Olive Exhibition: tra mosca, acque reflue e futuro

Tra gli oliveti di contrada Casalicchio, la giornata in campo - accolta da oltre un centinaio di partecipanti - ha acceso i riflettori su difesa, innovazione e sostenibilità della filiera

da Ilaria De Marinis
Olive exhibition anteprima

Tra i filari di contrada Casalicchio, dove il vento muove appena le chiome verdastre degli olivi, nella giornata di ieri ha preso vita la Olive Exhibition: non una semplice giornata di campo, ma un incontro in cui tradizione e innovazione si sono intrecciate per immaginare il futuro della filiera. L’accoglienza dell’Azienda Agricola Di Martino ha fatto da cornice a un confronto che ha visto dialogare allo stesso tavolo tecnici, ricercatori, aziende e produttori.
Dalla nutrizione alla difesa, fino alle frontiere più recenti dell’intelligenza artificiale, il dibattito si è acceso intorno a temi cruciali per il comparto. Con un filo conduttore chiaro: l’olivo non è soltanto una coltura, ma paesaggio, economia, cultura, identità. E soprattutto simbolo delle sfide che l’agricoltura mediterranea deve affrontare, dalla scarsità idrica agli effetti dei cambiamenti climatici, dalle nuove emergenze fitosanitarie alla ricerca di una maggiore sostenibilità.

Gestione agronomica, mosca, acque reflue: i focus della Olive Exhibition

Ad aprire la giornata i saluti del proprietario di casa, Paolo Di Martino che ha sottolineato l’importanza di questi incontri per la crescita sinergica e condivisa della filiera olivicola pugliese. Una filiera che – come ricordato – “fa parte della nostra storia e della nostra tradizione”.

Da qui la parola è passata all’agronomo Sabino Ardito dello studio Agriproject Group che in un primo intervento ha ribadito l’evoluzione della consulenza agronomica, oggi indispensabile per “un comparto che sta vivendo una seconda primavera”. “Negli ultimi anni – ha infatti ricordato – i redditi garantiti dall’olivicoltura sono cresciuti, determinando un interesse crescente e di conseguenza la necessità di una consulenza mirata, sia per chi punta al mercato e quindi deve ottenere un prodotto di qualità; sia per chi intende efficientare le operazioni agronomiche. Specie in un contesto come quello attuale, segnato da molteplici sfide che rendono la gestione complessa, ma fondamentale”. 

Fra queste, la riduzione dei prodotti a disposizione per la difesa. Aspetto ripreso dall’agronomo in un secondo intervento in relazione alle problematiche legate alla mosca dell’olivo, nemico ormai abituale degli impianti pugliesi. Come sottolineato, “la gestione della mosca dell’olivo è oggi più complessa e richiede un approccio olistico che non si limiti allo schema “problema-soluzione”, ma che – unendo tecnica e sostenibilità – permetta di agire preventivamente e tutelare l’ecosistema. E in questo – come chiosato da Maurizio Simone – “un aiuto importante arriva dal Disciplinare di Produzione che ogni anno offre linee guida indispensabili per una gestione ottimale delle colture”.

Fuori programma, è giunto poi il contributo di Antonio Guario, fitoiatra ed esperto del settore, che – proseguendo il discorso sulla mosca dell’olivo – ha evidenziato come “le strategie di controllo della mosca sono cambiate completamente” per cui “occorre cambiare anche la mentalità: l’azione preventiva, per esempio, permette di mantenere la popolazione sempre bassa, ma resta fondamentale il monitoraggio”. In modo particolare in questo momento, in cui – oltre la mosca – si palesano nuove minacce come “cecidonia, cicale, tripidi, acari” contro le quali si potrebbe ricorrere a “moltissimi insetti utili che però, anche a seguito dell’errato utilizzo dei piretroidi, sono stati eliminati”.

A chiudere il giro di interventi, il professore Alessandro Vivaldi dell’Università di Bari che ha approfondito il tema del riutilizzo delle acque reflue in olivicoltura. Portando gli esempi virtuosi già avviati nella regione spagnola di Murcia, dove il 95% delle acque reflue viene riutilizzato, o in California dove gli investimenti milionari nel settore sono in crescita, o ancora nel vicino Salento, con un progetto in corso in Gallipoli, l’esperto ha mostrato vantaggi e opportunità di questa pratica. “Non è una soluzione alla carenza idrica, ma senza dubbio rappresenta un grande aiuto”. Di qui l’invito agli agricoltori: “Unitevi, create massa critica e pungulate le istituzioni affinché queste risorse vengano utilizzate. Anche perché – ha poi concluso – risponde pienamente al concetto di economia circolare, in cui ogni rifiuto si tramuta in risorsa”.

olive exhibition pubblico

I contributi delle aziende partner della Olive Exhibition 

Come di consueto la giornata ha visto l’alternarsi le relazioni degli esperti a quelle dei referenti delle aziende partner. Nell’ordine hanno preso la parola:

  • Domenico Labriola che ha illustrato le strategie Diachem per la nutrizione dell’olivo;
  • Gianluca Scarcia di Sipcam Italia, con un intervento su nutrizione, diserbo e difesa dalla mosca secondo sipcam italia;
  • Giovanni Papa che ha presentato la strategia Almagra per l’olivo di qualità;
  • Nicola Di Corrado con un contributo sulle strategie di controllo della mosca dell’olivo proposte da Suterra
  • Niccolò Bartoloni di Agrobit, che ha guidato il pubblico alla scoperta della visione artificiale e delle opportunità dell’intelligenza artificiale per l’agricoltura di precisione;
  • Michaela Sacchetti di Ascenza, con la presentazione di Matsuda Duo e delle soluzione innovative per il controllo delle infestanti dell’olivo;
  • Angelo Cifarelli e Mario Losito che hanno infine mostrato la strategia per salute, equilibrio, resa e qualità dell’olio di Huber Agro Solutions.

Il viaggio prosegue

La giornata si è così conclusa con un bagaglio di contributi di alto valore tecnico e strategico, capaci di offrire nuove prospettive sulla gestione e sul futuro dell’olivicoltura. Ma non solo: il conviviale momento del buffet ha ricordato come la vera forza di eventi come la Olive Exhibition stia nella possibilità di intrecciare relazioni, creare fiducia e costruire quella rete di professionisti che rappresenta il motore del cambiamento.

Il cammino, però, non si ferma qui. La prossima tappa è il Salento, dove giovedì 25 settembre una nuova Olive Exhibition porterà avanti lo stesso obiettivo: unire conoscenza, esperienza e visione per affrontare insieme le sfide di un’agricoltura che guarda lontano.

 

Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com

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