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L’inflazione sfiora il 12%. Secondo le stime preliminari dell’Istat, i prezzi dei beni alimentari hanno subito una nuova fiammata, passando da +11,4% di settembre a +13,1% di ottobre.

A subirne i drammatici effetti – insieme al portafoglio delle famiglie – anche i bilanci delle imprese agricole. Secondo le stime preliminari dell’Istat, a ottobre 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento del 3,5% su base mensile e dell’11,9% su base annua (da +8,9% del mese precedente).

A spiegare la straordinaria accelerazione dell’inflazione di ottobre 2022 sono per lo più i beni energetici, sia quelli regolamentati sia quelli non regolamentati.

E con loro, i prezzi dei beni alimentari, anch’essi in rapida crescita, che – in un quadro di tensioni inflazionistiche – attraversano quasi tutti i comparti merceologici.

Nello specifico, i prezzi dei beni alimentari passano da +11,4% di settembre a +13,1% di ottobre, sia per i lavorati (che passano da +11,4% a +13,4%) che per i non lavorati (da +11,0% a +12,9%). Dati allarmanti, specie se si considera che per trovare una crescita dei prezzi del “carrello della spesa” simile, è necessario risalire a giugno 1983, quando si registrò una variazione tendenziale del +13% su base annua.

Sulla questione e sulle conseguenze dell’inflazione è intervenuta anche CIA – Agricoltori Italiani che ha evidenziato un “allarme deflazione per gli agricoltori, che si vedono riconosciuti prezzi troppo bassi rispetto ai forti aumenti dei costi di produzione”.

“In base agli ultimi dati comunicati dall’Istat – spiega l’Associazione – se si concentra l’attenzione sui beni non lavorati, ovvero i prodotti agricoli, nel mese di ottobre si segnala l’accelerazione dei prezzi dei vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (da +16,7% a +25,1%; +8,2% su base mensile), mentre rallentano quelli della frutta fresca o refrigerata (da +7,9% a +6,5%; +0,7% rispetto a settembre)”.

Una condizione che da inizio anno ha portato gli italiani a spendere 9,7 miliardi in più per il carrello della spesa alimentare, con un rincaro di 384 euro a famiglia. Il tutto, allargando ulteriormente la forbice produzione/consumo, con prezzi che aumentano da 3 a 5 volte dal campo alla tavola.

Secondo Coldiretti, inoltre, “per effetto delle difficoltà economiche e del caro prezzi, nel carrello della spesa gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura che crollano nel 2022 del 9% in quantità rispetto allo scorso anno”.
Si parla di minimi da inizio secolo che, secondo l’analisi di Coldiretti, porta con sé conseguenze assai preoccupanti. Si parla, infatti, di più di 1 azienda agricola su 10 (11%) in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività e di circa 1/3 del totale nazionale (30%) costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo.

 

Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com

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