Vendemmia 2025: più alcol per salvare qualità e mercati

Accade nel Lazio, dove clima anomalo e uve meno zuccherine hanno spinto la Regione ad autorizzare l’aumento del titolo alcolometrico volumico naturale dei vini

da Ilaria De Marinis
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Un clima anomalo, uve meno zuccherine del previsto e il timore di una vendemmia sottotono. È su questo sfondo che si inserisce la scelta della Regione Lazio di autorizzare, per il 2025, l’aumento del titolo alcolometrico volumico naturale dei vini. La decisione arriva dopo la relazione di ARSIAL e il parere favorevole delle Aree Decentrate Agricoltura, che hanno evidenziato come l’eccesso di piogge abbia alterato il delicato equilibrio tra grado zuccherino e acidità nei mosti. Per i produttori significa poter intervenire in cantina con un margine tecnico aggiuntivo – fino a un massimo di 1,5% vol. – utile a preservare l’identità sensoriale e la qualità organolettica delle etichette regionali. L’obiettivo è duplice: evitare che le condizioni meteo compromettano la riconoscibilità dei vini e garantire che il Lazio continui a presidiare i mercati con prodotti in linea con le aspettative di consumatori e disciplinari.

Cos’è il titolo alcolometrico

Il titolo alcolometrico indica la quantità di alcol presente naturalmente nel mosto d’uva o nel vino, ed è espresso in percentuale sul volume. In annate climaticamente complesse, come quella appena trascorsa nel Lazio – caratterizzata da abbondanti piogge estive che hanno inciso sulla maturazione delle uve – può accadere che il grado zuccherino delle uve risulti inferiore alle medie, con ricadute sulla gradazione finale del vino. L’autorizzazione all’aumento del titolo alcolometrico consente quindi di riequilibrare il rapporto tra alcol e acidità, garantendo standard qualitativi adeguati.

vendemmia uva

Il provvedimento della Regione per tutelare la vendemmia

La decisione della Regione è stata presa dopo le valutazioni tecniche di ARSIAL e delle Aree Decentrate Agricoltura provinciali, che hanno segnalato come l’andamento climatico 2024-2025 – con particolare riferimento alle piogge di luglio – abbia rallentato l’accumulo di zuccheri nelle uve. Questo avrebbe potuto compromettere equilibrio e struttura dei vini. Da qui la scelta di autorizzare la pratica enologica dell’arricchimento, già prevista dalla normativa comunitaria, per tutelare la competitività del comparto e la qualità dei prodotti.

Secondo quanto disposto, l’arricchimento potrà essere applicato alle uve fresche, al mosto, al vino nuovo in fermentazione e ai vini destinati a diventare da tavola, IGP o DOP. L’autorizzazione riguarda anche le basi per spumanti e spumanti aromatici, con o senza indicazione geografica. Il limite stabilito è di massimo 1,5% vol. in più, come previsto dalla normativa europea per la zona viticola C II, in cui rientra il Lazio. Per i vini a denominazione di origine, inoltre, sarà possibile superare il tetto del 13% vol. fino a un massimo del 15% vol.

Controlli e garanzie

Le operazioni di aumento del titolo alcolometrico saranno effettuate nel rispetto dei disciplinari e sotto la vigilanza dell’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi (ICQRF), a garanzia dei consumatori e della tracciabilità delle produzioni. La misura, di fatto, non intacca l’autenticità dei vini laziali, ma rappresenta un intervento tecnico mirato a compensare gli effetti negativi del clima, mantenendo sul mercato prodotti conformi agli standard delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche.

 

Ilaria De Marinis
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