Prezzo del pomodoro, definito accordo per il Centro Sud

Concordato un corrispettivo di 147,50 euro a tonnellata per il pomodoro tondo e 155 euro per il lungo, mentre per il bio si prevede un premio aggiuntivo di 42,50 euro a tonnellata

da Ilaria De Marinis
prezzo del pomodoro

Dopo settimane di trattative, lo scorso 11 aprile è stato ufficialmente firmato l’accordo sul prezzo del pomodoro da industria per il bacino Centro-Sud. A sottoscriverlo sono stati Anicav e le Organizzazioni di Produttori aderenti all’Organismo Interprofessionale Pomodoro da Industria Bacino Centro Sud Italia.

L’intesa fissa un prezzo di riferimento pari a 147,50 euro a tonnellata per il pomodoro tondo e 155 euro per il lungo. Per il prodotto biologico è previsto un premio aggiuntivo di 42,50 euro a tonnellata. Resta ferma, come sempre, l’autonomia contrattuale delle singole aziende nella definizione dei contratti di fornitura.

Prezzo del pomodoro e prospettive da chiarire

Rispetto al 2024, i numeri possono sembrare poco variati. Tuttavia, in un contesto economico in continua evoluzione, segnato da costi di produzione crescenti – dai fertilizzanti all’energia, fino al lavoro – la stabilità non basta a garantire tranquillità. La sensazione, tra molti operatori, è che il margine per i produttori resti risicato e che il valore reale del pomodoro rischi di non riflettere pienamente gli sforzi del comparto agricolo.

Più qualità, più premi: ma per chi?

Uno degli elementi di novità riguarda l’aggiornamento delle griglie qualitative e l’introduzione di meccanismi premiali per chi consegna un prodotto con standard superiori, ovvero con meno impurità, meno pomodoro verde. È una scelta che – come spiegano le organizzazioni – punta a incentivare la qualità, premiando chi investe in pratiche agronomiche più accurate.

È un passo avanti, almeno a livello teorico, ma resta da capire quanto queste misure saranno davvero accessibili su larga scala. Non tutte le aziende agricole possono infatti permettersi gli investimenti necessari. Il rischio, come spesso accade, è che i premi vadano solo a una minoranza, lasciando gli altri con una soglia difficile da superare.

prezzo del pomodoro 2

Prezzo del pomodoro, la questione bio

Tra gli aspetti più discussi dell’accordo il premio per il biologico. I 42,50 euro a tonnellata rappresentano infatti un riconoscimento formale del valore aggiunto del biologico e delle difficoltà operative che comporta. È un segnale positivo, soprattutto in un momento in cui il biologico è al centro di strategie nazionali e comunitarie. Ma tra i produttori c’è anche chi osserva che, alla prova dei conti, questa cifra potrebbe non bastare. Tra costi agronomici più alti, burocrazia e rischi produttivi più elevati, il margine resta sottile. L’incentivo c’è, ma serve un sistema di supporto più strutturato per garantire che il biologico possa crescere davvero.

Serve un passo in più

L’accordo, pur rappresentando un importante risultato di mediazione, lascia aperte alcune questioni. Le organizzazioni agricole sottolineano da tempo l’urgenza di superare logiche ormai datate nella valutazione della materia prima e nel riconoscimento del valore agricolo. Inoltre, resta aperto il tema dell’estensione dell’intesa ai non aderenti all’Organismo Interprofessionale, per cui si attende un pronunciamento ufficiale del Masaf. Senza questa estensione, c’è il rischio di creare disparità operative lungo la filiera.

Quello raggiunto è dunque un accordo importante, che consolida un dialogo tra le parti e introduce strumenti potenzialmente utili a migliorare la qualità e la trasparenza del comparto. Tuttavia, non si può ignorare che molti nodi restano irrisolti: dalla reale sostenibilità dei prezzi alla necessità di un riequilibrio dei rapporti tra produzione e trasformazione. Se da un lato l’intesa non rappresenti quindi un fallimento, dall’altro non può dirsi nemmeno la svolta definitiva. È un punto di partenza su cui costruire, con la consapevolezza che il valore del lavoro agricolo merita attenzione concreta, non solo nei tavoli di trattativa, ma anche nelle scelte politiche e nei modelli economici della filiera.

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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