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Non รจ trascorsa neppure un fine settimana dalla conferma del primo focolaio di Xylella fastidiosa in Calabria che un nuovo ritrovamento ha riportato lโattenzione sul batterio, questa volta in Basilicata. A Matera, in contrada Ciccolocane, รจ stata infatti accertata la positivitร di una pianta di mandorlo a Xylella fastidiosa subsp. multiplex. A rendere pubblico il ritrovamento, il 5 settembre, รจ stata la Regione Basilicata attraverso una nota dellโassessore alle Politiche Agricole Carmine Cicala, successivamente ripresa dallโANSA. Due segnalazioni territorialmente vicine e temporalmente ravvicinate, dunque, ma riferite a sottospecie differenti e a scenari fitosanitari che non possono essere sovrapposti.
Il caso รจ emerso nellโambito dellโattivitร di sorveglianza condotta dallโUfficio Fitosanitario regionale, attiva dal 2013 e intensificata dal 2024 proprio nelle aree di confine con la Puglia dopo i ritrovamenti di multiplex nei territori limitrofi. Le analisi svolte dai laboratori di ALSIA Metapontum Agrobios sono state successivamente confermate dal CREA Difesa e Certificazione di Roma. La pianta positiva, precisa la Regione, ricade peraltro in una zona cuscinetto giร sottoposta a sorveglianza.
Il 4 settembre, alla vigilia della comunicazione pubblica del caso, Cicala aveva giร esaminato la situazione insieme alla dirigente responsabile dellโUfficio Fitosanitario lucano, Patrizia Minardi. I campionamenti nellโarea proseguiranno e, tra le prime misure annunciate, figura la rimozione della pianta risultata positiva. โHo chiesto di rafforzare i controlli e procedere con gli interventi necessari a contrastare la diffusione del batterioโ, ha dichiarato lโassessore.
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Cโรจ Xylella e Xylella
Il nome Xylella fastidiosa, da solo, non รจ sufficiente per descrivere il rischio fitosanitario. Come sottolineato anche da Infoxylella commentando il ritrovamento, โcโรจ Xylella e Xylellaโ: un chiarimento tuttโaltro che formale, perchรฉ allโinterno della specie esistono differenti sottospecie e, al loro interno, differenti profili genetici o Sequence Type (ST), caratterizzati da relazioni diverse con le piante ospiti e da una diversa capacitร di determinare malattia.
ร quindi improprio associare automaticamente il caso di Matera agli olivi disseccati del Salento. Lโepidemia che ha devastato lโolivicoltura pugliese รจ associata principalmente a X. fastidiosa subsp. pauca ST53, mentre il nuovo ritrovamento lucano riguarda la sottospecie multiplex. Un terzo scenario รจ quello della sottospecie fastidiosa ST1, individuata nel 2024 nel Barese anche su vite e associata, a livello internazionale, alla malattia di Pierce. Il Piano dโazione della Regione Puglia distingue infatti esplicitamente le tre situazioni epidemiologiche, riportando sul territorio regionale fastidiosa ST1, multiplex ST26 e pauca ST53.
Si tratta dunque dello stesso batterio a livello di specie, ma di entitร epidemiologiche che non possono essere considerate equivalenti.
Multiplex ST26 era giร alle porte della Basilicata
Anche sotto il profilo geografico, il ritrovamento di Matera non arriva come un fulmine a ciel sereno. Il precedente piรน importante risale alla primavera del 2024, quando nellโagro di Santeramo in Colle (BA) fu individuato su mandorlo un focolaio di X. fastidiosa subsp. multiplex appartenente al Sequence Type 26.ย
Da allora la sorveglianza pugliese ha evidenziato ulteriori positivitร nellโarea murgiana. Gli atti dellโOsservatorio Fitosanitario regionale documentano nel corso del 2024 e del 2025 diverse piante infette nellโagro di Altamura, prevalentemente mandorli, allโinterno dellโarea delimitata per multiplex ST26. Il Piano dโazione pugliese aveva giร registrato la presenza dello stesso genotipo anche nei territori di Santeramo in Colle, Altamura, Cassano delle Murge, Ginosa, Capurso, Noicattaro e Triggiano.
ร proprio la continuitร territoriale tra Altamura e Matera a rendere il ritrovamento lucano epidemiologicamente plausibile. Per questo la Regione Basilicata aveva giร rafforzato la sorveglianza lungo il confine pugliese a partire dal 2024. Da questo punto di vista, lโindividuazione della pianta positiva puรฒ essere letta anche come il risultato di un sistema di monitoraggio che ha intercettato il patogeno in unโarea giร considerata a rischio, piuttosto che come lโinsorgenza improvvisa di una nuova emergenza.

Distribuzione delle positivitร a Xylella fastidiosa subsp. multiplex ST26 in Puglia e relative aree delimitate. Fonte: Infoxylella
Il caso di Matera รจ ST26?
Un elemento merita perรฒ particolare attenzione. Nel comunicato della Regione Basilicata viene indicata esclusivamente la sottospecie multiplex, senza riportare il Sequence Type del ceppo individuato a Matera. La vicinanza con le positivitร pugliesi e il quadro epidemiologico rendono certamente rilevante il confronto con ST26, ma allo stato attuale non รจ corretto trasformare questa correlazione geografica in unโidentificazione molecolare giร acquisita.
Per attribuire formalmente il nuovo ritrovamento a ST26 occorrerร dunque attendere eventuali dati di tipizzazione o i primi atti tecnici e amministrativi della Regione Basilicata.
Anche sul rischio per lโolivo รจ necessaria precisione. Il ceppo multiplex ST26 rinvenuto in Puglia non รจ quello responsabile del disseccamento rapido degli olivi e, nel contesto pugliese, non รจ stato finora associato alla grave sindrome osservata con pauca ST53. Le osservazioni condotte sul focolaio pugliese hanno mostrato un comportamento molto diverso, con il mandorlo come principale ospite rilevato e con infezioni che possono presentarsi anche senza una sintomatologia evidente.
Ora cambia la geografia amministrativa dellโemergenza
Ciรฒ non significa, naturalmente, sottovalutare il ritrovamento. Xylella fastidiosa rimane un organismo nocivo da quarantena prioritario nellโUnione europea e ogni nuova positivitร richiede lโapplicazione delle misure previste dalla normativa fitosanitaria.ย
Ma la novitร introdotta dal caso di Ciccolocane puรฒ definirsi perlopiรน istituzionale. Per la prima volta il ritrovamento interessa formalmente il territorio della Basilicata e chiama direttamente in causa il suo Servizio fitosanitario nellโattuazione delle misure previste.
In unโarea epidemiologicamente continua come quella tra Alta Murgia e Materano, la capacitร di contrasto dipenderร inevitabilmente dalla collaborazione tra i servizi fitosanitari delle due Regioni. I prossimi passaggi saranno quindi decisivi per capire quale sia lโeffettiva distribuzione dellโinfezione, se il ceppo di Matera appartenga allo ST26 giร presente oltreconfine e se il ritrovamento rimanga circoscritto.
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Ilaria De Marinis
ยฉ fruitjournal.com