Packaging sostenibile: FRA.VA. tra i premiati CONAI

L’azienda è rientrata tra le realtà premiate dal Bando CONAI 2025 per l’ecodesign, all’interno di un panel di 121 imprese selezionate a livello nazionale

da Donato Liberto
Packaging sostenibile

Nel mondo del packaging, sempre più aziende stanno investendo su soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla funzionalità. È in questo scenario che si colloca il riconoscimento ottenuto da FRA.VA. Srl, rientrata tra le aziende premiate nell’edizione 2025 del Bando CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi) per l’ecodesign degli imballaggi nell’economia circolare, che quest’anno ha selezionato 217 progetti presentati da 121 imprese a livello nazionale. Un risultato che, al di là del singolo caso, racconta una trasformazione più ampia in atto anche nelle filiere agroalimentari.

Il Bando CONAI è un’iniziativa che, da oltre dieci anni, premia le aziende capaci di riprogettare i propri imballaggi in chiave ambientale, intervenendo su aspetti come la riduzione della materia prima, il peso, la riciclabilità e l’efficienza lungo tutto il ciclo di vita. I progetti vengono valutati attraverso strumenti di analisi ambientale che consentono di misurare in modo oggettivo i benefici ottenuti, evitando approcci puramente dichiarativi. Dentro questa cornice, il riconoscimento ottenuto da FRA.VA. diventa un caso utile per leggere più da vicino cosa significhi oggi fare ecodesign nel packaging, anche in un comparto complesso come quello ortofrutticolo.

Il Bando CONAI come osservatorio sull’innovazione

Arrivato alla sua dodicesima edizione, il Bando CONAI per l’ecodesign si è affermato come uno degli strumenti di riferimento per leggere l’evoluzione del settore degli imballaggi. I numeri dell’edizione 2025 lo confermano: 359 candidature, 217 progetti selezionati e 121 aziende premiate, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.

Ma sono soprattutto i dati ambientali a raccontare l’impatto concreto di questi interventi. In media, le soluzioni premiate hanno permesso una riduzione del 33% delle emissioni di CO₂ equivalente, del 23% dei consumi energetici e del 27% dei consumi idrici rispetto alle versioni precedenti degli stessi imballaggi.

Secondo la direttrice generale di CONAI, Simona Fontana, si tratta di “progetti solidi e interventi di grande efficacia”, che dimostrano come la sostenibilità stia diventando una componente strutturale delle strategie industriali, sempre più orientate verso un uso efficiente delle risorse e una maggiore riciclabilità.

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Il caso FRA.VA.: un riconoscimento che racconta un percorso

In questo contesto si colloca il riconoscimento ottenuto da FRA.VA. Srl, rientrata tra le aziende premiate nell’edizione 2025 del Bando CONAI. L’azienda ha comunicato il risultato sottolineando come non si tratti di un traguardo isolato, ma della conferma di un percorso già avviato.

Questo risultato è una conferma del nostro impegno costante verso la sostenibilità e la ricerca di soluzioni innovative per il nostro settore”, ha dichiarato l’azienda, spiegando come l’obiettivo sia quello di ridurre progressivamente l’impatto ambientale degli imballaggi adottati, orientandosi verso soluzioni più coerenti con i principi dell’economia circolare.

Un passaggio che chiarisce bene un punto spesso sottovalutato: nel mondo dell’ortofrutta, il packaging non è mai un elemento neutro. Deve proteggere un prodotto deperibile, garantirne la sicurezza, facilitarne la movimentazione e preservarne la qualità lungo tutta la catena distributiva. Intervenire su questi aspetti in chiave sostenibile significa ripensare l’intero sistema, non soltanto il materiale utilizzato.

Il riconoscimento ottenuto da FRA.VA. va quindi letto più come la fotografia di un percorso che come un punto di arrivo. Un percorso che coinvolge clienti, fornitori e partner e che richiede investimenti continui in ricerca, test e riprogettazione.

Sostenibilità e prestazioni: una falsa contrapposizione

Uno degli equivoci più diffusi quando si parla di packaging sostenibile è l’idea che la riduzione dell’impatto ambientale comporti necessariamente una perdita di prestazioni. I progetti premiati dal Bando CONAI dimostrano il contrario: alleggerire un imballaggio, ridurne i materiali, renderlo monomateriale o più facilmente riciclabile può migliorare anche l’efficienza logistica, la gestione del fine vita e, in alcuni casi, persino i costi.

Nel comparto ortofrutticolo, questa transizione è particolarmente delicata. Il packaging è parte integrante del valore del prodotto, ne condiziona la shelf-life, la percezione da parte del consumatore e la sostenibilità dell’intera filiera.

È qui che l’ecodesign assume un ruolo strategico: non si limita a “rendere più verde” un imballaggio, ma ne ripensa la funzione all’interno del sistema. Meno materia prima, maggiore riciclabilità, migliore efficienza nei trasporti e più coerenza con i flussi di recupero: ogni intervento, se progettato correttamente, genera benefici che vanno oltre il singolo prodotto.

Il riconoscimento assegnato a FRA.VA. si inserisce esattamente in questa logica. Non come un traguardo fine a sé stesso, ma come un segnale di come il settore stia cambiando: il packaging non è più un elemento marginale, ma uno dei nodi centrali della transizione verso modelli produttivi più sostenibili.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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