L’olivo è una coltura che incarna la resilienza mediterranea: capace di vivere a lungo, adattarsi a suoli difficili e resistere a stress ambientali, ma non per questo esente da esigenze agronomiche. Per garantire produzioni stabili e di qualità, è fondamentale accompagnare il suo ciclo vegetativo con interventi nutrizionali mirati. Per una produzione ottimale, la concimazione deve essere attentamente calibrata tenendo conto del sesto d’impianto, dello sviluppo vegetativo, dell’età delle piante e della loro capacità produttiva. L’analisi fisico-chimica del suolo resta uno strumento imprescindibile per orientare le scelte agronomiche, ma non è l’unico parametro da considerare. Il piano di concimazione dell’olivo deve infatti tenere conto anche dell’alternanza di produzione, influenzata dalla varietà coltivata, dall’epoca di raccolta e dalle modalità di potatura.
Il cambiamento climatico, che al Sud Italia si manifesta con lunghi periodi siccitosi, rende necessario rivedere la concimazione tradizionale basata su un unico intervento a fine inverno o inizio primavera, adottando invece un frazionamento più razionale con una prima applicazione di nutrienti subito dopo la raccolta e una seconda a fine inverno. Ciò permette di sfruttare meglio le più frequenti piogge autunnali per permettere alla pianta il massimo assorbimento dei nutrienti e limitare i possibili effetti negativi legati all’aumento della salinità dei suoli in caso di scarse piogge primaverili.
Dopo la fruttificazione, l’olivo entra in una fase di riposo apparente, ma mantiene un’attività fotosintetica e si prepara alla ripresa vegetativa primaverile. È in questo momento che la concimazione assume un ruolo strategico: reintegrare gli elementi nutritivi persi, sostenere la pianta nella ricostituzione delle riserve e prepararla ad una nuova stagione produttiva è l’obiettivo della concimazione dell’olivo in post-raccolta che aiuta anche a limitare l’alternanza di produzione tipica di alcune varietà. Una buona dotazione di sostanza organica è fondamentale per mantenere alta la produttività dell’oliveto in quanto contribuisce a creare un ambiente pedologico di coltivazione ideale, migliorando la struttura fisica del suolo, la sua capacità di trattenere acqua e nutrienti e a mantenere una buona attività microbiologica che stimola lo sviluppo e l’efficienza dell’apparato radicale e favorisce la disponibilità dei nutrienti. In presenza di interventi di potatura particolarmente drastici, è necessario prevedere un apporto generoso di azoto, anche se le rese attese sono contenute, per favorire la ricostituzione della chioma e garantire un buon equilibrio vegeto-produttivo.

Soluzioni Unimer per la concimazione dell’olivo in autunno
Unimer per la concimazione autunnale propone un approccio integrato che coniuga nutrizione e rigenerazione organica. Per il ripristino della sostanza organica, l’impiego di ammendanti come SUPERSTALLATICO — a base di letame ad alto grado di umificazione — e GREEN POWER — ammendante torboso ricco di acidi umici e fulvici — consente di aumentare la dotazione di humus stabile e migliorare la fertilità fisica e chimica del terreno. Questi interventi sono particolarmente indicati nei suoli degradati, dove è necessario ripristinare la base biologica della fertilità. A questi si affiancano soluzioni ad azione microbiologica come MICROLIFE e MICROFORCE, che arricchiscono il suolo con inoculi di funghi micorrizici e batteri della rizosfera, accelerando la rigenerazione biologica e stimolando l’interazione tra radici e microrganismi utili. In terreni poveri di attività microbiologica, questi prodotti favoriscono un recupero della fertilità più rapido e duraturo.
Sul fronte della nutrizione, la concimazione autunnale può contare su formulazioni organo-minerali pensate per le esigenze specifiche dell’olivo. Queste sfruttano le caratteristiche positive della sostanza organica umificata che, reagendo con gli elementi nutritivi minerali, conferisce ai concimi particolari doti di efficienza e un’azione nutritiva prolungata, limitando le perdite legate a lisciviazione, retrogradazione, volatilizzazione e insolubilizzazione. Tutto questo si traduce in una maggiore resa agronomica delle unità fertilizzanti distribuite, che risponde all’esigenza di sostenibilità economica ed ambientale che la moderna agricoltura richiede, mantenendo, nel contempo, elevate rese quali-quantitative delle coltivazioni. LE MANS NPK (Mg-S) 8-5-12 (2-20), con magnesio, zolfo, boro e ferro, a basso tenore di cloro, è ideale per reintegrare gli elementi persi con la fruttificazione e sostenere la pianta nella fase di riposo.
Quando si prevedono potature incisive, ATHENA OLIVETO NPK (Ca) 14-6-9 (8), arricchito con calcio, boro e zinco, offre una spinta decisa alla ripresa vegetativa, favorendo un ricaccio ottimale di rami fruttiferi. ATHENA OLIVETO è anche il prodotto ideale per la concimazione di fine inverno. Grazie al contenuto di diverse forme azotate a rilascio differenziato, permette un supporto graduale e duraturo durante tutto il periodo vegetativo.
Per chi adotta protocolli biologici o cerca soluzioni a basso impatto ambientale, la linea Biounimer propone ARMONY NPK (Mg-S) 4 -8 -10 (2-8), un concime organo-minerale con magnesio e zolfo, che può essere integrato con MICROSOL KOMPOST per apporti mirati di boro e altri microelementi, in funzione delle esigenze specifiche del terreno.
Oltre agli effetti sulla fisiologia della pianta e sulla salute del suolo, una concimazione autunnale ben calibrata incide direttamente sulla qualità dell’olio prodotto. L’equilibrio nutrizionale dell’olivo influisce sulla sintesi di composti aromatici, polifenoli e acidi grassi, determinando il profilo sensoriale e nutrizionale dell’olio extravergine. Una pianta ben alimentata genera frutti più sani e ricchi, da cui si ottiene un olio più stabile, profumato e con un maggiore valore salutistico. In questo senso, la concimazione dell’olivo non è solo un atto agronomico, ma una scelta responsabile che contribuisce alla qualità alimentare. Investire in una concimazione autunnale equilibrata significa non solo sostenere la produttività dell’olivo, ma anche mantenere nel tempo un suolo più vivo, resiliente e capace di rispondere alle sfide agronomiche e climatiche. Con la gamma di soluzioni Unimer, gli olivicoltori possono contare su un supporto tecnico che guarda al futuro della coltura con competenza, sostenibilità e attenzione alla qualità delle produzioni.
Comunicato a cura di: Unimer
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