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Sono quasi 800 in Puglia gli agricoltori che la scorsa primavera non hanno eseguito l’aratura dei loro uliveti, favorendo così la proliferazione delle forme giovani della sputacchina (Philaenus spumarius), principale vettore della Xylella fastidiosa.
A renderlo noto nei giorni scorsi, il report annuale 2024 sulle operazioni condotte dai Carabinieri Forestali nel territorio pugliese. Stando a quanto riportato, su circa 7mila agricoltori visitati lo scorso anno dalle Forze dell’Ordine, ben 800 non avrebbero rispettato le misure di prevenzione per contenere la diffusione della Xylella fastidiosa, il batterio fitopatogeno responsabile del disseccamento rapido degli ulivi. Il bilancio evidenzia l’intensità dei controlli e l’ampio spettro di interventi effettuati in diversi settori, con oltre 75.000 verifiche eseguite nell’arco dell’anno. Tra le principali criticità riscontrate spiccano anche l’abbandono illecito dei rifiuti e irregolarità nella filiera dei prodotti definiti a chilometro zero, ma di fatto non tracciati.
L’emergenza Xylella in Puglia: un problema ancora aperto
Uno degli aspetti più allarmanti evidenziati nel report riguarda la Xylella fastidiosa, il batterio che ha devastato vaste aree olivicole della regione. Nonostante le misure di contenimento previste dalla normativa, il monitoraggio ha rivelato una scarsa applicazione delle pratiche necessarie per limitare la diffusione del batterio. Molti proprietari terrieri non hanno eseguito le operazioni di aratura obbligatorie, favorendo così la proliferazione della sputacchina, principale vettore della malattia.
In particolare – secondo quanto rilasciato in un’intervista dal colonnello Angelo Vita, Comandante Regione Carabinieri Forestale “Puglia” – più del 10% dei controlli effettuati negli oliveti ha riscontrato la mancata applicazione delle misure di prevenzione obbligatorie per lo stadio giovanile del vettore, in primavera. In pratica, più di un campo su dieci di quelli ispezionati.

L’importanza della prevenzione e le prospettive future
Alla luce di questi dati, risulta evidente la necessità di rafforzare le misure di prevenzione per limitare la diffusione della sputacchina, e conseguentemente della Xylella. L’aratura dei terreni e l’adozione delle pratiche agronomiche indicate dalle autorità competenti rappresentano strumenti essenziali per contrastare l’avanzata del batterio e tutelare il patrimonio olivicolo pugliese.
In un periodo in cui le attività di contrasto finora svolte sembrano finalmente dare risultati incoraggianti, almeno per quanto riguarda la subspecie pauca, è fondamentale non abbassare la guardia. Il rispetto delle misure di contenimento, il monitoraggio continuo e la collaborazione tra istituzioni e agricoltori possono rappresentare la chiave per arginare definitivamente la diffusione della malattia e garantire un futuro sostenibile all’olivicoltura pugliese.
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Donato Liberto
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