Con l’arrivo della primavera l’olivo si risveglia, riprende vigore e chiede al suolo ciò che gli servirà per affrontare l’intera stagione produttiva. È un momento cruciale in cui si decide buona parte della resa finale. La pianta, infatti, entra in una fase di intensa attività vegetativa: emette nuovi germogli, differenzia le infiorescenze, prepara la fioritura e avvia l’allegagione. Tutti processi che richiedono energia, nutrienti e un suolo capace di sostenerli. Parlare di concimazione primaverile significa parlare quindi di equilibrio. Occorre costruire una nutrizione che rispetti i tempi della pianta, le caratteristiche del terreno e le condizioni climatiche, sempre più variabili. L’olivo, in questa fase, ha bisogno soprattutto di azoto, indispensabile per la crescita vegetativa, ma anche di fosforo e potassio, che regolano rispettivamente la fioritura e l’allegagione da un lato e la resistenza agli stress idrici e termici dall’altro. È proprio il potassio a influenzare in modo diretto l’accumulo di olio nelle drupe e la loro qualità finale, un aspetto sempre più rilevante per chi punta a produzioni di pregio.
Accanto ai macroelementi entrano in gioco i meso e microelementi, spesso sottovalutati ma decisivi per la stabilità produttiva. Il calcio rafforza le pareti cellulari e migliora la consistenza dei frutti; il magnesio sostiene la fotosintesi e il metabolismo del fosforo; il boro è determinante per l’allegagione e il trasporto di zuccheri e grassi nelle olive; lo zinco regola la sintesi proteica e l’equilibrio ormonale; il ferro, infine, è essenziale per l’attività fotosintetica, ma nei suoli calcarei tende a diventare poco disponibile, causando clorosi e riduzione della vigoria. Una carenza di questi elementi potrebbe compromettere l’intera stagione.
In questo scenario, la scelta del fertilizzante diventa strategica. Unimer, da anni punto di riferimento nei fertilizzanti organominerali, propone soluzioni pensate proprio per accompagnare l’olivo nella fase primaverile, valorizzando al massimo le proprietà della sostanza organica umificata. È un approccio che risponde alle esigenze dell’agricoltura moderna: nutrire la pianta, ma allo stesso tempo rigenerare il suolo. Gli acidi umici e fulvici, infatti, migliorano la struttura del terreno, aumentano la capacità di trattenere acqua, stimolano l’attività microbica e rendono più efficiente l’assorbimento dei nutrienti. In un contesto mediterraneo segnato da siccità ricorrenti e terreni spesso poveri di sostanza organica, questo tipo di fertilizzazione rappresenta una vera assicurazione agronomica.

Fertilizzanti Unimer per l’olivo e fertilità del suolo
ATHENA OLIVETO, un organominerale NPK 1469 arricchito con calcio, boro e zinco, è tra i prodotti più indicati per la concimazione primaverile. La presenza di tre forme di azoto a cessione differenziata garantisce un rilascio graduale, perfettamente sincronizzato con i ritmi della pianta. È la scelta ideale per oliveti in terreni equilibrati, dove si vuole sostenere la crescita vegetativa senza eccessi e accompagnare la pianta fino all’allegagione.
Nei terreni calcarei, invece, dove il ferro tende a bloccarsi e la clorosi è un problema ricorrente, la soluzione più efficace è MIURA, un concime organo-minerale NPK 1268 arricchito con magnesio, zolfo, boro e ferro a basso tenore di cloro. La sua formulazione migliora la fotosintesi e garantiscee un apporto completo di microelementi, spesso carenti in questi suoli. In caso di necessità specifiche, la nutrizione può essere ulteriormente integrata con prodotti mirati come MICROSOL KOMPOST, ricco di magnesio e microelementi, o MICROSOL FERROMAX, ideale per correggere rapidamente la carenza di ferro.
Ma la fertilità di un oliveto ha bisogno anche che il suolo sia ricco di sostanza organica, vero pilastro su cui si regge la sua salute. Migliora la struttura, aumenta la porosità, favorisce la vita microbica e rende più disponibili i nutrienti. Per questo Unimer propone ammendanti ad alto contenuto di acidi umici, fulvici e umine, come SUPERSTALLATICO, ottenuto da letame bovino ed equino ad elevata umificazione, o GREEN POWER, un ammendante torboso di origine vegetale.
Per terreni particolarmente stanchi o poveri di attività microbiologica, prodotti come MICROLIFE e MICROFORCE, che combinano letame umificato con funghi e microrganismi della rizosfera, rappresentano un intervento efficace per rivitalizzare il suolo. Stimolano lo sviluppo delle radici e la loro capacità di assorbimento, migliorano la crescita vegetativa.

Comunicato a cura di: UNIMER
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