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Ha attraversato migliaia di chilometri prima di trovare casa nei frutteti italiani, portando con sé il sapore della tradizione e la forza dell’innovazione. Si tratta della susina Regina Claudia, un frutto capace di racchiudere in sé il fascino della storia agricola europea e le potenzialità di una genetica moderna, frutto di un’ibridazione nata oltreoceano. Sì, perché sebbene questa cultivar appartenga a pieno titolo alla famiglia del susino europeo (Prunus domestica), le sue radici affondano negli Stati Uniti, dove fu ottenuta nel 1947 grazie al lavoro del ricercatore Paul H. Sheppard presso la Missouri State Fruit Experimental Station.
Il risultato di un incrocio sapiente tra due cultivar storiche, Stanley e President, che ha dato vita a una susina oggi tra le più apprezzate, ideale sia per il consumo fresco che per la trasformazione industriale, grazie al suo gusto eccellente e alla sua versatilità.
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Le caratteristiche della susina Regina Claudia: vigore e qualità
La Regina Claudia si distingue per una pianta a maturazione intermedia, con albero di elevato vigore e portamento espanso. Tra le peculiarità si segnala una tardiva entrata in produzione e una produttività variabile, fattori che ne richiedono una gestione agronomica attenta e specializzata. La fioritura avviene generalmente nella prima decade di aprile, come rilevato nei territori del Centro Italia, in particolare nella zona di Roma.
Trattandosi di una pianta autoincompatibile, è fondamentale prevedere la presenza di buoni impollinatori per garantire la fruttificazione. Tra le varietà consigliate figurano la Prugna d’Agen, Anna Spath, Regina Claudia d’Althan, Regina Claudia d’Oullins, Regina Vittoria, Kirke e Prugna d’Italia.

Il frutto: un piccolo gioiello verde
Il frutto della Regina Claudia presenta una pezzatura media, con forma leggermente oblata e asimmetrica. L’apice è lievemente incavato, mentre la cavità peduncolare risulta poco pronunciata con peduncolo corto. La buccia si contraddistingue per il colore verde, arricchito da una caratteristica pruina che ne esalta l’aspetto.
All’interno, la polpa si presenta giallo-verdastro, mediamente soda, non aderente al nocciolo. Ma è il sapore a renderla unica: intenso, zuccherino e ricco di note aromatiche, qualità che la rendono particolarmente adatta sia al consumo fresco che all’essiccazione, ampliando le sue possibilità di utilizzo in ambito commerciale che industriale. Insomma, una susina che, partita dagli Stati Uniti, ha saputo conquistare il Vecchio Continente, e oggi continua a valorizzare le eccellenze della frutticoltura italiana.
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Federica Del vecchio
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