I mirtilli: come proteggerli con un sistema hi-tech

È quanto prevede un innovativo sistema di diagnostica precoce che intercetta Botrytis e Alternaria prima che si manifestino, riducendo le perdite post-raccolta

da Federica Del Vecchio

Protagonisti indiscussi tra i piccoli frutti, negli ultimi anni i mirtilli stanno conquistando una platea di consumatori sempre più ampia, grazie al loro gusto irresistibile, alla versatilità in cucina e all’immagine di alimento sano. Eppure, nonostante queste prospettive allettanti, la qualità dei frutti è spesso compromessa da malattie fungine come Botrytis cinerea (muffa grigia) e Alternaria spp., responsabili di perdite significative nelle operazioni post-raccolta. Un paradosso che rischia di vanificare il loro successo commerciale. Come intervenire? È qui che entra in gioco la ricerca con un approccio innovativo: non più curare, ma prevedere e lo fa con un dispositivo che “fiuta” la malattia prima che si manifesti visibilmente.

La tecnologia nasce in Cile, grazie a un gruppo di ricercatori dell’INIA (Istituto Nazionale di Ricerca Agricola), in collaborazione con Hortifrut S.A., azienda che ha messo a disposizione know-how tecnico, esperienza sul campo e l’accesso ai propri frutteti e a quelli dei produttori associati. Il risultato è un sensore NIR portatile, in grado di rilevare precocemente la presenza di patogeni nei mirtilli, senza ricorrere a test di laboratorio. Facile da trasportare sul campo o nei centri di confezionamento, il dispositivo consente agli operatori di ottenere risultati immediati e precisi direttamente in loco. Come funziona?

Come funziona il sensore NIR

Il sensore NIR (Near Infrared) registra la firma spettrale dei frutti, cioè il modo in cui ciascuno di essi riflette e assorbe la luce lungo diverse lunghezze d’onda. Questo comportamento è unico, proprio come un’impronta digitale luminosa, e cambia in modo sensibile quando il frutto è sano oppure quando è colpito da patogeni come Botrytis o Alternaria. Analizzando queste variazioni con modelli predittivi calibrati su tre stagioni consecutive, il sensore può rilevare precocemente la presenza di malattie, prima che siano visibili a occhio nudo. Un processo che rivoluziona il controllo della qualità, sostituendo completamente i lunghi e costosi test di laboratorio e offrendo risultati in pochi minuti, con un’accuratezza elevata e un margine di errore inferiore all’8%.

Ma il sensore non funziona da solo: è parte di un ecosistema digitale integrato, che unisce il dispositivo a un’app mobile e ad una piattaforma web. Così gli agricoltori possono monitorare i risultati in tempo reale, operare anche senza connessione internet e salvare automaticamente tutti i dati nel cloud INIA, garantendo tracciabilità, analisi dettagliate e reportistica immediata.

i mirtilli

Processo di calibrazione dei modelli predittivi per rilevare precocemente la presenza di Botrytis spp. e Alternaria spp. nei frutti di mirtillo. Fonte: INIA

Verso un’agricoltura predittiva e sostenibile per i mirtilli

La solidità scientifica del sensore NIR è indiscutibile: la sua calibrazione si basa su un enorme database di oltre 27.000 registrazioni spettrali, raccolte su sette varietà di mirtillo (Rocío, Legacy, Brigitta, Corona, Duke, O’Neal e Brightwell) nelle principali regioni produttrici del Cile.

Questo sviluppo rappresenta un vero salto verso un’agricoltura predittiva e sostenibile: non più solo reagire alle malattie, ma anticiparle, ottimizzando le risorse, riducendo sprechi e trattamenti non necessari. Un progresso tecnologico che non solo protegge il raccolto, ma uno strumento strategico per rendere la produzione più efficiente, sostenibile e meno soggetta a rischi imprevisti, trasformando sfide complesse in opportunità concrete sul campo.

 

 Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

Articoli Correlati