Agrumi, segnalato un nuovo tripide in Italia

Si chiama tripide sudafricano degli agrumi il nuovo parassita segnalato per la prima volta in Sicilia e che, oltre agli agrumi, in Spagna è stato associato anche a melograno, cachi e vite da tavola

da Donato Liberto
agrumi

Nel 2020 Scirtothrips aurantii era stato rilevato per la prima volta sul suolo europeo in Andalusia, su agrumi, nell’ambito della sorveglianza fitosanitaria. Da allora questo tisanottero – noto più comunemente come tripide sudafricano degli agrumi – organismo da quarantena originario del Sudafrica, ha continuato a consolidarsi nella Penisola Iberica, con segnalazioni e aggiornamenti che hanno progressivamente allargato la cornice di rischio anche oltre il comparto agrumicolo, interessando anche altre colture, cachi, melograno e vite da tavola. La notizia, ora, si sposta in Italia: l’EPPO Reporting Service riporta una prima segnalazione in Sicilia, con riscontri nelle province di Catania e Siracusa su arancio dolce.

Secondo quanto riportato da EPPO, lo scorso mese (gennaio 2026) il Servizio Fitosanitario Regionale Siciliano ha ricevuto una segnalazione dal Laboratorio di Entomologia dell’Università di Catania in merito a sospetti rilevamenti di S. aurantii  in aree agrumicole delle province di Catania e Siracusa in Sicilia su alberi di arancio (Citrus x aurantium  var. sinensis). L’identità del fitofago è stata successivamente confermata con prove morfologiche e molecolari. Sono previsti, inoltre, ulteriori rilievi ufficiali quando le condizioni climatiche e la fenologia delle colture renderanno più efficace la ricerca in campo.

Perché la Sicilia è un areale sensibile?

Per tecnici e produttori la criticità di S. aurantii non è tanto collegata alla perdita di produzione delle colture quanto più nel danno qualitativo. L’insetto si alimenta sui tessuti in accrescimento – germogli e giovani foglie, ma soprattutto frutticini – soprattutto in zone poco esposte, tipicamente in prossimità del calice, dove l’insetto è meno disturbato e più difficile da intercettare. In questa fase precoce le lesioni superficiali sui frutticini tendono ad essere le più penalizzanti. Con l’accrescimento del frutto, infatti, possono tradursi in cicatrici e rugginosità persistenti, con effetti diretti su categoria commerciale e scarto. La segnalazione siciliana, quindi, non è solo una nota di servizio: in un contesto mediterraneo caratterizzato da continuità di agrumeti, il rischio non è solo l’evento puntuale, ma la possibilità che il fitofago trovi finestre fenologiche favorevoli per stabilizzarsi.

L’esperienza iberica aiuta anche a leggere il tema “ospiti” in modo più realistico e meno teorico. In Spagna, EPPO ha documentato che, oltre agli agrumi, nel 2024 sono stati osservati danni e conferme anche su cachi, melograno e vite da tavola, con definizione di aree delimitate e buffer zone. In Portogallo la prima segnalazione è legata a rilievi ufficiali 2022 e a un quadro di presenza localizzata con misure di eradicazione.

Il quadro iberico, inoltre, aiuta a capire perché l’attenzione non possa restare confinata agli agrumi. In Spagna, EPPO riporta che nel 2024 sono stati osservati danni e conferme anche su cachi, melograno e vite da tavola, con l’attivazione di aree delimitate e zone cuscinetto. La preoccupazione per la Sicilia è quindi “di distretto”: dove convivono colture potenzialmente ospiti e condizioni che garantiscono una certa continuità vegetativa, aumenta la probabilità di mantenimento locale delle popolazioni e di reinfestazioni.

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Riconoscimento e contrasto: una possibile guida operativa

In campo, il riconoscimento del fitofago segue una logica lineare: prima si imposta la ricerca nella fase fenologica più sensibile, poi si interpretano i sintomi e, se gli elementi convergono, si procede con la conferma. Il periodo migliore coincide con la presenza di tessuti in accrescimento – flush vegetativi e frutticini nelle prime fasi – perché è in questa finestra che S. aurantii concentra la sua attività trofica. Di conseguenza, puntare a “vedere l’adulto” a occhio nudo raramente è la via più rapida, molto più efficace è osservare nel momento corretto e nei punti giusti della pianta, dove i segni dell’attacco emergono prima e guidano una eventuale diagnosi.

Sul piano del danno, la priorità è intercettare il fitofago prima che le alterazioni della buccia diventino permanenti. Negli agrumi il difetto più penalizzante è la cicatrizzazione/rugginosità (russeting) che si origina soprattutto da attacchi precoci, raramente si traduce in una perdita di produzione, ma può determinare declassamento in selezione e riduzione della quota di prodotto di prima scelta, con un impatto diretto sulla commerciabilità.

Per il contrasto, l’impostazione tecnica essenziale ruota su tre concetti, più che su elenchi di prodotti. 

  1. Monitoraggio mirato nelle fasi sensibili: flush vegetativi, allegagione e accrescimento iniziale sono la finestra in cui la pressione diventa maggiore.
  2. Gestione della vigoria come prevenzione: ricacci continui e tessuti giovani prolungati allungano la finestra di suscettibilità, quindi nutrizione e irrigazione entrano nella difesa come leve per non mantenere costantemente disponibile il substrato preferito dal tripide.
  3. Approccio integrato: quando servono interventi diretti, vanno decisi in base a monitoraggio, stadio fenologico e pressione, usando solo soluzioni autorizzate e inserendole in una rotazione ragionata. Interventi ripetuti e non mirati aumentano il rischio di resistenze e di squilibri che possono rendere il problema più difficile da gestire nel lungo periodo.
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Danni su agrumi – Fonte: EPPO

Come può essere arrivato: ipotesi plausibili

Nella segnalazione siciliana, EPPO non attribuisce un pathway d’ingresso per la segnalazione siciliana. Considerata la presenza consolidata nella Penisola Iberica e, allo stesso tempo, le evidenze di intercettazioni all’import in UE da Paesi africani, restano plausibili sia un passaggio intra-UE sia un’introduzione legata ai flussi extra-UE; saranno i rilievi ufficiali a chiarire il quadro.

Il passaggio decisivo adesso è capire se la segnalazione siciliana resti un episodio circoscritto o se emerga un quadro di presenza più stabile. I rilievi ufficiali programmati e gli eventuali aggiornamenti dei Servizi fitosanitari chiariranno l’estensione del fenomeno e le misure più appropriate da seguire.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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