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La gestione del vigneto sta vivendo una fase di crescente digitalizzazione, grazie ai significativi progressi delle tecnologie applicate alla viticoltura di precisione. Nonostante le potenzialità siano ormai evidenti, la loro diffusione tra le piccole e medie imprese resta ancora limitata. A pesare sono soprattutto i costi elevati, la complessità operativa e le difficoltà di utilizzo, fattori che ne rallentano l’adozione su larga scala. È in tale contesto che nasce VITESAT, un progetto pensato per colmare il divario tra innovazione e applicazione pratica, rendendo realmente accessibili e funzionali gli strumenti digitali per la gestione del vigneto. Il sistema si basa su una piattaforma web integrata con un’app mobile, progettata per offrire supporto al monitoraggio continuo delle coltivazioni, alla gestione sito-specifica delle parcelle e alla stima delle rese produttive.
Finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Toscana e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe), il progetto vede la partecipazione di un ampio partenariato. Accanto al Cnr-Ibe figurano il Consorzio Vino Chianti Classico, l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena, l’Ente Regionale di Assistenza Tecnica in Agricoltura (Erata) e Chiantiform. A contribuire alla fase sperimentale e di validazione in campo sono inoltre alcune tra le realtà vitivinicole più rappresentative del territorio, tra cui Barone Ricasoli, Castello di Ama, Fèlsina e Marchesi Mazzei, impegnate nel test delle soluzioni direttamente nei vigneti.
AGROSAT e DIGIVIT: dati integrati per decisioni più efficienti
Cuore operativo del progetto è un sistema di supporto alle decisioni che integra una piattaforma web, AGROSAT, e un’app mobile, DIGIVIT. Due strumenti interconnessi che lavorano in sinergia integrando dati satellitari, informazioni meteo e modelli previsionali. Attraverso l’integrazione di questi dati, il sistema consente di generare mappe di vigore, elaborare mappe di prescrizione per la distribuzione mirata degli input – dalla nutrizione alla difesa – e supportare il monitoraggio del vigneto in modo rappresentativo. A questo si aggiunge la possibilità di stimare le rese in modo non distruttivo, un elemento chiave sia per la pianificazione aziendale sia per la gestione commerciale.
Il passaggio rilevante, più che tecnologico, è metodologico. L’interfaccia e le funzionalità sono pensate per essere utilizzabili senza richiedere competenze avanzate in ambito digitale, riducendo così uno dei principali ostacoli all’adozione.

Le funzionalità del DSS: mappe di vigore, mappe di prescrizione per concimazione e difesa, supporto al campionamento e stima non distruttiva delle rese. Fonte: VITESAT
Oltre il progetto: trasferibilità e adozione su larga scala
Con una durata complessiva di 28 mesi e conclusione prevista entro il 2027, VITESAT prevede una fase iniziale di sviluppo e adattamento degli strumenti, seguita da test in campo e attività di formazione e disseminazione. Ma l’obiettivo è più ampio: garantire continuità oltre la fine del progetto. La sfida, in altre parole, non è dimostrare che la tecnologia funziona, ma fare in modo che venga effettivamente utilizzata. Per questo il Gruppo Operativo lavora fin dall’inizio sulla trasferibilità dei risultati, con l’obiettivo di rendere il sistema adottabile su larga scala già durante la fase di implementazione. In questo senso, VITESAT rappresenta un’evoluzione importante nel percorso della viticoltura di precisione, rendendo la tecnologia uno strumento quotidiano di lavoro, capace di migliorare efficienza, sostenibilità e competitività del comparto vitivinicolo.
Federica Del Vecchio
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