Sicilia, nasce il registro della biodiversità dei vigneti

Si tratta di un registro che potrà essere utilizzato da tutti i viticoltori dell’isola per esaltare la biodiversità delle produzioni e dei vini siciliani

da uvadatavoladmin

In Sicilia nasce il registro della biodiversità dei vigneti per la valorizzazione del germoplasma viticolo. Un albero genealogico dei vini siciliani e un registro che potrà essere utilizzato da tutti i viticoltori dell’isola per esaltare la biodiversità delle produzioni.

Questo, in sintesi, il primo risultato ottenuto con il progetto “Valorizzazione del germoplasma viticolo”, promosso e sostenuto dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia in partnership con il Dipartimento regionale dell’Agricoltura della Regione Siciliana, l’Università degli Studi di Palermo e il Centro regionale per la conservazione della biodiversità viticola e agraria “F. Paulsen”.

Scopo del progetto è conservare la biodiversità generata in Sicilia dai 3.000 anni di viticoltura e le sue varietà autoctone e intervenire a monte della filiera vitivinicola, dotando i vivaisti di materiale certificato di varietà autoctone da fornire alle aziende.

Come rende noto la Regione, il programma si è svolto con la riproduzione, attraverso tecniche avanzate, di dieci varietà viticole siciliane.

Inoltre, sono state poste le basi per lavorare su altri biotipi: in un anno sono stati costituiti diversi impianti riproduttivi delle viti, con materiale iniziale sottoposto preventivamente a test di laboratorio per accertare la purezza delle varietà e l’assenza di virus. Nel secondo anno del progetto, le barbatelle prodotte (talee di vite che hanno emesso le radici) sono state invece utilizzate per la costituzione di due campi di piante madri di categoria iniziale, situati nell’agro di Petrosino (TP).

“I risultati del lavoro della comunità scientifica dell’ateneo di Palermo, insieme al dipartimento regionale e al consorzio di tutela della Doc Sicilia – ha affermato l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino – sono straordinari”.

“È un patrimonio che oggi, grazie a uno studio portato avanti dal dipartimento e dall’Università, mette al centro l’albero genealogico dei vini siciliani e istituisce un registro che potrà essere utilizzato da tutti i viticoltori siciliani per esaltare la biodiversità delle produzioni dei nostri territori e riconvertire alcune zone della regione in aree produttive”. Nonostante la contrazione subita dall’export italiano e grazie a queste iniziative, l’assessore si è detto inoltre certo di riuscire, insieme alla comunità scientifica e alla compartecipazione di pubblico e privato, a “costruire nuove opportunità”.

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Soddisfatto anche il dirigente generale del dipartimento regionale dell’Agricoltura, Dario Cartabellotta: “La Sicilia è uno scrigno di biodiversità e questo lavoro è servito non soltanto a valorizzare le specie autoctone, ma anche ad arricchire l’offerta. È una soddisfazione esaltare l’identità enologica siciliana attorno a cui si è sviluppata una grande e nuova capacità di enologi e imprenditori in un momento che si definisce “rinascimento enologico” nell’Isola”.

In tal senso, dunque, il progetto si conferma centrale per il sostegno e lo sviluppo dell’enologia siciliana. Un comparto che, giorno dopo giorno, permette di comunicare al meglio il sistema ‘Sicilia DOP’ come produttore di eccellenza dei vini contemporanei, a fianco dei produttori e delle aziende così che possano essere sempre più competitive sui mercati di riferimento.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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