Exirel® ed Exirel® Bait: due strategie per il 2026

Una stessa base molecolare, due modelli applicativi: FMC distingue il posizionamento tecnico di Exirel® ed Exirel® Bait tra vite, frutticole e uva da tavola

da Donato Liberto
EXIREL_slideshow finocchiaro3

Nel panorama della difesa frutticola, l’innovazione non passa più soltanto dalla disponibilità di nuove sostanze attive, ma anche dalla capacità di sviluppare soluzioni differenti a partire dalla stessa base molecolare. È il caso di Cyazypyr®, il cyantraniliprole di FMC, oggi declinato nel comparto frutticolo in due strumenti distinti e complementari: Exirel® ed Exirel® Bait. Due formulati che condividono lo stesso principio attivo, ma che rispondono a esigenze agronomiche diverse, con target, colture e modalità d’impiego specifiche.

Questa distinzione è oggi particolarmente attuale. Se nei mesi scorsi l’attenzione si era concentrata soprattutto su agrumi e olivo, in questa fase della stagione il quadro si allarga: da un lato Exirel® mostra la propria rilevanza nella gestione di alcuni fitofagi chiave della vite da vino e, in deroga, del ciliegio; dall’altro Exirel® Bait si impone come novità tecnica di primo piano per il controllo di Ceratitis capitata su melo, pero, pesco, nettarino e uva da tavola, grazie all’autorizzazione eccezionale concessa nel 2026.

Exirel®: la risposta diretta per i fitofagi chiave di vite da vino e ciliegio

Exirel® si colloca nella logica della difesa diretta, con impiego fogliare convenzionale e un posizionamento tecnico adatto al controllo di diversi fitofagi di rilievo. Su vite da vino, il formulato a base di cyantraniliprole 100 g/L trova impiego contro Lobesia botranaEmpoasca vitisJacobiasca lybicaPlanococcus ficus, i fillominatori Phyllocnistis vitegenella e Antispila spp., oltre al coleottero Anomala vitis. Il meccanismo d’azione, riconducibile al Gruppo IRAC 28, agisce sui recettori rianodinici e porta a una rapida cessazione dell’attività trofica degli insetti bersaglio.

Nel caso delle cicaline della vite, il valore di Exirel® va letto non soltanto in termini di efficacia intrinseca, ma soprattutto in relazione al timing di intervento. Le più recenti osservazioni tecniche sulla diffusione di Jacobiasca lybica hanno infatti evidenziato come il danno qualitativo dipenda fortemente dalla precocità dell’attacco e dalla durata della pressione sulla chioma. In questo contesto, un intervento ben posizionato contribuisce a preservare la funzionalità fotosintetica della pianta nelle fasi più delicate della maturazione, prima ancora che a contenere la presenza numerica del fitofago.

Sul ciliegio, invece, Exirel® ha ottenuto nel 2026 un’autorizzazione eccezionale per il controllo di Drosophila suzukii, valida dal 31 marzo al 28 luglio 2026. Il provvedimento interessa una coltura particolarmente sensibile alle criticità fitosanitarie che si concentrano in prossimità della raccolta e conferma la versatilità della tecnologia Cyazypyr® in un ambito dove servono efficacia, selettività e coerenza con strategie di difesa moderne. Le indicazioni autorizzate prevedono di applicare il prodotto dall’invaiatura alla maturazione, con dose di 750 ml/ha (75 ml/hl) in un volume d’acqua di 1000 l/ha, massimo 1 intervento per stagione ogni 3 anni e tempo di carenza di 7 giorni.

Exirel® Bait: una logica diversa per il controllo delle mosche della frutta

Se Exirel® rappresenta la soluzione per il controllo diretto dei fitofagi mediante irrorazione fogliare, Exirel® Bait risponde a una logica applicativa diversa e più specialistica, fondata sulla tecnologia bait spray. In questo caso, il cyantraniliprole viene associato a Visarel®, un’esca attrattiva a base di proteine idrolizzate, nei programmi autorizzati su alcune colture per il controllo mirato di ditteri di primaria importanza quali Bactrocera oleae e Ceratitis capitata.

Dal punto di vista tecnico, la differenza rispetto a un trattamento di copertura è netta. Exirel® Bait non nasce per proteggere uniformemente tutta la vegetazione, ma per essere distribuito in modo localizzatoa macchia (spot) o in banda, intercettando il comportamento alimentare degli adulti. L’insetto viene attirato dall’esca proteica, entra in contatto con la miscela o la ingerisce e manifesta un rapido blocco dell’attività trofica, in coerenza con il meccanismo d’azione del Cyazypyr®, modulatore dei recettori rianodinici del Gruppo IRAC 28.

Proprio questa impostazione consente di lavorare con volumi d’acqua molto contenuti, compresi tra 5 e 30 L/ha su olivo e tra 5 e 70 L/ha su agrumi, frutticole e uva da tavola, a seconda della tecnica distributiva adottata. Anche le dosi per ettaro risultano ridotte: 75 ml/ha su olivo per la Bactrocera oleae, 100 ml/ha su fruttiferi e vite da tavola per la Ceratitis capitata. In termini di sostanza attiva, questo significa un apporto di Cyazypyr® di 7,5–10 g/ha, quindi nettamente inferiore rispetto a un trattamento a piena chioma.

exirel

Il valore tecnico della strategia sta proprio qui: la localizzazione del trattamento permette di ridurre in misura rilevante acqua, miscela distribuita, tempi di carico e percorrenze operative, con effetti diretti anche sul consumo di carburante e sull’efficienza del cantiere di distribuzione. In alcune comunicazioni tecniche FMC, questo approccio viene associato a riduzioni fino al 99% dell’acqua, al 93% della sostanza attiva e al 74% del gasolio rispetto a programmi tradizionali di piena copertura.

La novità 2026: Exirel® Bait si estende alle frutticole e all’uva da tavola

Il passaggio più significativo della stagione riguarda proprio Exirel® Bait. Con decreto del 19 maggio 2026, il prodotto ha infatti ottenuto un’autorizzazione eccezionale in deroga ai sensi dell’art. 53 del Regolamento (CE) n. 1107/2009 su melo, pero, pesco, nettarino e uva da tavola per il controllo della mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata), con validità dal 19 maggio al 15 settembre 2026. È un’estensione di particolare rilievo, perché arriva in un momento in cui il fitofago è sempre più sentito sia nelle colture frutticole tradizionalmente più esposte, sia in comparti come l’uva da tavola, dove la pressione è cresciuta negli ultimi anni.

Nel caso dell’uva da tavola, il significato tecnico e simbolico dell’autorizzazione è ancora più forte. Solo pochi anni fa il tema della Ceratitis in vigneto veniva descritto come una criticità emergente, con danni agli acini, problemi di commerciabilità e riflessi anche sull’export. Oggi il settore dispone di una specifica autorizzazione per Exirel® Bait anche su questa coltura: non ancora una registrazione strutturale definitiva, ma certamente un segnale concreto di come una problematica inizialmente percepita come episodica sia diventata nel frattempo una priorità gestionale riconosciuta.

Una piattaforma tecnica, ma con ruoli ben distinti

Guardando nel loro insieme Exirel® ed Exirel® Bait, il messaggio che emerge è chiaro: Cyazypyr® non è soltanto una sostanza attiva, ma una piattaforma tecnica capace di generare soluzioni diverse in funzione della coltura, del target e della strategia di difesa. Da un lato c’è Exirel®, formulato per la protezione diretta della vegetazione e oggi associato, tra le altre colture, alla vite da vino, dove trova impiego nella gestione di tignole, cicaline, cocciniglie e altri fitofagi chiave. Dall’altro c’è Exirel® Bait, che applica lo stesso principio attivo secondo una logica completamente diversa, basata sulla strategia a esca, e che nel 2026 ha ottenuto l’autorizzazione eccezionale su frutticole e vite da tavola contro Ceratitis capitata.

In questo senso, l’innovazione non si misura più soltanto sulla novità della molecola, ma sulla capacità di declinarla in modelli applicativi differenti e complementari: irrorazione fogliare convenzionale nel caso di Exirel®, applicazione localizzata con esca proteica nel caso di Exirel® Bait. Ed è proprio questa la chiave di lettura più interessante della stagione 2026: una molecola, due soluzioni, ma con collocazioni tecniche ben distinte tra vite da vino e vite da tavola.

 

Comunicato a cura di: FMC
© fruitjournal.com

Articoli Correlati