Protagonisti indiscussi tra i piccoli frutti, negli ultimi anni i mirtilli stanno conquistando una platea di consumatori sempre più ampia, grazie al loro gusto irresistibile, alla versatilità in cucina e all’immagine di alimento sano. Eppure, nonostante queste prospettive allettanti, la qualità dei frutti è spesso compromessa da malattie fungine come Botrytis cinerea (muffa grigia) e Alternaria spp., responsabili di perdite significative nelle operazioni post-raccolta. Un paradosso che rischia di vanificare il loro successo commerciale. Come intervenire? È qui che entra in gioco la ricerca con un approccio innovativo: non più curare, ma prevedere e lo fa con un dispositivo che “fiuta” la malattia prima che si manifesti visibilmente.
La tecnologia nasce in Cile, grazie a un gruppo di ricercatori dell’INIA (Istituto Nazionale di Ricerca Agricola), in collaborazione con Hortifrut S.A., azienda che ha messo a disposizione know-how tecnico, esperienza sul campo e l’accesso ai propri frutteti e a quelli dei produttori associati. Il risultato è un sensore NIR portatile, in grado di rilevare precocemente la presenza di patogeni nei mirtilli, senza ricorrere a test di laboratorio. Facile da trasportare sul campo o nei centri di confezionamento, il dispositivo consente agli operatori di ottenere risultati immediati e precisi direttamente in loco. Come funziona?
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Come funziona il sensore NIR
Ma il sensore non funziona da solo: è parte di un ecosistema digitale integrato, che unisce il dispositivo a un’app mobile e ad una piattaforma web. Così gli agricoltori possono monitorare i risultati in tempo reale, operare anche senza connessione internet e salvare automaticamente tutti i dati nel cloud INIA, garantendo tracciabilità, analisi dettagliate e reportistica immediata.

Processo di calibrazione dei modelli predittivi per rilevare precocemente la presenza di Botrytis spp. e Alternaria spp. nei frutti di mirtillo. Fonte: INIA
Verso un’agricoltura predittiva e sostenibile per i mirtilli
La solidità scientifica del sensore NIR è indiscutibile: la sua calibrazione si basa su un enorme database di oltre 27.000 registrazioni spettrali, raccolte su sette varietà di mirtillo (Rocío, Legacy, Brigitta, Corona, Duke, O’Neal e Brightwell) nelle principali regioni produttrici del Cile.
Questo sviluppo rappresenta un vero salto verso un’agricoltura predittiva e sostenibile: non più solo reagire alle malattie, ma anticiparle, ottimizzando le risorse, riducendo sprechi e trattamenti non necessari. Un progresso tecnologico che non solo protegge il raccolto, ma uno strumento strategico per rendere la produzione più efficiente, sostenibile e meno soggetta a rischi imprevisti, trasformando sfide complesse in opportunità concrete sul campo.
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Federica Del Vecchio
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