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In un’Italia agricola che invecchia, dove l’età media degli imprenditori supera i 60 anni, il Molise punta sui giovani agricoltori. È in questa logica che si inserisce il bando “Pacchetto Giovani – Edizione 2025”, pubblicato dalla Regione nell’ambito del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, che offre una concreta possibilità a chi ha meno di 41 anni e vuole mettersi in gioco come imprenditore agricolo. L’obiettivo non è solo dare una spinta all’occupazione giovanile, ma promuovere una nuova idea di agricoltura, più sostenibile, più competitiva, capace di parlare il linguaggio della transizione ecologica e dell’innovazione tecnologica. Per accedere al bando serve visione: ogni aspirante agricoltore deve infatti presentare un piano d’impresa che racconti un progetto credibile, con investimenti mirati e obiettivi concreti.
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Una strategia integrata per i giovani agricoltori e l’ambiente
Il bando unisce due strumenti: da un lato l’intervento per l’insediamento dei giovani agricoltori (SRE 01), dall’altro il sostegno agli investimenti produttivi che abbiano un impatto positivo sull’ambiente, sul clima e sul benessere animale (SRD 02). Non si può partecipare a uno senza l’altro: chi vuole accedere ai finanziamenti deve dimostrare non solo di avere i requisiti per avviare un’azienda, ma anche un piano per migliorarla nel tempo, secondo criteri di sostenibilità.
Questa scelta di integrazione risponde a un’esigenza ben precisa: evitare l’effetto “a pioggia” e concentrare le risorse su progetti strutturati, legati a un’idea imprenditoriale solida e a un impatto ambientale misurabile. Per questo, nel piano d’impresa devono essere indicati i miglioramenti previsti, le tecnologie utilizzate, le strategie di mercato e i margini economici attesi.
Chi può candidarsi
Il bando è riservato a giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni (non ancora compiuti al momento della domanda) che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola, come titolari o soci di maggioranza. Per essere ammessi, non basta la volontà: serve una dimensione aziendale minima (valutata in base alla produzione standard) e l’impegno a trasformare quell’insediamento in un’impresa vera e propria, economicamente e professionalmente sostenibile.
È richiesta anche una certa chiarezza nella posizione del beneficiario: non devono esserci altri lavori in corso, attività extra-agricole collegate alla partita IVA, contratti part-time, o passaggi di proprietà tra coniugi. Il bando è pensato per chi sceglie davvero di fare agricoltura, non per chi la utilizza come seconda attività o forma di rendita.
Cosa prevede il bando
Chi viene ammesso riceverà un premio fisso – 30mila euro nelle zone montane, 40mila altrove – distribuito in tre rate. Questo contributo serve a sostenere la fase di avvio dell’impresa e non è legato a singole spese. A questo si aggiunge il finanziamento degli investimenti: fino a 150mila euro complessivi, con una copertura pubblica che può arrivare al 60% (40% di base, più un 20% per i giovani).
Gli investimenti ammessi devono guardare al futuro: sistemi per la produzione di energia rinnovabile, miglioramento del benessere animale, tecnologie per ridurre l’uso di fitofarmaci, impianti per la gestione sostenibile dei reflui. Sono escluse, invece, le spese più tradizionali o “di routine”, come l’acquisto di trattori o di immobili non trasformati.

Come partecipare
La domanda va presentata esclusivamente in via telematica sul portale SIAN, il sistema informativo agricolo nazionale. Prima di farlo, è necessario creare o aggiornare il fascicolo aziendale e ottenere le credenziali digitali tramite AGEA.
Serve anche allegare tutta la documentazione prevista, a cominciare dal Piano di Insediamento Aziendale, che costituisce il cuore della proposta. Il piano deve descrivere nel dettaglio l’idea imprenditoriale, le tappe di sviluppo, gli investimenti, il piano finanziario, i mercati di riferimento. È la bussola che guiderà il percorso dei prossimi cinque anni, ed è anche ciò su cui la Regione baserà la sua valutazione.
Bando giovani agricoltori: una porta aperta sul futuro
Con questo bando, la Regione Molise cerca di invertire una tendenza: quella che vede i giovani allontanarsi dalla terra, e l’agricoltura restare nelle mani di una generazione che ha fatto il proprio tempo. Non si tratta solo di distribuire fondi, ma di costruire un ecosistema dove l’agricoltura diventi una scelta consapevole, economicamente sostenibile e ambientalmente responsabile.
Per informazioni e documenti ufficiali, si rimanda al sito ufficiale.
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Ilaria De Marinis
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