Xylella in Calabria, nuovo fronte al Sud

Il primo focolaio ufficiale è stato accertato a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, dove sette olivi sono risultati positivi alla sottospecie pauca. Scatta il piano di eradicazione

da Ilaria De Marinis
xylella in calabria

La Xylella è arrivata in Calabria. Il primo focolaio ufficiale è stato accertato a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, dove sette olivi sono risultati positivi a Xylella fastidiosa sottospecie pauca. La Regione ha formalizzato il ritrovamento con il Decreto dirigenziale n. 14746 del 1° settembre 2026, delimitando l’area interessata in contrada Olivetella.

Le sette positività, emerse su 35 piante campionate, sono state confermate attraverso analisi molecolari condotte dai laboratori ufficiali e dal CREA Difesa e Certificazione di Roma. Per l’olivicoltura calabrese si apre così una fase di massima attenzione, soprattutto per la vicinanza alla Piana di Gioia Tauro, uno dei principali comprensori olivicoli della regione.

Una zona infetta di 50 metri, poi la fascia cuscinetto

Il primo effetto del decreto regionale è la delimitazione dell’area interessata. Attorno alle piante risultate positive è stata istituita una zona infetta con un raggio di 50 metri, interamente compresa nel territorio di Taurianova. A questa si aggiunge una zona cuscinetto larga 2,5 chilometri, che coinvolge anche porzioni dei comuni di Cittanova e Terranova Sappo Minulio.

È all’interno di questo perimetro che si concentreranno ora monitoraggi e campionamenti, con l’obiettivo di verificare se le sette positività rappresentino effettivamente un focolaio circoscritto o se il batterio sia già presente su altre piante.

A confermare la delicatezza della situazione è stato lo stesso assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che nelle ore successive alla pubblicazione del decreto ha parlato di un «inizio di epidemia», annunciando la costituzione di un tavolo di crisi regionale e la volontà di intervenire rapidamente per impedirne la propagazione.

xylella in calabria

Mappa ufficiale dell’area delimitata per il focolaio di Xylella fastidiosa subsp. pauca a Taurianova (RC): in evidenza la zona infetta di 50 metri attorno alle piante positive, la zona cuscinetto di 2,5 km e la distribuzione dei 7 olivi infetti e delle 28 piante campionate risultate negative. Fonte: Regione Calabria, Piano d’azione del 2 settembre 2026.

Il Piano: abbattimenti e controlli per tentare l’eradicazione

Alla delimitazione del focolaio è seguito, il 2 settembre, il Piano d’azione predisposto dal Servizio fitosanitario regionale. Ed è proprio questo documento a tradurre l’emergenza in misure operative. Nella zona infetta è prevista innanzitutto la rimozione delle piante risultate positive e delle altre piante specificate sensibili presenti nell’area individuata dalla normativa europea. Prima degli abbattimenti dovranno essere eseguiti interventi contro gli insetti vettori, così da ridurre il rischio che possano trasferire il batterio durante le operazioni.

Il Piano interviene anche sulla movimentazione del materiale vegetale, vietando lo spostamento delle piante sensibili dalle aree delimitate salvo le deroghe previste dalla normativa. Prescrizioni specifiche riguardano inoltre la gestione e il trasporto del materiale legnoso proveniente dalla zona infetta.

Non si tratta, dunque, soltanto di eliminare i sette olivi già individuati. La strategia punta a creare rapidamente una barriera fitosanitaria attorno al focolaio e, contemporaneamente, ad aumentare la capacità di intercettare eventuali nuove positività.

Sputacchina, obblighi anche fuori dai 50 metri

Una parte centrale del Piano riguarda il controllo degli insetti vettori di Xylella fastidiosa. Tra questi assume particolare rilevanza Philaenus spumarius, la sputacchina, la cui gestione è già uno degli elementi cardine delle strategie adottate nelle aree interessate dal batterio.

Per contrastarne le forme giovanili, il documento regionale stabilisce che dal 1° aprile al 30 maggio dovrà essere effettuata almeno una lavorazione superficiale del terreno, attraverso operazioni come aratura, fresatura, erpicatura o trinciatura.  Un passaggio importante perché l’obbligo non riguarda soltanto i terreni compresi nella zona infetta o nella fascia cuscinetto, ma l’intero territorio dei comuni interessati dalla delimitazione: Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio. A queste operazioni si aggiungeranno, sulla base dei monitoraggi, gli interventi contro gli adulti del vettore indicati dal Servizio fitosanitario.

Fondamentale agire subito

La conferma del focolaio ha immediatamente mobilitato anche le organizzazioni agricole. CIA Calabria ha chiesto “massimo rigore” e un isolamento immediato dell’area, invitando a utilizzare l’esperienza maturata in Puglia per evitare ritardi nella risposta. “Non c’è un minuto da perdere“, hanno sottolineato i vertici regionali dell’organizzazione, chiedendo il potenziamento delle attività di monitoraggio e particolare attenzione anche alla tutela del comparto vivaistico.

Sulla stessa linea Coldiretti Calabria, che ha giudicato positivamente la tempestività dell’intervento regionale e ha annunciato l’attivazione della propria rete territoriale per assistere le aziende e fornire informazioni agli olivicoltori. Secondo il presidente regionale Franco Aceto, alla prima risposta dovranno ora seguire con determinazione monitoraggio e azioni di contenimento.

A richiamare alla cautela, ma senza sottovalutazioni, sono anche gli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Calabria. Il presidente della Federazione regionale Alessandro Guagliardi ha chiesto una risposta immediata e fondata sulle evidenze scientifiche, sintetizzando la posizione in un principio netto: evitare tanto l’allarmismo quanto la sottovalutazione.

Non un altro fronte

I prossimi campionamenti nella zona cuscinetto saranno determinanti per capire se quello di Taurianova sia un focolaio ancora circoscritto e quindi affrontabile con una strategia di eradicazione, oppure se emergeranno ulteriori positività. Il Piano regionale guarda già anche al medio periodo: nella zona infetta gli eventuali nuovi impianti di olivo potranno essere realizzati utilizzando Leccino, Favolosa FS17, Lecciana e Leccio del Corno, cultivar ammesse nelle aree interessate da Xylella fastidiosa subsp. pauca.

Ma prima dei reimpianti viene l’emergenza. E, a pochi giorni dalla conferma ufficiale, il punto resta uno solo: capire quanto rapidamente il focolaio sia stato intercettato e se il batterio abbia già superato l’area oggi delimitata. È su questa risposta che si giocherà la possibilità di impedire alla Xylella di aprire un nuovo fronte nell’olivicoltura calabrese.

 

Ilaria De Marinis
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