Circa il 40% della superficie mondiale è costituita da terreni colpiti dalla siccità, valore che nell’arco di 25 anni potrebbe tocare il 50%.
Oggi più che mai, è necessaria la ricerca in agricoltura per ottenere cultivar più resistenti agli stress idrici.
Un gruppo di ricercatori cileni ha iniziato a lavorare su un progetto per promuovere l’agricoltura sostenibile, attraverso la creazione di nuove varietà di kiwi resistenti ai cambiamenti climatici con l’uso di tecniche all’avanguardia: il metodo CRISP/Cas9.
Il progetto si intitola: “Stress Abiotico Vegetale per l’agricoltura sostenibile” (Plant Abiotic Stress) “PASSA”, sarà finanziato grazie al premio “Anillo de Investigación en Ciencia y Tecnología” e diretto dalla ricercatrice del Centro di biologia molecolare delle piante dell’Università del Cile, la Dott.ssa Claudia Stange.
Il gruppo avrà anche il supporto del ricercatore Dott. Juan Pablo Martínez dell’Istituto di ricerca agricola, INIA La Cruz e la collaborazione del Laboratorio di Biotecnologia cellulare della Facoltà di risorse naturali rinnovabili dell’Università Arturo Prat.
La dottoressa Stange ha dichiarato: “Utilizzeremo le innovative tecnologie di modificazione genetica del metodo CRISPR/Cas9 che consentono di bloccare il gene specifico che evita la tolleranza alla siccità e ai terreni salini nei kiwi.
Pertanto le nuove piante saranno potenziate nel meccanismo di tolleranza per questo stress abiotico ”. Il ricercatore Juan Pablo Martínez aggiunge: “L’idea è quella di lavorare con portinnesti resistenti alla salinità e alle condizioni di siccità”.
La tecnica denominata CRISPR/Cas9 è uno strumento biotecnologico utilizzato in biologia molecolare. “È una strategia che consente di generare piante modificate ma non transgeniche, poiché nelle nuove piante non esiste materiale genetico esterno”, ha affermato Stange.
Resistenza ai cambiamenti climatici
Sempre la dott.ssa Claudia Stange ha sottolineato che gli strumenti di modificazione genetica: “Consentiranno di ottenere kiwi che richiederanno meno acqua, il che ci permetterà di salvare questa risorsa e adattarci alle condizioni generate dalla siccità e dall’aumento della salinità ”.
Il gruppo di ricerca lavorerà, quindi, per aumentare la tolleranza alla salinità e alla siccità di alcune varietà di kiwi utilizzate come portinnesti. L’obiettivo è quello di migliorare la produttività delle piante di kiwi Hayward, il terzo marchio più esportato dal Cile.
Agricoltura sostenibile
Questo progetto lavorerà anche sullo sviluppo di biomodulatori rispettosi dell’ambiente, i quali essendo a base di rizobatteri, contribuirebbero a promuovere la crescita delle piante e dei metaboliti in grado di favorire la resistenza agli stress abiotici.
“I biomodulatori biologici lavorano con batteri resistenti alle condizioni di salinità. Questi batteri, quando sono in simbiosi con la radice, attivano il sistema di difesa della pianta ”, ha spiegato Juan Pablo Martínez. Saranno testati anche biomodulatori sintetici, tutto questo al fine di rendere le piante più resistenti, ma anche di ridurre l’uso di sostanze chimiche e quindi salvaguardare l’ambiente.
La ricercatrice Stange ha sottolineato: “Attraverso questo progetto vorremmo realizzeremo anche una campagna sociale che spieghi gli effetti dei cambiamenti climatici e promuova un’agricoltura sostenibile.
Vogliamo divulgare il grande valore della scienza e della tecnologia nel migliorare le colture agricole e nel consentirci di continuare a mangiare cibi sani, nonostante le gravi condizioni climatiche del nostro pianeta”. Infine Martínez conclude: “Stiamo lavorando al fianco degli agricoltori per trasformare la ricerca di base in ricerca applicata, capace di proporre soluzioni concrete”.