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Rosso o giallo a maturazione, polpa spessa e sapore dolce. Il peperone Sassaniello è uno degli ecotipi tradizionali dell’Agro nocerino-sarnese, dove fino a pochi decenni fa era tra i materiali più diffusi insieme al peperone Cazzone. Oggi è meno presente rispetto al passato, ma conserva un forte legame con la storia orticola del territorio e con un patrimonio varietale costruito attraverso la selezione degli agricoltori.
Peperone Sassaniello, caratteristiche del frutto
Il peperone Sassaniello è un ecotipo di Capsicum annuum riconoscibile per i frutti dalla forma tendenzialmente parallelepipeda e dall’estremità plurilobata. Verdi nelle prime fasi di sviluppo, i peperoni assumono a maturazione una colorazione rossa o gialla, a seconda del tipo.
I frutti raggiungono generalmente una lunghezza compresa tra 8 e 14 centimetri e sono tri- o quadrilobati. Uno dei caratteri più distintivi è la polpa spessa, compresa indicativamente tra 6 e 8,5 millimetri, associata a un sapore dolce e a un profumo intenso.
Come si coltiva il peperone Sassaniello
Il ciclo di coltivazione si estende generalmente da aprile a fine ottobre, mentre la raccolta comincia dalla fine di luglio e può proseguire fino all’autunno. Il Sassaniello può essere coltivato sia in pieno campo sia sotto tunnel, anche con rete antiafidica. In alcuni impianti le piante vengono sostenute con pali e fili per accompagnarne lo sviluppo.
Il sesto d’impianto tradizionalmente utilizzato prevede circa 0,8 metri tra le file e 0,5 metri sulla fila, per una densità prossima alle 25 mila piante per ettaro.

Un ecotipo nato dalla selezione degli agricoltori
La storia del peperone Sassaniello si inserisce nel lungo percorso di adattamento del peperone in Europa. Il genere Capsicum, originario delle Americhe, arrivò nel continente alla fine del Quattrocento e nei secoli successivi venne progressivamente selezionato dagli agricoltori. Proprio questo lavoro di selezione contribuì alla diffusione di peperoni dolci privi di piccantezza e alla differenziazione di numerosi ecotipi locali.
Tra questi rientra il Sassaniello rosso e giallo, che fino a pochi decenni fa, insieme al peperone Cazzone, figurava tra i materiali più coltivati nell’Agro nocerino-sarnese.
Perché oggi se ne parla meno
Nel tempo, la diffusione del Sassaniello si è progressivamente ridotta, mentre nel comparto si sono affermati ibridi commerciali e criteri di scelta varietale sempre più orientati a produttività, precocità, destinazione del prodotto e resistenza alle principali malattie. Questo non riduce però l’interesse dell’ecotipo. Il Sassaniello conserva infatti un valore legato alla storia produttiva dell’Agro nocerino-sarnese, alle sue caratteristiche qualitative e alla biodiversità orticola locale.
Più che guardare al passato, il suo interesse oggi risiede quindi nella possibilità di conservare e valorizzare un patrimonio varietale locale che racconta una parte importante della storia orticola campana.
Federica Del Vecchio
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