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L’allegagione – ovvero la trasformazione del fiore fecondato in frutto – è un processo fisiologico complesso e influenzato da molti fattori. Nell’olivo, per sua natura, solo una piccola parte dei fiori presenti su ogni infiorescenza arriva a diventare drupa. La produzione finale di olive per pianta è il risultato di due filtri distinti che si sommano.
Il primo avviene al momento della fecondazione: non tutti i fiori si trasformano in frutto. Polline poco vitale, un tubetto pollinico che non si allunga abbastanza rapidamente per raggiungere l’ovulo in tempo, oppure piante che affrontano la fioritura con riserve nutritive insufficienti riducono sensibilmente la percentuale di fiori effettivamente fecondati.
Il secondo filtro è la cascola post-allegagione: anche i frutticini già formati cadono in parte, e questo è del tutto fisiologico. Il problema nasce quando la cascola supera la soglia normale, lasciando sulla pianta un numero di frutti inferiore al potenziale.
Agire su entrambi i fattori – migliorando la qualità della fecondazione e contenendo la cascola entro limiti accettabili – è possibile, e fa la differenza nella resa finale.
Kelpak®: un biostimolante che nasce dall’oceano
Kelpak® è un estratto liquido ottenuto da Ecklonia maxima, un’alga bruna che cresce esclusivamente nelle acque fredde e pulite dell’Oceano Atlantico meridionale, al largo delle coste sudafricane. Le correnti profonde di quell’oceano, ricche di nutrienti, permettono a questa specie di sviluppare una concentrazione eccezionale di molecole bioattive.
Quello che distingue Kelpak® da altri estratti algali è il metodo con cui viene prodotto: la Cold Cellular Burst Technology, un processo brevettato di estrazione a freddo che mantiene intatte le molecole presenti nell’alga fresca – brassinosteroidi, poliammine, florotannini, alginati, aminoacidi – senza degradarle con il calore o altri mezzi fisici. Il risultato è un prodotto liquido, concentrato, registrato come biostimolante CE ai sensi del Regolamento (UE) 2019/1009.
L’alga viene raccolta a mano da squadre di sommozzatori specializzati, con un approccio sostenibile che garantisce la rinnovabilità della risorsa e la qualità costante della materia prima.
Come agisce sulla fioritura dell’olivo
Nella fase di fioritura, Kelpak® agisce stimolando due processi fondamentali per la riuscita della fertilizzazione: la germinazione del granulo pollinico e l’allungamento del tubetto pollinico. Quest’ultimo deve percorrere rapidamente lo stilo per raggiungere l’ovario e consentire la fecondazione. Ogni rallentamento in questo percorso – causato da stress termici, carenze nutrizionali o condizioni climatiche avverse – si traduce in una minore percentuale di fiori allegati.
Prove di laboratorio condotte su ciliegio, coltura con biologia del polline assimilabile a quella dell’olivo, hanno documentato che il trattamento con Kelpak® porta la percentuale di germinazione del polline dal 47% al 63,5% e raddoppia la lunghezza e la velocità di accrescimento del tubetto pollinico da 63,5 µm a 129,2 µm. Dati statisticamente significativi, che spiegano perché l’intervento in piena fioritura produce effetti concreti e misurabili.
Il protocollo di applicazione
Il programma di trattamento con Kelpak® sull’olivo prevede due interventi fogliari:
Primo trattamento – in piena fioritura
Quando la fioritura è tra il 30% e il 50% dei fiori aperti, si effettua un’applicazione fogliare alla dose di 5 L/ha. Questo è il momento in cui il polline è ancora attivo e il tubetto pollinico deve percorrere il suo tragitto verso l’ovario. L’intervento sostiene questo processo e migliora la percentuale di fiori che riescono a completare la fertilizzazione.
Secondo trattamento – in post-allegagione
Non appena le piccole drupe si sono formate e fino allo stadio di dimensione del grano di pepe, si ripete l’applicazione alla stessa dose di 5 L/ha. Questo secondo intervento ha un duplice obiettivo: stimolare l’ingrossamento precoce del frutto e ridurre la cascola fisiologica delle drupe appena formate, migliorando la ritenzione del frutto sulla pianta nelle settimane più delicate che seguono la fioritura.
L’applicazione si effettua con i normali mezzi di distribuzione fogliare, nell’orario più fresco della giornata per evitare la rapida evaporazione del prodotto.
I risultati di campo
Negli anni, le prove condotte in olivicoltura hanno documentato incrementi significativi della resa per ettaro rispetto alle parcelle non trattate. I dati mostrano effetti positivi sull’allegagione – con aumenti compresi tra il 5% e il 10% di fiori allegati che arrivano a frutto rispetto al non trattato – e sull’uniformità dei calibri, aspetto particolarmente rilevante per l’olivo da mensa, dove la pezzatura incide direttamente sul valore commerciale.
Gli incrementi di resa osservati nel tempo hanno una rilevanza statistica solida, il che significa che i risultati non sono casuali ma replicabili nelle diverse annate e varietà, pur con le naturali variazioni legate al clima e alle condizioni di partenza di ogni oliveto.
Perché agire adesso
Siamo nella seconda di metà maggio 2026 e in molte zone olivicole italiane la fioritura è già in corso o si trova nella fase di piena apertura. È questa la finestra temporale in cui il trattamento con Kelpak® esprime la sua massima efficacia.
Aspettare significa lasciare che la fase critica passi senza intervenire.
L’olivicoltura moderna richiede sempre più decisioni precise, prese nei momenti giusti. L’allegagione è uno di quei momenti. Kelpak® mette a disposizione dell’olivicoltore uno strumento naturale, sostenibile e scientificamente documentato per sfruttarlo al meglio.
Comunicato a cura di: Agricola Internazionale
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