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Nelle valli del Trentino, dove la viticoltura è insieme paesaggio, economia e identità, la sfida del cambiamento climatico e dell’innovazione tecnologica passa anche dalla capacità di rinnovare ciò che sembra immutabile. Non stupisce, allora, che la Provincia autonoma di Trento abbia riaperto anche per la campagna 2025/2026 il bando per la ristrutturazione e riconversione vigneti, uno degli strumenti chiave per accompagnare le aziende agricole nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili, competitivi e adatti ai tempi.
Il bando, finanziato nell’ambito dell’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) vino, è stato pubblicato il 10 luglio 2025 e rimarrà aperto fino al 10 settembre. Dietro alla burocrazia e ai codici identificativi, si cela un’opportunità concreta per le aziende viticole trentine: sostituire vecchi impianti, cambiare varietà, adeguare le tecniche produttive. Non solo per aumentare la resa o la qualità, ma anche per rispondere a pressioni sempre più forti: temperature in aumento, nuovi patogeni, esigenze di mercato in mutamento.
Bando “ristrutturazione e riconversione vigneti”: a chi si rivolge
La misura è destinata a imprenditori agricoli attivi in provincia di Trento, in possesso di partita IVA, iscrizione al registro imprese e fascicolo aziendale aggiornato. Non è necessario essere una grande azienda: ciò che conta è avere una superficie vitata regolarmente registrata e un progetto coerente con le finalità della misura.
L’obiettivo è sostenere chi voglia rinnovare i propri vigneti per migliorarne la sostenibilità, ridurre i costi e aumentare la qualità. È anche un’occasione per incentivare l’adozione di varietà più resistenti e meno bisognose di trattamenti, o semplicemente più adatte alle mutate condizioni pedoclimatiche.
Ristrutturazione e riconversione vigneti: sì, ma come?
Gli interventi ammessi dal bando sono pensati per accompagnare le aziende in un vero percorso di rinnovamento. Si può procedere, ad esempio, con l’estirpazione e il reimpianto dei vigneti, eventualmente modificando anche l’orientamento dei filari o la disposizione degli impianti, per adattarsi meglio alla meccanizzazione o a nuove esigenze agronomiche.
Un’altra possibilità è il cambio varietale: si possono sostituire le uve attualmente coltivate con altre varietà, a patto che siano autorizzate dai disciplinari di produzione. È un’opzione strategica per chi vuole puntare su vitigni più resistenti, più richiesti dal mercato o più adatti al contesto climatico locale.
Infine, il bando consente anche la modifica delle pratiche colturali, soprattutto se orientata a rendere la gestione più efficiente, sostenibile o innovativa.
Non tutte le operazioni, però, sono ammesse: interventi di semplice manutenzione o modifiche isolate, che non comportino una ristrutturazione reale del vigneto, non possono essere finanziati. L’obiettivo è sostenere solo quei progetti che portano a un cambiamento strutturale e duraturo.
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Quanto vale il contributo
Il contributo può coprire fino al 50% delle spese ammissibili, calcolate anche in forma forfettaria sulla base di tabelle standardizzate. Non sono previste maggiorazioni per zone svantaggiate o giovani agricoltori, ma la procedura è semplificata e interamente digitale.
È importante sottolineare che le risorse sono limitate e che le domande verranno valutate in ordine cronologico di arrivo: chi prima presenta la domanda completa, maggiori probabilità ha di ottenere il finanziamento.
Come presentare la domanda
Le domande devono essere inviate esclusivamente online attraverso il portale della Provincia autonoma di Trento, utilizzando il sistema informativo SRTrento, accessibile anche tramite il portale nazionale A4G. È richiesto l’uso della firma digitale e la compilazione di moduli predefiniti.
Il bando resterà aperto fino al 10 settembre 2025. I lavori dovranno essere conclusi, salvo proroghe, entro l’anno successivo. Si tratta quindi di una misura concreta, ma dai tempi stretti, rivolta a chi ha già in mente un progetto o può attivarsi in tempi rapidi.
Per ulteriori dettagli si rimanda al sito istituzionale.
Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com