Fioritura anticipata, è record in Spagna

I mandorli in Spagna sono in fiore dalla fine di gennaio, registrando per il secondo anno consecutivo un record di anticipo rispetto al solito

da Donato Liberto
fioritura in anticipo

Con un anticipo di 18 giorni sulla tabella di marcia, i mandorli in Spagna sono già in fiore. A dirlo anche Francesc Rosset, responsabile ambientale di Arbeca, un comune nella provincia di Lleida. Si tratta di un significativo anticipo rispetto alla data abituale, un fenomeno che non è isolato, ma che si inserisce in un trend crescente di modifiche nei cicli biologici delle piante. L’innalzamento delle temperature medie sta alterando la fenologia delle piante, con fioriture che avvengono prima del previsto, mettendo a rischio la salute e la resilienza delle colture agrarie.

Fioritura in anticipo in Spagna: un fenomeno da non sottovalutare

L’anticipo della fioritura dei mandorli non è un caso isolato, ma un chiaro riflesso di un cambiamento più ampio che sta avvenendo a livello globale. Gli studi scientifici e le osservazioni sul campo, come quelle di Javier Cano, ricercatore che dal 1981 monitora la fioritura dei mandorli nella Comunità di Madrid, confermano che, negli ultimi decenni, molte specie vegetali hanno anticipato i loro cicli biologici, spesso di diverse settimane. Nel caso del mandorlo, è il secondo anno che accade dall’inizio delle registrazioni nel 1981, dopo il record di fioritura anticipata dell’8 gennaio 1993, con ben tre settimane prima del previsto.

fioritura spagna

Dati raccolti nel centro-sud della Comunità di Madrid – Fonte: J. Cano

Le cause: inverno mite e temperature anomale

Il principale fattore che sta causando questa anticipazione è l’aumento delle temperature medie durante l’inverno. Gli inverni più miti, infatti, riducono il periodo di dormienza delle piante, favorendo un precoce risveglio vegetativo delle colture. Se da un lato questo porta a una fioritura anticipata, dall’altro le piante si trovano ad affrontare temperature incerte e il rischio di gelate tardive, fenomeno che può distruggere le fioriture, riducendo drasticamente la produzione di frutti e – nei casi più gravi – anche la sopravvivenza delle colture. 

L’anticipo delle fioriture non ha solo impatti diretti sulle piante, ma influisce anche sull’intero ecosistema. Eventi di fioritura anticipata, come quello osservato sui mandorli in Spagna potrebbero, ad esempio, comportare una disconnessione tra la disponibilità di fiori e la presenza di insetti impollinatori, compromettendo le attività di impollinazione entomofila. Inoltre, l’instabilità delle temperature aumenta la difficoltà per gli agricoltori nel prevedere la stagione e pianificare adeguatamente le attività agricole.

Le risposte della scienza e la necessità di monitoraggio

Nonostante l’anticipo dei cicli fenologici delle colture sia ormai un fenomeno piuttosto frequente, la scarsità di dati di lungo periodo rende difficile una valutazione precisa degli effetti globali. Le serie storiche, come quelle raccolte da Javier Cano, forniscono importanti indicazioni, ma sono ancora insufficienti per tracciare una visione complessiva e accurata. La creazione di reti di monitoraggio a lungo termine è fondamentale per raccogliere dati e sviluppare modelli previsionali che possano aiutare gli agricoltori e i ricercatori a comprendere meglio come il cambiamento climatico stia modificando i cicli vegetativi e la produttività agricola.

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Dati raccolti nel centro-sud della Comunità di Madrid – Fonte: J. Cano

La resilienza degli ecosistemi

Le piante, come gli esseri viventi, sono in grado di adattarsi, tuttavia questa adattabilità è messa alla prova dalla velocità e dall’intensità con cui avvengono le mutazioni del clima negli ultimi anni. Se da un lato le piante possono modificare i loro cicli, dall’altro sono sempre più vulnerabili agli eventi estremi, come le gelate tardive e le siccità. Per garantire la resilienza degli ecosistemi e l’adattamento agricolo, sarà fondamentale dal punto di vista agronomico intraprendere azioni di mitigazione e strategie di adattamento, come la selezione di varietà più resilienti agli stress abiotici o l’adozione di tecniche colturali che mirino all’efficienza e alla sostenibilità.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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