L’avocado biologico è made in Italy

In Italia esistono realtà produttive bio che interessano diverse colture. Tra queste spunta ora l’avocado biologico in Sicilia, Sardegna e Calabria.

da Silvia Seripierri

Molto spesso si pensa che il successo della coltivazione dell’avocado in Italia sia legato ai fenomeni di cambiamenti climatici. In realtà, l’avocado – come il mango – cresce da diverso tempo in Sardegna, Calabria e Sicilia. Qui l’avocado non è una coltura autoctona, ma trova le idonee condizioni climatiche per svilupparsi.

D’altra parte, a differenza di quanto accaduto per la coltivazione, il grande interesse commerciale è arrivato dopo e con esso l’attenzione da parte dei produttori.
In ogni caso comprendere le esigenze di una coltura e conoscere la vocazionalità di un ambiente appare oggi più che mai necessario. Gli obiettivi europei parlano infatti di sostenibilità ambientale e produttiva e, per raggiungere questi obiettivi, è fondamentale che gli agricoltori utilizzino strategie a basso impatto ambientale.

A riguardo, il maggior interesse per l’avocado e per le produzioni sostenibili ha permesso alle aziende di fare nuove scoperte ed esperienze. Tanto che oggi, sebbene in numero esiguo, anche l’Italia produce avocado biologico.

Le realtà che si occupano di questo avocado biologico sono davvero poche e realizzano le proprie produzioni in ambienti vocati alla coltura sempre con il fine di ridurre gli imput produttivi. Tra queste, si può annoverare l’azienda Persea che, tra la Sardegna e la Calabria, produce avocado bio.

Come?

Tra le tecniche sostenibili e sfruttabili ai fini della produzione di avocado biologico rientra l’integrazione di un’area boschiva. Questa, in consociazione con piante di avocado, consente di mitigare il clima e ricreare i valori di umidità idonei alla produzione di avocado.
Al tempo stesso, la presenza di piante boschive e siepi naturali offre riparo agli antagonisti naturali dei parassiti che possono infestare l’avocado al pari di qualsiasi altra coltura. Questa presenza non solo rappresenta un valido aiuto in termini di sostenibilità, ma incontra anche le necessità dei produttori che possono così ricorrere all’utilizzo di antifungini e antiparassitari consentiti per legge.

Quali altri benefici?

Alla presenza di ristori per antagonisti naturali si aggiunge anche la possibilità di gestire meglio gli approvvigionamenti irrigui. La maggior parte di produttori e consumatori vedono l’avocado come un nemico dell’ambiente. Questo perché si tratta di una coltura con un elevato fabbisogno irriguo, anche se inferiore del 40% rispetto a quello del mais. Nel caso dell’azienda Persea, che si è occupata di produrre avocado biologico, è stata creata per esempio un’area di infiltrazione forestale, per cui l’acqua delle falde viene fitodepurata dalle piante del bosco e poi usata per l’irrigazione.

avocado biologico

La vera novità di questo tipo di conduzione aziendale, però, è la produzione di esternalità positive – ovvero la riduzione della CO2 nell’ambiente.

Grazie alla partnership con aziende che si occupano di Corporate Social Responsibility (CSR), sostenibilità e decarbonizzazione, è possibile trasformare i benefici ambientali in crediti di sostenibilità e tokenizzarli tramite tecnologia blockchain. In quanto tali, i token possono essere acquistati dalle aziende che vogliono sposare progetti di Corporate Social Responsibility e di sostegno all’agricoltura a basso impatto.
Si tratta, quindi, di una sfida lanciata dall’agricoltura ai produttori, che così possono vedere riconosciuti gli sforzi mirati a produrre nel rispetto dell’ambiente.

 

Silvia Seripierri

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