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Con l’arrivo di luglio entra nel vivo la raccolta della susina Shiro, una delle cultivar che caratterizzano l’offerta estiva. Il colore giallo della buccia, la polpa molto succosa e il sapore dolce ne hanno sostenuto la diffusione, rendendola particolarmente apprezzata per il consumo fresco.
Conosciuta in Italia anche come Goccia d’Oro, la susina Shiro appartiene al gruppo dei susini cino-giapponesi. Diffusa da oltre un secolo, continua a essere apprezzata soprattutto per il consumo fresco e per le sue caratteristiche organolettiche.
Le origini della susina Shiro
La cultivar fu ottenuta nel 1889 dal genetista statunitense Luther Burbank, uno dei protagonisti del miglioramento genetico frutticolo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La sua diffusione commerciale viene fatta risalire al 1900. Le schede varietali indicano una provenienza genetica riconducibile alla Russia, mentre il lavoro di selezione e valorizzazione fu condotto negli Stati Uniti. Shiro deriverebbe da un incrocio interspecifico non completamente determinato, nel quale sarebbe coinvolto anche il mirabolano.
Proprio questa origine genetica complessa contribuisce a spiegare alcune caratteristiche della cultivar, sia dal punto di vista vegetativo sia per quanto riguarda l’impollinazione.
Un albero vigoroso e produttivo
L’albero della susina Shiro presenta un’elevata vigoria e tende a sviluppare una chioma aperta. La cultivar è considerata produttiva, ma è autoincompatibile: per ottenere un’allegagione regolare necessita quindi della presenza di varietà impollinatrici compatibili e di una buona attività degli insetti pronubi durante la fioritura.
La stretta parentela con il mirabolano rende inoltre la cultivar interessante come impollinatore per altre cultivar compatibili. La corretta progettazione dell’impianto resta però fondamentale per favorire l’impollinazione incrociata e garantire produzioni costanti.

Come riconoscere i frutti della Shiro
I frutti della susina Shiro sono generalmente di pezzatura media e presentano una forma rotonda, talvolta leggermente cuoriforme. La buccia assume una colorazione gialla o verde chiaro, che diventa più intensa con l’avanzare della maturazione. Anche la polpa è gialla, mediamente soda e particolarmente succosa. Il sapore è dolce e gradevole, mentre il nocciolo non si separa facilmente dalla polpa.
Sono soprattutto queste caratteristiche organolettiche ad aver reso la cultivar apprezzata per il consumo fresco. La succosità e la dolcezza permettono infatti alla Shiro di incontrare il gusto di un pubblico ampio, anche se la raccolta deve essere gestita con attenzione per preservare consistenza e qualità.
Susina Shiro, una cultivar storica ancora attuale
A oltre un secolo dalla sua introduzione, la susina Shiro continua a rappresentare una presenza riconoscibile nel panorama varietale estivo. Il colore giallo, il gusto dolce e l’epoca di maturazione ne sostengono ancora oggi l’interesse commerciale.
La sua coltivazione richiede tuttavia un’attenta gestione dell’impollinazione e del momento di raccolta. Elementi decisivi per esprimere al meglio le qualità di una cultivar storica che, grazie alla sua identità ben definita, continua a trovare spazio sia nei frutteti sia sui mercati.
Federica Del Vecchio
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