Reti idriche, Umbria: bando per le aree rurali

L’aiuto consiste in una sovvenzione a fondo perduto per interventi volti a migliorare le infrastrutture idriche delle comunità rurali umbre

da Ilaria De Marinis
reti idriche umbria

Come gran parte del territorio italiano, anche l’Umbria sta affrontando le conseguenze dell’emergenza idrica: scarsità d’acqua, siccità prolungate e un sistema di infrastrutture spesso datato rendono urgente l’adozione di interventi mirati. In particolare, le aree rurali – cuore dell’agricoltura regionale e custodi di un prezioso patrimonio naturale – risentono in maniera marcata della carenza di infrastrutture efficienti per la gestione dell’acqua. In questo contesto si inserisce il nuovo bando regionale relativo all’intervento SRD07 – Azione 2 “Reti Idriche”, previsto dal Complemento di Sviluppo Rurale dell’Umbria 2023-2027.

Obiettivi dell’intervento

L’obiettivo dell’Azione 2 del bando SRD07 è chiaro: sostenere la creazione, l’adeguamento e il potenziamento delle infrastrutture idriche a servizio delle comunità rurali umbre. Gli investimenti puntano a garantire l’accesso all’acqua potabile, migliorare le condizioni igienico-sanitarie e rendere più resiliente il sistema di approvvigionamento in contesti dove ancora persistono forti criticità. È anche uno strumento contro lo spopolamento delle aree interne, attraverso il miglioramento dei servizi essenziali.

Il bando si rivolge a soggetti pubblici e privati, singoli o associati. Questi devono essere proprietari o titolari della disponibilità delle aree oggetto d’intervento e gli interventi devono ricadere interamente nel territorio umbro.

Bando reti idriche: gli interventi ammessi

Il bando prevede un ampio ventaglio di interventi volti a migliorare in modo concreto le infrastrutture idriche delle comunità rurali umbre. In particolare, possono essere finanziati progetti che riguardano la realizzazione di nuovi acquedotti destinati alla distribuzione di acqua potabile, oppure l’adeguamento e l’efficientamento delle reti idriche già esistenti. Altre opere ammissibili includono la costruzione o il ripristino di fontanili, elementi spesso fondamentali per l’approvvigionamento locale, specialmente in contesti montani o collinari.

È possibile, inoltre, intervenire sui sistemi fognari, là dove siano carenti o del tutto assenti, contribuendo così al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie delle popolazioni residenti. Gli investimenti devono rispettare le normative vigenti, comprese quelle comunitarie, nazionali e regionali, e devono integrarsi con la pianificazione esistente, come il Piano Regolatore Regionale degli Acquedotti e il Piano di Tutela delle Acque.

Restano invece esclusi gli interventi che riguardano l’uso irriguo dell’acqua, così come quelli che si limitano alla manutenzione ordinaria o alla semplice posa di contatori e allacci. L’obiettivo è infatti sostenere progetti strutturali e duraturi, in grado di generare un impatto tangibile sulla qualità della vita e sui servizi disponibili nei territori rurali.

reti idriche bando umbria

Contributi e modalità di finanziamento

L’aiuto consiste in una sovvenzione a fondo perduto calcolata come percentuale sulle spese ammissibili:

  • 90% per soggetti pubblici o forme associate tra soggetti pubblici;
  • 70% per soggetti privati e forme associate pubblico-private o tra privati.

Il contributo massimo per operazione è di 1.000.000 euro, con una soglia minima di 50.000 euro.

Come presentare domanda per l’azione 2 del bando “Reti Idriche”

Per accedere ai contributi previsti dal bando, è necessario presentare una domanda di sostegno entro il 30 giugno 2025, seguendo le indicazioni riportate nel documento “Disposizioni comuni agli Avvisi pubblici del CSR Umbria 2023-2027”. 

Alla domanda deve essere allegata una serie di documenti obbligatori. In particolare, i richiedenti devono fornire la documentazione soggettiva, che dimostri la titolarità o la disponibilità giuridica delle aree coinvolte dal progetto. È poi indispensabile allegare la documentazione tecnica del progetto, che ne illustri la fattibilità e la cantierabilità, nonché i giustificativi di spesa, fondamentali per attestare la congruità economica dell’intervento.

Una volta completata, la domanda deve essere presentata telematicamente attraverso il portale indicato dalla Regione. Dopo l’istruttoria tecnica e amministrativa, verrà stilata una graduatoria basata sui punteggi ottenuti secondo i criteri di selezione. Soltanto le domande che raggiungono almeno 25 punti saranno considerate ammissibili e potranno accedere al finanziamento.

Per aggiornamenti e ulteriori indicazioni, si rimanda al sito ufficiale.

 

Ilaria De Marinis
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