I mirtilli in Italia: tra crescita e freni politici

Il mercato in espansione di questi frutti, spinto dalla domanda premium, apre nuove opportunità al Belpaese. Ma riuscirà la filiera italiana a rispondere in modo strutturato?

da Ilaria De Marinis
i mirtilli italia

Negli ultimi anni, i mirtilli hanno smesso di essere una nicchia da scaffale per diventare uno dei prodotti ortofrutticoli più dinamici sui mercati internazionali. Non è solo una questione di gusto: il piccolo frutto blu è diventato simbolo di uno stile di vita sano, di una spesa consapevole e, per certi versi, anche di un nuovo modo di fare agricoltura. Ma dietro il successo commerciale c’è anche una cornice politica e finanziaria che ne sostiene (o ne ostacola) la crescita.

I mirtilli: dalla domanda al campo

Secondo un recente studio pubblicato da Superfresh Growers, negli Stati Uniti – ma la tendenza è comparabile in Europa – i consumatori di mirtilli sono sempre più informati e selettivi. Non basta che il frutto sia disponibile: deve essere dolce, di aspetto gradevole, facilmente conservabile e possibilmente “premium”. I dati raccolti da analisi di mercato mostrano come i driver d’acquisto siano qualità percepita, packaging attrattivo e disponibilità costante nell’arco dell’anno.

Il cambiamento non è solo estetico. Il mirtillo è entrato in modo stabile nelle diete settimanali, spinto da campagne nutrizionali che lo associano a benefici per il sistema cardiovascolare e per le funzioni cognitive. Questo ha creato una domanda nuova, più sofisticata, che mette pressione sulla filiera: varietà resistenti, logistica più efficiente, certificazioni di sostenibilità. È un salto di qualità che coinvolge tutta la catena, dal vivaio al banco frutta.

Il ruolo della PAC: sostegno reale alla produzione di mirtilli?

In Europa, l’adattamento a queste nuove richieste di mercato passa anche attraverso gli strumenti della PAC, il sistema di finanziamento agricolo comunitario che vale circa un terzo dell’intero bilancio dell’Unione. Per colture emergenti come il mirtillo, il supporto PAC non è sempre stato scontato: storicamente concentrata su cereali, latte e zootecnia, la PAC ha solo recentemente iniziato a considerare più seriamente le colture frutticole minori.

Tuttavia, l’inserimento del mirtillo nei Piani Strategici Nazionali (il nuovo strumento di programmazione post-2023) offre un’opportunità concreta. Le misure di sostegno agli investimenti in innovazione, transizione ecologica e digitalizzazione possono favorire la modernizzazione delle aziende agricole che scelgono di puntare su colture ad alto valore aggiunto, come i piccoli frutti. Resta però il nodo della burocrazia e della capacità di intercettare i fondi, tema particolarmente critico in Italia.

Italia: mirtilli premium, ma poca programmazione

Nel nostro Paese la coltivazione di mirtilli è in crescita, ma ancora lontana dai volumi di Spagna, Polonia o Paesi Bassi. Secondo Italian Berry, il consumatore italiano di mirtilli è evoluto: premia il prodotto premium, valuta l’origine e apprezza il packaging trasparente, spesso riciclabile. La qualità ha un peso superiore rispetto al prezzo, almeno per una fetta crescente del pubblico urbano e attento alla salute.

Ma la produzione nazionale non è sempre in grado di soddisfare questa domanda. Le aziende agricole, in particolare quelle medio-piccole, devono affrontare sfide importanti: dalla scarsità di manodopera stagionale alla necessità di infrastrutture per il freddo e la logistica. L’assenza di una programmazione vera e propria rende il comparto fragile, e spesso costringe i distributori a rivolgersi all’importazione, soprattutto nei mesi di bassa produzione italiana.

i mirtilli consumo

Coltivare i mirtilli: un investimento strategico

In questo scenario, la PAC potrebbe essere molto più di una cornice normativa: può diventare uno strumento strategico per incrementare la produzione nazionale di mirtilli, ridurre la dipendenza dall’estero e rispondere meglio alla domanda di qualità. Gli strumenti ci sono: aiuti agli investimenti, sostegno all’agricoltura biologica, promozione nei mercati esteri. Ma serve una cabina di regia che sappia leggere le tendenze, accompagnare i produttori nella transizione tecnologica e facilitare l’accesso alle risorse.

Una coltura come il mirtillo, che richiede competenze agronomiche specifiche, selezione varietale, irrigazione di precisione e attenzione post-raccolta, potrebbe così rappresentare un banco di prova per la nuova PAC. E permettere all’Italia di trasformare una tendenza di consumo in una reale opportunità produttiva.

 

Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com

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