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La gestione della chioma è un pre-requisito tecnico indispensabile in ogni contesto viticolo. Sapere come gestire la chioma della vite è essenziale per ottenere risultati ottimali, combinando un insieme di operazioni agronomiche volte a favorire il corretto portamento della vegetazione in vigneto o in impianti arborei di altre specie frutticole. Questi interventi assicurano una buona esposizione alla luce e un’adeguata aerazione della chioma, riducendo i rischi di malattie e agevolando il passaggio dei macchinari agricoli senza danneggiare i giovani germogli.
L’importanza di un buon equilibrio vegeto-produttivo
Tra le tante attività agronomiche da condurre in vigneto, la gestione del verde rappresenta uno degli strumenti principali per rafforzare o migliorare l’equilibrio nel rapporto tra la fase vegetativa, ovvero la “spinta” a foglia delle piante, e la fase produttiva, ossia la potenzialità a frutto durante la stagione. Gli interventi di gestione della chioma diventano quindi un pre-requisito tecnico indispensabile in tutti i contesti viticoli, soprattutto in quei casi in cui l’obiettivo sia quello di ottenere uve di elevato profilo qualitativo e dallo stato sanitario impeccabile per ottenere vini di grande valore economico. D’altro canto, l’esecuzione di questi interventi può incidere nell’impegno di ore/uomo, tanto da imporre un’accorta valutazione nel bilancio complessivo dell’azienda e nel peso dei costi di manodopera per unità di produzione.
La gestione della parete vegetativa, quindi, influisce considerevolmente sulle caratteristiche chimico-fisiche dei grappoli e sul loro microclima e ha un impatto sulla sanità delle uve di molto superiore a quello che si può ottenere con qualunque altro mezzo tecnico. La viticoltura odierna, fra l’altro, su spinta delle richieste dei consumatori e dell’opinione pubblica, sta subendo un profondo processo di trasformazione per un sempre minore ricorso a mezzi di natura chimica, rivalutando l’importanza delle tecniche agronomiche come strumento per diminuire l’impatto ambientale degli interventi fitosanitari e per un approccio più “organico” al mondo viticolo.

Come gestire la chioma della vite? Si inizia con la potatura invernale
La gestione del vigneto inizia dalla stagione invernale con la potatura al bruno o secca. Gli obiettivi della potatura secca possono essere distinti in alcuni a breve termine (relativi alla campagna in corso) e altri più a lungo termine (relativi agli anni futuri). Tra gli obiettivi a breve termine, quello più noto e considerato dai viticoltori è certamente la definizione del carico di gemme e quindi del numero di germogli e di grappoli futuri (equilibrio vegeto-produttivo).
In certi areali, al fine di effettuare al meglio questa programmazione e fornire a tecnici e viticoltori una valutazione previsionale della fertilità delle gemme, vengono eseguite delle “forzature” in serra di tralci di vite prima dell’effettiva esecuzione della potatura al bruno. Un secondo obiettivo di breve periodo, spesso meno considerato nella pratica viticola, ma non meno importante, è la distribuzione nello spazio dei grappoli. Bisogna considerare infatti che, con la potatura, il viticoltore può migliorare la distribuzione spaziale di foglie e grappoli e così facendo può incrementare in modo significativo qualità e sanità delle uve.
Per meglio distribuire lungo la parete vegetativa gli organi vegetativi e produttivi, è bene adottare alcuni accorgimenti specifici.
- Lunghezza dei capi a frutto e quindi lunghezza della potatura: capi a frutto troppo corti determinano germogli eccessivamente vigorosi; capi a frutto troppo lunghi determinano elevata difformità di sviluppo tra i germogli e aumento del numero di gemme cieche.
- Piegature dei tralci: piegature mal eseguite, tali per esempio da incrociare i capi a frutto, determinano pericolosi affastellamenti vegetativi.
La potatura verde
Alla potatura bruna o secca, che si esegue d’inverno con le forbici, deve seguire la potatura verde che inizia con la spollonatura e scacchiatura durante la stagione primaverile. Fra le operazioni di potatura verde, in ordine cronologico, nel corso dell’annata agraria seguiranno: la spollonatura, la scacchiatura, la sfemminellatura, la legatura dei germogli, la cimatura e la defogliazione. Anche il diradamento dei grappoli, sebbene strettamente legato alla produzione, può essere considerato parte della gestione della vegetazione per il suo impatto diretto sulla qualità delle uve.

Conclusione
Sapere come gestire la chioma delle viti è uno degli aspetti più importanti per garantire una viticoltura di successo, migliorando la qualità e la resa delle uve, riducendo l’impatto ambientale e rispondendo alle richieste dei consumatori di prodotti più sostenibili. Un approccio tecnico e consapevole alla gestione del vigneto rappresenta il primo passo verso la produzione di vini eccellenti.
A cura di Filippo Taglietti – agronomo
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